domenica 29 gennaio 2017

Plasmare

4a domenica del TO - anno a

Rallegratevi ed esultate,  perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli.  (Mt 5,12a)

Ho visto chi lavora la creta. La plasma delicatamente con le mani per realizzare un oggetto. La materia diventa un qualcosa di bello grazie all'artista. Io dipingo e con i colori faccio lo stesso. Li mescolo e li metto su tela per realizzare dei paesaggi. E' bello vedere come dal miscuglio di colori fuoriescono varie sfumature. Questo non dipende dalla tua bravura, ma dalla natura dei colori e dalle loro combinazioni.

Paragono a questo la vita di ognuno. E vedo la mano del creatore nel realizzare in pieno quello che siamo. Siamo nelle mani di chi può fare della nostra vita una grande opera. Il modello è Cristo, l'uomo nuovo. In questa domenica è proprio indicato il suo volto. Il discorso della montagna, infatti, qualifica la figura di Gesù e riassume tutta la sua predicazione.

Spirito, la grande mano di Dio, ci guida in questa strada. Plasma il cuore secondo le beatitudini evangeliche. In modo da realizzare quel recondito desiderio di felicità, per il quale siamo stati creati. Giorno dopo giorno il Signore lavora con noi per fare della nostra vita un capolavoro. Per dirigere i nostri orizzonti verso la piena realizzazione di quello che siamo: figli amati dal Padre.

mercoledì 25 gennaio 2017

Ombre opache



Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza.
Salmo 22


Nella notte attendo la luce. Mi fermo per il riposo ed ammiro la luna. Una flebile luce rende opaco il paesaggio. Si intravedono le sagome della creazione. Così immagino come saranno di giorno con quel ricordo che ho di loro. Altrettanto nel mio cuore un forte ricordo riecheggia. E’ quello dell’amore di Dio che illumina e riscalda.

giovedì 19 gennaio 2017

Risposta

 

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà (sal 39). Così Gesù ha risposto alla chiamata del Padre presentandosi come agnello. Un uomo mite che si è lasciato condurre al macello per amore. Un sì sofferto e doloroso ma che ha pienamente manifestato la logica dell'amore di Dio. Egli, infatti, non cattura la vita degli altri, ma dona la sua per il bene di tutti. Siamo invitati, come discepoli, ad essere agnelli in mezzo ai lupi. Che anche il nostro sì sia forte e sentito sotto l'azione dello Spirito.

domenica 15 gennaio 2017

Regressione

II domenica del TO - anno a

Giovanni testimoniò dicendo: "Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui". (Gv 1, 32)

Le belle esperienze rimangono nel cuore e si astraggono dal tempo. Hanno un sentore di eterno. Non muoiono mai. Rivivono con te. Vai indietro con la memoria. Rivivi eventi lontani come se fossero odierni. Ti rivedi con quelle persone, in quei luoghi. Il tempo passato sembra una piccola parentesi. Ma sono anni che separano. Magari alcuni amici sono passati all'altra riva.

Quello che sei oggi è frutto di condivisioni costruttive fatte con semplicità. Quando penso alla vita eterna, vedo proprio questo perdurare di sentimenti e persone che li hanno suscitati. Evvero, con la mente regredisci, ma ti accorgi comunque di essere nel presente che vivi. Un cuore carico e ricco di storia è quello che siamo oggi.

Spesso do per scontato quello che sono oggi. Ma rivendendo la storia che mi ha portato qui, riscopro incancellabili pietre miliari. Grandi macigni che continuano a sostenermi. Tutti intrisi di un  mistero vissuto che trova in Cristo la sua sorgente. Testimoni che hanno incarnato una chiamata e che mi hanno aiutato a riconoscerla in me.

E' lo Spirito che testimonia. Egli ti porta con mano e regredendo nel tuo passato illumina eventi, luoghi e persone. In essi ti fa ritrovare quel filo rosso che è l'amore di Dio nel dirigere la storia. Quello che è da sempre presente nella Parola, si incarna nella tua storia. Gesù, il Messia, continua ad essere quella guida sottile che porta nell'orizzonte di Dio.

mercoledì 11 gennaio 2017

Offerta limpida di amore

 

La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

Eb 7, 28

Dio è fedele al suo giuramento: ci ama per sempre nel Figlio che si offre continuamente per noi. L’Eucaristia è un mistero eterno di amore al quale possiamo sempre unirci offrendo tutto noi stessi.

Tutto arriva a Dio. I rivoli che sgorgano dal cuore, spesso torbidi, trovano in Dio degna accoglienza. E’ Cristo che li offre così come noi deponiamo all’altare il pane ed il vino per essere consacrati.

Nulla è nascosto, ma tutto è evidente a Dio. La nostra nullità è chiave di salvezza se la offriamo. Sarà un sacrificio di soave odore. Come altrettano saranno le nostre intenzioni di amore se purificate nel suo Amore.

martedì 10 gennaio 2017

Martedì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Con autorità

 Eb 2,5-12   Sal 8   Mc 1,21-28
Gesù insegnava come uno che ha autorità

Gesù inizia il suo ministero pubblico trasferendosi a Cafarnao. Lì predica nella sinagoga. Il suo parlare è riconosciuto subito autorevole. Parla in modo convincente. Fa in modo che la Parola arrivi direttamente al cuore delle persone. Proprio lì essa mette a nudo le tenebre e pone l'uomo in crisi. Occorre scegliere.

Per questo la persona indemoniata che è nell'assemblea si ribella. Gesù mette in discussione, travolge la vita. Non è fatto per chi ama la comodità di un Dio costruito a propria immagine e somiglianza. Il demone della ribellione si insinua subdolamente anche nelle nostre comunità.

La conversione inizia, dunque, proprio nella chiesa. Gesù parla a noi, suoi discepoli da tempo. Chiede un'alleanza di vita, un cambiamento di mentalità. Vuole camminare nella nostra storia, non essere rilegato nelle mura di un tempio per essere adorato. Egli è presente in ogni uomo. Che Gesù guarisca anche noi.

domenica 8 gennaio 2017

Fiducia

 BATTESIMO DEL SIGNORE (Anno A) - Festa

Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento» (Mt 3, 17).
 
Fiducia è abbandonarsi confidenzialmente a qualcuno, sapendosi compresi nel profondo. Non hai peli sulla lingua quando ti fidi di una persona. Parli di tutto e ti senti capito a pelle, senza tante parole. Questo può avvenire anche a distanza, percependo le esigenze di chi vuoi bene sul serio. Una profonda sintonia che cresce nel tempo e si amalgama con gesti spontanei e veri.

Non ti senti solo. Sai che qualcuno condivide con te i tuoi affanni in ogni momento. E' l'amicizia spirituale. Essa va oltre ogni legame possessivo. Libera le ali per proiettare il massimo di te stesso nella vita, per raggiungere ambite vette. Nelle vie tortuose che s'incontrano lungo la strada è sicuro sostegno. Tutto si può superare se qualcuno ti aiuta a credere che è possibile.

Un'esperienza tale apre all'incontro con Dio. Lo sguardo si apre al cielo in cerca dell'infinito che ti sprona. Senti che Dio è parte di questa fiducia. Egli incarna il nostro destino. In Gesù condivide in fondo le nostre ansie. Lo si capisce quando oggi lo vediamo in fila per ricevere il battesimo di Giovanni. Non ha nessun privilegio, solamente la pretesa di essere uno di noi. Quegli angeli che sono la tua fiducia ti aiutano a capirlo.

Soprattutto quando cadi e ti rialzi. Quando sprofondi nella tenebra e poi ritrovi la luce. Allora vedi il Cristo nella tua esperienza. Ti senti al sicuro nell'aprire il tuo cuore sapendo che nessuna condanna appesantirà la tua vita. E che una mano piagata si affianca alla tua. La fiducia dell'amico si apre a qualcosa di più, a quel dono di misericordia che non ti abbandona al tuo destino, ma sostenendoti ti rialza.

mercoledì 4 gennaio 2017

Voglia di nuovo



L'anno nuovo è carico di attese. Cerchi un rinnovamento. Aspetti un domani propizio. Un giorno migliore in una vita mediocre. Illusioni che non trovano riscontro. Risucchiano, dividono, affollano i pensieri di giornate decadenti. Affascina l'ebbrezza di attendere la mezzanotte di un magico avvenire. Il tendere verso una voglia di nuovo che accarezza corpo e anima.

Il senso del migliore fa parte anche della nostra fede. Con Dio possiamo migliorare. Non con botti e colori forti che illuminano il cielo con variopinte sfumature. Piuttosto con un cuore caldo ad attento alle sorprese dell'ordinario. Lì si vive senza illusioni ma con la dura realtà. Essa appare tale perché pretendiamo troppo, fissando lo sguardo su stelle esteriori. Esse sono immense, ma non si possono calare nel mondo.

Appaga, invece, il vedersi dentro; ma è difficile. Perché nell'intimo le contraddizioni sono molte.  Sono soprattutto i limiti e le fragilità che rendono faticosa la vita. Perché non li vogliamo accettare. Vorremmo che non ci fossero, ma sono presenti in ogni istante. Allora per non vivere in continua deprimente dicotomia, è utile fare pace con la fragilità e con il fallimento, tipici del nostro essere uomini.

Gesù nella grotta equivale alla fragilità pura. Egli, vero uomo e vero Dio, è totalmente dipendente dagli altri, come ogni pargolo. La paglia è il giaciglio di Gesù. Così la paglia del nostro nulla può essere foriera per un avvenire prospero. Lì dove la paglia si trasforma in sogni realizzati.  Reale è ciò che si chiama per nome. Non le illusioni di un futuro che non sarà mai. Il futuro siamo noi con il positivo del cuore, di quell'amore che sempre si incarna e aiuta a superare le difficoltà.