sabato 15 luglio 2017

Parlar chiaro

15a domenica del TO - anno A
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia (Mt 13, 1).

Il parlar chiaro è fatto per gli amici. Verissimo. La sincerità è la base di sane relazioni. Dimostra concretamente il volersi bene. Spesso la verità fa male, ma è inutile nasconderla. Dire quello che si pensa, poi, espone al rischio della incomprensione. Molte persone volteranno le spalle, tuttavia le poche amicizie vere restano.

Essere né carne e né pesce non aiuta nessuno. Non la propria crescita personale tanto meno le persone che, in un modo o nell'altro, condividono con te la loro vita. Non di rado ho sperimentato proprio che vincere la paura di essere giudicati, esprimendo le proprie opinioni, è un modo per instaurare dinamiche più profonde e positive.

Ugualmente nel modo di fare di Gesù c'è trasparenza, con pochi peli sulla lingua, nell'esprimere la radicalità del suo messaggio. Nel vangelo di questa domenica si notano ancora una volta folle oceaniche carpite dall'entusiasmo iniziale. Forse cercavano un taumaturgo. Ma quando il nazareno va al dunque rischia di rimanere da solo.

Analogamente gli apostoli, i più intimi, hanno difficoltà nell'accogliere una morale esigente e nettamente in contrapposizione con la religiosità corrente. Gesù lascia il segno proprio perché non cede e va avanti per la sua strada. Quella che propone anche a noi oggi. Evvero siamo stanchi, a volte delusi ed amareggiati, per tante cose che non vanno. Ma il Cristo continua ad essere il nostro amico più vero.

Nessun commento:

Posta un commento