giovedì 27 luglio 2017

Frutti dell'Amore



Gn 1, 26-28.31a; Dal Salmo 127; Gv 15, 1-17

Siete venuti oggi in chiesa per coronare il vostro amore. Da tempo, infatti, vi conoscete e vivete insieme la vostra affezione. E avete deciso un salto di qualità consacrandovi a Cristo ed all'amore che lui vi donerà nel sacramento. E' un volersi bene che implica totale donazione l'uno all'altra al punto da essere una cosa sola. Per questo riconoscete che la vostra è una chiamata di Dio. Egli da sempre ha pensato per voi un disegno di salvezza che oggi accogliete nella vostra vita.

La prima lettura ci parla proprio di questo. Dio raggiunge in suo apice quando crea l'uomo e la donna affinché con la loro unione possano testimoniare nel mondo la sua immagine. Dio ha fatto una cosa molto buona chiamandovi ad essere una famiglia feconda nel vero amore. Proprio a questo dite oggi il vostro sì: scommettere con Dio ed il suo progetto per vivere nella pienezza il vostro rapporto matrimoniale.

sabato 22 luglio 2017

Il nemico

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?. Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo! (Mt 13, 25). 


sabato 15 luglio 2017

Parlar chiaro

15a domenica del TO - anno A
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia (Mt 13, 1).

Il parlar chiaro è fatto per gli amici. Verissimo. La sincerità è la base di sane relazioni. Dimostra concretamente il volersi bene. Spesso la verità fa male, ma è inutile nasconderla. Dire quello che si pensa, poi, espone al rischio della incomprensione. Molte persone volteranno le spalle, tuttavia le poche amicizie vere restano.

Essere né carne e né pesce non aiuta nessuno. Non la propria crescita personale tanto meno le persone che, in un modo o nell'altro, condividono con te la loro vita. Non di rado ho sperimentato proprio che vincere la paura di essere giudicati, esprimendo le proprie opinioni, è un modo per instaurare dinamiche più profonde e positive.

Ugualmente nel modo di fare di Gesù c'è trasparenza, con pochi peli sulla lingua, nell'esprimere la radicalità del suo messaggio. Nel vangelo di questa domenica si notano ancora una volta folle oceaniche carpite dall'entusiasmo iniziale. Forse cercavano un taumaturgo. Ma quando il nazareno va al dunque rischia di rimanere da solo.

Analogamente gli apostoli, i più intimi, hanno difficoltà nell'accogliere una morale esigente e nettamente in contrapposizione con la religiosità corrente. Gesù lascia il segno proprio perché non cede e va avanti per la sua strada. Quella che propone anche a noi oggi. Evvero siamo stanchi, a volte delusi ed amareggiati, per tante cose che non vanno. Ma il Cristo continua ad essere il nostro amico più vero.

giovedì 13 luglio 2017

Emozioni



Salgono dal cuore.
Raggiungono gli occhi.
Spontanee piccole lacrime
inumidiscono le palpebre.
Si condensano
ricordi, eventi;
sogni riemergono.
Ti lasci andare
al momento che scorre inaspettato.
Ma è solo un piccolo attimo.
La ragione riporta al presente.
Col suo muro di realtà,
smorza quella sorgente
ritrovata da un sussurro quotidiano.
Riprendi la vita
con più energia;
il cuore forte è pronto
per nuovi incontri
e rinnovate esperienze.

sabato 8 luglio 2017

Il silenzio

14a domenica del TO - anno A

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11, 25).

Il silenzio è importante per dialogare con se stessi ed ascoltare la voce di Dio che è nel cuore. Nel tempo di accorgi della necessità di dedicargli dei momenti. Così, attraverso un profondo respiro ti immergi in quella sintonia cosmica che la frenesia della vita ti toglie. E' un essenziale che se trascurato toglie ossigeno ed amplifica ritmi disumani.

Tuttavia se imposto, soprattutto da bambini, può essere deleterio. Ricordo che nella mia infanzia quando andavamo in chiesa ci imponevano il silenzio e lo stare in ginocchio nei banchi per pregare. Questo modo di fare mi ha procurato un eccessivo timore reverenziale per Dio. Quasi che Egli mi osservasse per vedere se assumevo quegli atteggiamenti.

Una notte sognai addirittura che Gesù scendesse dal grande crocifisso della chiesa parrocchiale per rincorrermi! Sicuramente si ha bisogno di regole, soprattutto in tenera età. Ma L'importante è trasmettere la giusta immagine di Dio. Questo lo si può fare con la premura, raccontando la parabole, come faceva Cristo, con gesti di testimonianza. Soprattutto con il sorriso.

Quello lo vedevo poco in parrocchia. Mentre era facile notare volti seri, crucciati, persone in ginocchio e pronte e rimproverarti se davi fastidio con il tuo fare fanciullesco. Lo vedo ancora oggi. Ringrazio Dio per avere un gran numero di ministranti. Spesso però la gente si lamenta perché distraggono.

Io li lascio fare. Perché grazie alla loro spontaneità posso sperimentare che per amare Dio non occorrono regole, basta farlo con il cuore. Certo occorre educarli e fargli capire che non tutto è gioco. Ma nel giusto modo. Purtroppo tutti sono pronti a rimproverare ma pochi ad impegnarsi in un cammino educativo di crescita nella comune responsabilità.
 


mercoledì 5 luglio 2017

Parole sagge



 
La mia parte è il Signore
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento 
Salmo 128


Le parole dei saggi aiutano a realizzare i nostri progetti. Sono uomini o donne di esperienza che senza aver studiato, riescono a darti il giusto consiglio perchè prima di te hanno vissuto le fasi della vita. Tanto più il Signore che conosce il nostro cuore e sa le nostre vere aspirazioni. Ecco perchè la sua legge rinfanca l’anima e le dà il giusto respiro.

domenica 2 luglio 2017

Chiamata

13a domenica del TO - anno A 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me  
 (Mt 10, 37). 

In uno degli aneddoti del mio paese si parla di una persona cui non piaceva la verdura. Un giorno davanti alla porta di casa sua vide un germoglio di piantina verde. Si tolse la cinta e la frustò, decimandola; poi disse guardandola: e tu dove volevi andare? Questo episodio mi ha fatto sempre riflettere. 

Molti si comportano come quel signore. Perché si prova piacere nel recidere piccoli germogli di speranza, soprattutto con chiacchiere e maldicenze. Ci si lamenta che tutto va male, tuttavia quando qualcuno si impegna per qualcosa di utile, tutti gli remano contro e pochi collaborano per il bene di tutti.

Per non parlare di giovani che decidono del loro futuro. Che si sposino o che scelgano la vita religiosa o sacerdotale o che semplicemente decidono altro, il loro germoglio rischia di essere reciso dagli ostacoli dei familiari o dalle riottose critiche di chi passa il tempo nell'ozio. Questo è il motivo per cui Gesù invita ad avere il giusto distacco verso tutti, soprattutto verso i legami parentali.

Ognuno occorre rispettare nell'amore verso il prossimo ma Dio al primo posto. Perché egli sa quale è il vero bene per tutti. Ciascuno dovrebbe interrogarsi sul suo posto di servizio predisposto dal Signore e nella preghiera interpretarlo ed attuarlo. La risposa alla chiamata di Dio è l'unico modo per esprimergli la fede realizzando concretamente un mondo migliore.