sabato 8 luglio 2017

Il silenzio

14a domenica del TO - anno A

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11, 25).

Il silenzio è importante per dialogare con se stessi ed ascoltare la voce di Dio che è nel cuore. Nel tempo di accorgi della necessità di dedicargli dei momenti. Così, attraverso un profondo respiro ti immergi in quella sintonia cosmica che la frenesia della vita ti toglie. E' un essenziale che se trascurato toglie ossigeno ed amplifica ritmi disumani.

Tuttavia se imposto, soprattutto da bambini, può essere deleterio. Ricordo che nella mia infanzia quando andavamo in chiesa ci imponevano il silenzio e lo stare in ginocchio nei banchi per pregare. Questo modo di fare mi ha procurato un eccessivo timore reverenziale per Dio. Quasi che Egli mi osservasse per vedere se assumevo quegli atteggiamenti.

Una notte sognai addirittura che Gesù scendesse dal grande crocifisso della chiesa parrocchiale per rincorrermi! Sicuramente si ha bisogno di regole, soprattutto in tenera età. Ma L'importante è trasmettere la giusta immagine di Dio. Questo lo si può fare con la premura, raccontando la parabole, come faceva Cristo, con gesti di testimonianza. Soprattutto con il sorriso.

Quello lo vedevo poco in parrocchia. Mentre era facile notare volti seri, crucciati, persone in ginocchio e pronte e rimproverarti se davi fastidio con il tuo fare fanciullesco. Lo vedo ancora oggi. Ringrazio Dio per avere un gran numero di ministranti. Spesso però la gente si lamenta perché distraggono.

Io li lascio fare. Perché grazie alla loro spontaneità posso sperimentare che per amare Dio non occorrono regole, basta farlo con il cuore. Certo occorre educarli e fargli capire che non tutto è gioco. Ma nel giusto modo. Purtroppo tutti sono pronti a rimproverare ma pochi ad impegnarsi in un cammino educativo di crescita nella comune responsabilità.
 


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