sabato 24 giugno 2017

Oltre lo sconforto

12a domenica del TO - anno A

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima (Mt 10, 28)

Qualche settimana fa ho visitato le catacombe di san Gennaro a Napoli. Un cammino sotterraneo che ripercorre luoghi di fede dei nostri antenati. Tombe, basiliche, scheletri. Tutto nell'oscurità. La paura della morte mi ha attanagliato. Tuttavia, quello che mi ha confortato è la storia della cooperativa che ha rivalutato il posto.

Essa è nata per ottimizzare un quartiere, quello della sanità, e dare speranza ai giovani che spesso si rifugiano nella camorra. L'associazione, infatti, ha saputo sfruttare le potenzialità del luogo per attirare i turisti e creare opportunità lavorative. In effetti, le cose belle, come le catacombe e il cimitero delle fontanelle, erano come sepolte.

Adesso sono rinate e rappresentano un segno di profonda rinascita per il luogo e per le persone che vi abitano. Non abbiate paura degli uomini, afferma oggi Gesù nel vangelo. Ed ancora ci dice che  valiamo più di molti passeri al cospetto di Dio. Queste parole trovano conferma nella visita che ho fatto. Perché ho visto nascere molte possibilità.

Dio semina tanto nel cuore e nella società. Occorre crederci ed investire su ciò che di bello abbiamo per creare grandi cose. Questa è una scommessa per tutti. Ed è utilissima per vincere il diffuso pessimismo dovuto soprattutto alla mancanza di lavoro. Mettersi insieme per crescere e valorizzarsi è vangelo che si concretizza nel sociale.

venerdì 23 giugno 2017

SACRATISSIMO CUORE DI GESU

Sollievo

Dt 7,6-11   Sal 102   1Gv 4,7-16   Mt 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore
  
Il ristoro della nostra vita è riposare nell'amore di Dio. Il suo volto è il cuore ci Cristo. Egli, infatti, ha compassione di noi e porta in sé i nostri affanni. La strada che percorre per primo verso la croce ne è testimonianza. Vuole che lo seguiamo per raggiungere la sua vittoria nella piena comunione con Dio Padre. 

Aggrapparsi a Lui non è una schiavitù. Anzi è liberarsi da quelle immagini sbagliate di Dio: quelle che lo mostrano tiranno e dispotico. Per vederlo amorevolmente solidale con i nostri limiti al fine di aiutarci a superarli. Più ci lasciamo coinvolgere dal suo amore più siamo liberi e superiamo noi stessi.

Ecco perché san Giovanni afferma che chi non ama non ha conosciuto Dio. Perché Egli è amore. Ed è questa carità che comunica in suo Figlio. Prendendoci per mano Egli, appunto, ci solleva dal fango e ci eleva alla nostra piena dignità, donandoci la capacità di amare come Lui. Questo il grande ristoro che occorre.

mercoledì 21 giugno 2017

S. Luigi Gonzaga, religioso – memoria

Nel piccolo


2Cor 9,6-11   Sal 111   Mt 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà


Normalmente agiamo per compiacere gli altri. Il loro giudizio condiziona il nostro essere. Gesù ci invita ad allontanarci da quest'atteggiamento per assumere quello della umiltà. Essa ci consente di metterci faccia a faccia al cospetto di Dio. Egli ci conosce. Sa come siamo fatti e non giudica.

Anzi, apprezza i nostri gesti offerti nel silenzio e nel nascondimento. Seminare il bene in questo clima è gradito a Dio. Come mettere nelle sue mani i limiti e le fragilità, connaturali al nostro essere sue creature. Il Signore ci conosce. Perché allora nascondersi nell'apparenza?

Tutto è sacrificio gradito a Dio. E su questo occorre orientare la nostra vita e rivedere ciò che ce ne allontana. I criteri del discernimento sono proprio la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Cose che devono condire il quotidiano ed esprimere la lode al creatore. La gioia evangelica ne sarà la ricompensa.

lunedì 19 giugno 2017

domenica 18 giugno 2017

Addobbi

Solennità del corpo e sangue di Cristo - anno A

 Chi mangia questo pane vivrà in eterno (Gv 6,58)

La solennità del corpo e sangue di Cristo è caratterizzata da infiorate e drappi, con i quali si ornano strade ed altarini. Tutti si adoperano per rendere le vie più belle ed accoglienti perché deve passare Gesù. Spesso sono vere e proprie opere d'arte. C'è tutto un lavorio che coinvolge tutti. Chi raccoglie fiori, chi tira fuori le lenzuola più belle, chi architetta e chi contempla ammirato.

Un ottimo scenario festivo, vivo e fresco. E' uno dei bei ricordi che conservo da bambino, quando vedevo il paese che si trasformava e mio padre all'opera per l'altarino. Devo dire che il contesto gioioso dell'Eucatistia, intesa come banchetto di festa, è egregiamente espresso. L'identità di Gesù, come pane che si spezza forse un po' meno.

Adorare un Dio senza esserne coinvolti è semplice. Esternamente si possono fare cose bellissime. Ma rischiano di finire se non corrispondono a quanto abbiamo nel cuore, il luogo più importante da addobbare. Quello è il vero altare dove Gesù vuole sostare. La cosa sorprendente è che non bisogna fare tanti sforzi: solamente aprire la porta.

Poi ci pensa Lui a renderlo bello e palpitante di amore. Egli, vero cibo e vera bevanda, nutre quella parte sepolta che è la somiglianza a Dio. Gesù, Parola incarnata, rende la nostra vita un soave sacrificio gradito a Dio. Nel silenzio e nella semplicità ogni nostra giornata può essere fiorita ed addobbata come quella di oggi.

mercoledì 7 giugno 2017

L'amico consolatore


COLLETTA
O Dio, che hai promesso di stabilire la tua dimora
 in quanti ascoltano la tua parola e la mettono in pratica,
 manda il tuo Spirito, perché richiami al nostro cuore
 tutto quello che il Cristo ha fatto e insegnato
 e ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere. 


Lo Spirito illumina. Rende viva e sprona nella via del bene. Consigliere ammirabile è un grande dono di Cristo per noi sua chiesa. Per questo non siamo orfani ma abbiamo sempre accanto a noi un grande amico che Gesù ci ha lasciato.

Nel dolore consolazione. Nella prova conforto. Nella caduta sostegno. Come venticello leggero la sua presenza. Ci aiuta nella carità se gli doniamo il cuore dove egli vuole prendere dimora. Così sarà sempre accanto a noi e ci difenderà come avvocato difensore contro gli assalti del nemico.

giovedì 1 giugno 2017

Un programma di vita


Dopo un cammino fatto insieme avete deciso di venire in chiesa per dichiarare dinanzi a Dio il vostro amore. Riconoscete che il vostro incontro è suo dono e volete viverlo, con la Sua benedizione, per tutta la vita. Amore. Una parola talmente grande che è difficile spiegarla. La vostra presenza come coppia lo testimonia e ce ne parla. Perchè siete venuti qui per fare dell’amore il vostro programma di vitaSiamo nati per amare.

E’ come un software che abbiamo dentro. Lo dobbiamo conoscere e saperlo usare per sentirci realizzati. In questo abbiamo bisogno degli altri. Gesù nel vangelo ci ricorda proprio questo: amare Dio ed il prossimo come noi stessi è il più grande di tutti i comandamenti. Soltanto con Dio ed il prossimo possiamo migliorare la nostra capacità di amare.Prima di tutto partire da se stessi. Tu sposa ti realizzerai se lo sposo ti aiuterà a capirti.