giovedì 27 luglio 2017

Frutti dell'Amore



Gn 1, 26-28.31a; Dal Salmo 127; Gv 15, 1-17

Siete venuti oggi in chiesa per coronare il vostro amore. Da tempo, infatti, vi conoscete e vivete insieme la vostra affezione. E avete deciso un salto di qualità consacrandovi a Cristo ed all'amore che lui vi donerà nel sacramento. E' un volersi bene che implica totale donazione l'uno all'altra al punto da essere una cosa sola. Per questo riconoscete che la vostra è una chiamata di Dio. Egli da sempre ha pensato per voi un disegno di salvezza che oggi accogliete nella vostra vita.

La prima lettura ci parla proprio di questo. Dio raggiunge in suo apice quando crea l'uomo e la donna affinché con la loro unione possano testimoniare nel mondo la sua immagine. Dio ha fatto una cosa molto buona chiamandovi ad essere una famiglia feconda nel vero amore. Proprio a questo dite oggi il vostro sì: scommettere con Dio ed il suo progetto per vivere nella pienezza il vostro rapporto matrimoniale.


La fecondità del vostro sì può avere una continuità, però, se è radicata nell'amore che Cristo ha per l'umanità. L'immagine evangelica della vite e dei tralci ce ne fa capire, simbolicamente, l'importanza. Cristo è la vite, voi e noi tutti i tralci che si alimentano alla sua linfa per portare frutti: è l'uva dell'amore, quella buona e ricca di zuccheri. Già c'è un bel frutto del vostro amore qui con noi. Vostro figlio.

Continuando a rimanere legati a Cristo in un vincolo indissolubile voi garantire a lui, e agli altri figli che arriveranno,  una testimonianza di amore vero, quello che realizza pienamente la vostra unione familiare. I figli, infatti, hanno proprio bisogno di vedere concretamente come vi amate per accogliere anche loro la grandezza di un Dio che si incarna nella storia per camminare con noi. Rimanere uniti a Cristo è rimanere nel suo amore.

Gesù dona tutto per noi: la sua vita. Non ha paura di sprecarsi per il nostro bene. Eccolo il modello. Sicuramente in questi anni lo avrete sperimentato. Come mamma e come papà, quanti sacrifici, notti insonni, tribolazioni per il bene del figlio. E continuerete a farlo sempre meglio se rimarrete fedeli all'impegno di alimentarli alla linfa vitale di Cristo, che nell'eucarestia domenicale ha la sua fonte ed il suo culmine.

Lo stesso, noi tutti, come comunità siamo coinvolti in questo vostro progetto, perché siamo la vigna del Signore. Essere qui oggi con voi esprime la nostra solidarietà che nella comunione battesimale manifesta la fonte della nostra fede. Non siete dunque una vite isolata, ma bene inserita in un campo dove insieme dobbiamo aprirci al continuo lavorio del grande agricoltore che è Cristo.

Tutti siamo, dunque, chiamati a rinsaldare la fede alimentandola alla Parola ed all'Eucaristia. Solamente così il nostro legame con Cristo potrà rimanere indissolubile. Avendo però il coraggio di mostrare a Lui le nostre fragilità e la pochezza che caratterizza la nostra natura. Voi come sposi oggi vi affidate a Lui. Noi come comunità vi aiuteremo a farlo sempre, tutti i giorni della vostra vita.

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