giovedì 31 agosto 2017

Scorrere


Scorre inesorabile il fluire del tempo.
Si dirige verso la foce del destino.
Si contorce tra massi,
si distende in chiazze pianeggianti.
Spumeggia al gonfiore di tempeste.
Sosta al frapporsi di rami e foglie.
Ma il vigore del suo correre
tutto travolge.
Serpeggia e scivola via.
Una forza della natura il suo scorrere;
un evento determinato
il suo perdersi nell'infinito.
Ma lo puoi ammirare;
goderne i suoi unici fragori;
il suo eco travolge il tuo io.
Richiama il ben più profondo abisso
nel quale il tuo animo cerca quiete.

mercoledì 30 agosto 2017

Dio con noi

 
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio» (Gs 24, 17-18).
Egli è il nostro Dio. Spesso dovremmo ricordarcelo. Come si fa con i bambini, ci vuole sempre la presenza di qualcuno, simile a Giosuè, che ci aiuti a fare memoria. Rivivere quegli eventi che spesso sfuggono dal nostro cuore, sepolti da mille pietre di egoismo e passione.

Il Signore ci soccorre sempre. Il tempo, le preoccupazioni, gli affanni del mondo arrugginiscono la fede e rischiano di corroderla del tutto. Ottimo, allora, il contatto con la Parola e saggi che ti aiutano a calarla nella vita.

Quando si litiga con delle persone e le rivedi dopo tanto tempo ti accorgi di quello che hai perso. Si richiama il passato, gli eventi che hanno costruito un’amicizia ancora viva. L’importanza di rivivere è fondamentale per la vita e per la fede.

mercoledì 23 agosto 2017

Una sola carne

Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! (Ef 5, 32)

Un amore eterno è quello che Cristo prova per noi. Non viene meno, resta sempre. Nonostante la nostra incostanza Egli è lì a mantenere il suo patto. Non dimentica le sue promesse.  Noi, invece, siamo smemorati.

Nelle prove mettiamo tutto in discussione e vorremmo scappare via. Spesso lo facciamo. Tuttavia non troviamo la stessa cosa. Nessuno al mondo è come il nostro Dio. Esigente, ma lento all’ira e grande nell’amore. Quello che sempre ci dona e rimane nelle tempeste e nelle avversità. Resta con noi Signore!

domenica 20 agosto 2017

Il dono

20 domenica del TO - anno A

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide!" (Mt 15, 21).

Ci sono cose che puoi comprare, altre no. Se desideri qualcosa fai sacrifici per averla. Innanzitutto ne consideri il costo. Poi cominci a mettere i soldi da parte o fai un finanziamento per pagare poco alla volta. Quando ottieni quello che volevi avverti un profondo appagamento. Perché godi di un obbiettivo che hai conquistato col il sudore della fronte.

Per me è stato così quando sono stato costretto a cambiare la macchina, perché ormai usurata. Essa è per me quasi come una seconda casa. L'ho presa con dei risparmi che da tempo mettevo da parte. Ogni volta che la guido me ne ricordo e cerco di custodirla bene. Ho raggiunto un traguardo molto utile per me.

Ma non tutto si può acquistare. Non puoi comprare l'amicizia, i tuoi valori, le persone che ami, la tua storia, la fede.... Un sacco di cose hanno bisogno di essere scoperte come dono. Non c'è nulla da pagare o un tornaconto da avere, ma una gratuità da accogliere. Questo cambia la vita dal profondo. Giorno per giorno scopro la bellezza di quello che ho e ne godo.

E' una soddisfazione che mi procura pace. E' frutto di un cammino giornaliero in cui, nella fede, mi sento rinnovato dalla Parola in una indicibile calma interiore. Come la donna cananea di questa domenica anch'io mi rivolgo a Gesù. Perché riconosco che grazie a Lui la mia umanità risalta nella sua pienezza.

domenica 13 agosto 2017

La traversata


19a domenica del TO - anno A

Subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla (Mt 14, 22).

Il passaggio all'altra riva mi richiama un'epigrafe tombale che ho letto molti anni fa. Allora per la prima volta ho riflettuto sul vangelo di questa domenica. In quell'occasione ho immaginato Gesù come una sorte di Caronte che traghetta nella vita eterna, simboleggiata dall'altra riva. Lì dove si trovano i defunti. Noi siamo di qua, sulla riva opposta. E siamo invitati a salire sulla barca per lasciarci guidare da Cristo.

In quel cimitero, quel giorno, ho immaginato i defunti lì sepolti e li ho visti proprio in quell'altra riva. In quel domani dove tutti saremo. Adesso, però, la mia attenzione è più sulla barca, sull'oggi. E penso che, in fondo, l'altra riva sia già sull'imbarcazione. Sì perché lì dobbiamo esserci insieme, come chiesa, ed accogliere la Parola per rimanere uniti.

Qui sento forte il rimprovero che Gesù fa a Pietro: uomo di poca fede perché hai dubitato? Questo discepolo lascia la barca e rischia di affondare. Quante volte anch'io ho pensato di navigare fuori dalla barca! Pensavo di farcela da solo, di vivere meglio, ed alla fine ho rischiato di essere risucchiato da quel benessere momentaneo al quale mi ero aggrappato.

Quando sei fuori della barca non vedi l'altra riva: quell'orizzonte di senso che Cristo tiene alto per noi. Lì ci precede perché è il Risorto. Indica la strada per raggiungere quella riva che egli stesso ha varcato prima di tutti donando la sua vita per amore dell'umanità. Il donare condividendo è quello che ci consente già oggi di essere all'altra riva e di rimanere nella barca della felicità.

sabato 5 agosto 2017

Solo Dio basta

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - ANNO A -

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». (Mt 17, 4)

Alzando gli occhi verso i monti spesso si scrutano monasteri sulle cime o sui fianchi. Come hanno pensato di andare lassù? Ti chiedi. Quando capita di visitare questi luoghi trovi la risposta. Prima di tutto per il panorama bellissimo. Poi per la bellezza della natura. Ancora per il silenzio, che solamente lì riesci a gustare.

Diverse volte, andando da solo o in pellegrinaggio, ho fatto l'esperienza del distacco dalle cose in cui comunemente sono preso. Confesso che un po' ho paura del silenzio, perché mi pone di fronte a me stesso ed alle mie inquietudini in cerca di risposta. Tuttavia contemplando la natura e lasciandomi guidare da qualche brano del vangelo, ho trovato pace.

Pace nell'armonia della natura; pace nel mio cuore, consolato da una Parola che parla sul serio e dà risposte. Proprio un'esperienza di trasfigurazione nel ritrovare il vero volto di Dio. Quel Dio che mi ama, che continua a donarsi nella mia vita, ma che spesso non vedo perché cerco altro da Lui e da me stesso.

Un canone ti Taizè recita: nulla ti turbi nulla ti spaventi solo Dio basta. Questo sperimento ogni volta che mi immergo nel silenzio. O che vado in luoghi solitari o che mi distacchi un attimo dalle faccende quotidiane. E così il mio volto diviene più sereno e posso annunciare il vangelo che è gioia, pace, quiete, armonia.

mercoledì 2 agosto 2017

Mercoledì della XVII settimana del Tempo ordinario – Anno dispari

La bellezza di Dio
 
Es 34,29-35; Dal Sal 98; Mt 13,44-46

Mi colpisce il volto raggiante di Mosè nella prima lettura odierna. Egli vede il Signore e cambia aspetto. Sprigiona luce, gioia. Trasmette qualcosa di nuovo e bello. Dovrebbe essere così anche per la nostra esperienza di fede. L'incontro con Cristo cambia la vita. La rende migliore.

E' importante rivedere la propria esperienza di fede per ritrovare la gioia dell'aver incontrato Gesù. Sì, è capitato in passato. Ma forse la nostra fede si è cristallizzata in cose da fare e non fare, arrugginendo l'ardore iniziale dell'incontro. Questo è necessario ritrovare.

Il nostro cuore ne ha bisogno. Esso si alimenta alla sorgente della vita che ha origine in Dio. E' quell'amore che lo nutre e lo sazia di infinito. Questa è perla preziosa per cui vale la pena qualsiasi sacrificio. Se così è, è bello essere cristiani e splendere della bellezza di Dio.