martedì 12 dicembre 2017

Alba


Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)


L'alba del Regno di Dio è presente nella storia. E' Cristo con la luce della sua resurrezione dai morti. Essa è come un germoglio che fa presagire l'arrivo dell'estate. Per questo la Parola di Gesù rimane in eterno e già oggi produce frutti in chi l'accoglie con fede.

domenica 10 dicembre 2017

La gratuità di un gesto

2a domenica di avvento - anno B

«Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc 1, 8).

I gesti inaspettati sono quelli più apprezzati. Ti riempiono di meraviglia. La freschezza della gratuità che trasmettono è proprio come un Vangelo: una lieta notizia. Tramite essi, infatti, percepisci la concretezza di un bene che ti apprezza per quello che sei. Proprio come Dio ama.

Avverto questo, in particolare, quando qualcuno mi cerca per salutarmi, sapere come sto, senza chiedermi nulla in cambio. Un abbraccio, un sorriso sincero. Quando arrivano questi doni, sento una profonda indegnità. Non lo merito, ma mi riempiono, mi danno fiducia, mi rinnovano.

Mi aiutano ad appianare quelle barriere che si innalzano dentro di me e che spesso mi bloccano. Ammetto che diversi sono i "Giovanni battista" che mi preparano all'incontro con Gesù, l'autore della vita. Senza il suo amore non avrei nessuna forza che mi spinga ad annunciare il Vangelo.

Potrei parlare solamente di me. Sarebbe veramente pochissimo o nulla. Tuttavia insieme alle mie comunità rivivo il mio battesimo nello spirito. Verso il quale sono continuamente orientato dall'invito del battista: il Regno di Dio è vicino convertiti!

mercoledì 6 dicembre 2017

Mercoledì della I settimana di Avvento

La Parola si fa Carne


Is 25,6-10   Salmo 22   Mt 15,29-37
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani

La nascita di Gesù nella mangiatoia prefigura la sua missione: farsi cibo per l'umanità. E' la Parola che si incarna per saziare la fame dell'uomo; quella profonda che nasce nell'intimo. Fame di sete, di giustizia, di un mondo più vero, di un senso che orienti. Questa necessità è colmata dalla compassione di Cristo.

Il suo amore sazia e perdona. Come Figlio di Dio può eliminare il male presente nel cuore. Così tutti possono rialzarsi e riprendere il cammino con la sua guida. Egli, infatti, è il pastore bello che indirizza verso pascoli rigogliosi e fresche acque; Egli realizza la profezia di Isaia, eliminando per sempre la morte fisica e spirituale.

Noi, suoi discepoli, siamo invitati a seguire il suo esempio dando noi stessi da mangiare alle folle bisognose. Il nostro esistere è un continuo rinascere nella logica dell'amore vero. Condividendo quel poco che abbiamo riconosciamo i carismi dello Spirito e li spezziamo per gli altri. Comincia così ad intravedersi quel Regno iniziato con la Resurrezione.

martedì 5 dicembre 2017

Martedì della I settimana di Avvento

Beati gli occhi che vedono

 Is 11,1-10   Sal 71   Lc 10,21-24
Gesù esultò nello Spirito Santo

Nel vangelo di oggi troviamo una beatitudine particolare: Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Essa riassume l'atteggiamento base per accogliere il Messia. Infatti, se gli occhi non sono illuminati dallo Spirito non hanno la capacità di accogliere il Regno. Egli dona sguardo limpido per scrutare in profondità e scorgere ciò che è offuscato dall'apparenza.

La vista umana è concentrata perlopiù sul negativo o sulla superficialità. In questo modo si valuta l'immediatezza che non dura, spesso tenebrosa e senza luce di speranza. L'occhio oculato, invece, scruta l'invisibile, che è nascosto, ma pur presente ed incisivo. Forse troppo banale perchè faccia notizia; tuttavia lievito di rinascita.

In questo modo si da valore a tutto il messaggio delle beatitudini evangeliche. Esse sono quelle piccole luci che fanno vedere la presenza di Gesù nella storia. Egli si incarna nell'umanità percorrendo la via dell'umiltà e della concretezza quotidiana. Così è stata la sua nascita storica, così è la sua venuta nei nostri cuori, se con umiltà sanno accoglierlo e testimoniarlo.

lunedì 4 dicembre 2017

Fiori recisi


Fiori recisi ammantano le strade.
Segnano il cammino
di vite spezzate.
Belle, variopinte, fragranti,
distrutte da un crudele destino,
proseguono verso un luogo di riposo
in attesa di una perenne bellezza
che nessuno potrà spezzare.
Sarebbe stato più bello
vedere i fiori nel loro splendore
in quel luogo dove erano nati.
Ma è così: adesso sono recisi
e presto appassiranno.
Rimane un vago ricordo
che colora gli occhi di attesa
e meraviglia per quanto ancora
potremmo accogliere e custodire.

domenica 3 dicembre 2017

L'ora di Gesù

1a domenica di avvento - anno B

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino (Mc 13, 35)

Il tempo passa con frazioni oggettive. L'orologio va avanti sempre allo stesso modo: ore, minuti, secondi. Tuttavia la nostra percezione lo rallenta o lo velocizza. Ci sono ore che durano un'eternità e minuti che passano in un attimo. Quando passo bei momenti, in compagnia o da solo, tutto va via in un lampo.

Invece le cose noiose ed impegnative, la sofferenza o i momenti negativi rallentano incredibilmente anche i secondi. Guardi continuamente l'orologio ed è peggio. Il vangelo di questa domenica consola. Infatti, l'evangelista Marco afferma che Gesù arriva in ogni momento della notte per donare la sua luce. La sua presenza c'è in ogni istante.

Soprattutto nei momenti bui, proprio quando il tempo non passa mai. Quando attraverso queste fasi di sconforto melmoso, mi aiuta pensare a ciò che farò dopo. Se incontrerò qualcuno, se farò una passeggiata, se guarderò un film. L'attesa illumina quella noia se la offro per un obiettivo. In questo vedo l'ora di Gesù.

Soprattutto perché pensare con fede alla sua presenza mi apre alla speranza di un domani senza affossamenti. Egli mi aiuta a non sentirmi solo, ma orientato con l'umanità verso una novità di luce infinita. E se ho bisogno di parlare con qualcuno delle mie ombre lo faccio per liberarmene. Se, poi c'è chi nel silenzio mi affianca con il calore della sua presenza, meglio ancora. E' sempre l'ora di Gesù.

giovedì 30 novembre 2017

SANT'ANDREA, APOSTOLO – Festa

Apostolato


Rm 10,9-18   Sal 18   Mt 4,18-22
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono

La chiamata di Cristo è tramite l'ascolto della Parola. Essa è la guida che introduce nel mistero del messia e ne rende partecipi. Rispondere alla vocazione è invito alla missione. La Parola, infatti, si diffonde con l'annuncio. Esso avviene soprattutto con la testimonianza: i gesti parlano più delle parole. In effetti, è proprio grazie all'apostolato che si avverte la chiamata di Cristo.

La festa dell'apostolo Andrea lo ricorda. Egli è chiamato da Gesù per una missione: essere pescatore di uomini. Ad una condizione: seguire il Maestro. La conversione, dunque, è la base di ogni sequela. Prima di tutto Dio deve avere il primato nel cuore. L'incontro con Lui cambia tutto. E va coltivato giorno per giorno, crescendo nell'amicizia con Lui.

Un cammino progressivo che illumina e trasmette gioia. Essa è la base di ogni apostolato. Con questa lampada Andrea, dopo la resurrezione di Gesù, ha infiammato i cuori di chi ha incontrato. Come la nostra vita lo è stata grazie a diversi apostoli che abbiamo conosciuto. A sua volta noi siamo chiamati ad essere tali. Facendo trasparire il grande amore che Dio ha per l'umanità.

mercoledì 29 novembre 2017

Mercoledì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Persecuzione


Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28   Dn 3   Lc 21,12-19
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto

Il Vangelo è sempre perseguitato. Essere cristiani non è facile. Sembra più utile puntare la vita su altro. In effetti, l'apparenza è questa. Tuttavia essa è sconfitta dal prevalere del più forte o da un cuore insoddisfatto, pur pieno di tante cose. Gesù per primo è perseguitato ed ucciso. E dà a noi, suoi discepoli, una chiara testimonianza ed un forte incoraggiamento a perseverare.

Esso si fonda sugli impulsi dello Spirito. Seguirli è raggiungere quella fortezza interiore che si tramuta in testimonianza. Ecco perché il nazareno invita a non avere paura perché, appunto, è lo Spirito che guida. Non è necessario preparare grandi discorsi o avere eccellenti conoscenze. Occorre affidarsi a questo amico Soccorritore che è continuamente accanto a noi.

Così, troveremo incoraggiamento nelle paure e sostegno nella prova. Consapevoli che il vero amore è quello che dura per sempre ed è una roccia solida su cui fondare l'esistenza. In questo l'esempio di tanti martiri per la fede sostiene. Molti hanno perso la vita per il vangelo, per questo tesoro prezioso, e ci invitano a continuare con fermezza il nostro cammino.

martedì 28 novembre 2017

Martedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Il tempo
 

Dn 2,31-45   Dn 3   Lc 21,5-11
Non sarà lasciata pietra su pietra

La linea della storia si evolve in un continuo e veloce progresso. Aumentano i vantaggi per l'umanità; con essi si perpetuano ingiustizie a danno dei più deboli. Come restano le guerre e le povertà. Lo stesso ecosistema è sempre più malato.  Si pensa che tutto presto debba finire. Quando?

Anche a Gesù i contemporanei pongono la stessa domanda. Egli invita a non scoraggiarsi ed a continuare ad impegnarsi per il regno di Dio. Non si sa quando avverrà la fine dei tempi. Tuttavia sappiamo come incaricarci nel nostro piccolo per cambiare le cose.

Al termine dell'anno liturgico la riflessione sulle cose ultime non deve scoraggiarci. Anzi, è sprono per un impegno a costruire un mondo più giusto. Realizzando le beatitudini evangeliche ci impegniamo a far crescere il regno di Dio, confidando nella sua piena realizzazione.

domenica 26 novembre 2017

Cosa scegli?

34a domenica del TO - anno A

Benedetto colui che viene nel nome del Signore! benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! (Mc 11,9.10)

La vita è come un fiume che trascina. Abitudini e modi di fare sono, infatti, uno scorrere che ci determina. Ogni tanto è bene fermarsi per orientare le scelte. Porsi delle domande su cosa sono le cose o le persone importanti per noi. Cosa scelgo? Desidero una vita piena o mediocre? Questo dipende da me, nessuno può darmi la ricetta.

Oggi siamo alla fine dell'anno liturgico. Esso è un vivere la nostra vita lasciandoci guidare da Gesù. Se riconosco in lui quella luce necessaria per il mio cammino, sarà egli la mia guida. Scegliere Cristo come il mio Dio è credere che egli possa aiutarmi a realizzare la mia vita. Avendolo come guida, il fiume non mi trascinerà, ma mi porterà dove voglio.

Ogni giorno cerco di confrontarmi con la sua proposta evangelica. Dinanzi ad essa mi sento indegno e mi scoraggio. Se conto solamente sulle mie forze sprofondo nella tristezza del non farcela. Per tanto tempo è stato così. Tuttavia, confidando nella mano misericordiosa del nazareno mi rialzo gioioso e riprendo il cammino.

Per questo scelgo Gesù ed il suo vangelo. In tal modo ho una guida ed un modello da seguire. La guida ha le sembianze del buon pastore che è accanto al gregge e ne ha cura. Il modello è Colui che ha raggiunto la meta donando totalmente la sua vita. Sì: il mio fiume ha una chiara direzione e cerco di seguirla con tutto me stesso.

domenica 19 novembre 2017

Doni

33a domenica del TO - anno A 

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore, chi rimane in me porta molto frutto 
(Gv 15,4a.5b)

Tante cose riceviamo in dono. Spesso regali inaspettati che rallegrano e fanno sentire importanti. Per il fatto di percepire il bene di persone amiche. Sono segni che riscaldano il cuore e lo riportano all'origine: l'amore con il quale Dio lo ha pensato sin dall'eternità. Un'eredità che custodiamo in noi e che rischia di rimanere sepolta.

Evvero, la Parola può illuminarci in questo. Tuttavia, lo stesso in questo caso, occorrono persone che sostengono nel trovare questa origine. Chi aiuti a scavare in te per trovare questo tesoro nascosto. Li chiamerei amici spirituali perché mettono in sintonia con l'onda d'amore di Dio. Essa rinnova sempre e conferma le scelte orientate al bene. Tuo e degli altri.

Ne ho incontrate diverse nella mia vita. In particolare un padre gesuita. Egli, in un momento buio e di confusione profonda, mi ha aiutato a ricentrarmi ed a far affiorare questa sorgente, questo talento nascosto. Così, col tempo, ho compreso la mia dignità nel sentirmi amato da Dio e la missione alla quale tutt'oggi mi chiama nel servirlo come sacerdote ministeriale.

Questa guida è tuttora un punto di riferimento per me. Ma ce ne sono altre alle quali posso fare affidamento  quando l'afflato di dio appare svanire. In particolare il vescovo ed i mie confratelli nel sacerdozio. Essi, come san Paolo, fanno emergere dalla mia debolezza la mia forza nella grazia di Dio che precede e sostiene. Di qui il mio continuo rendimento di grazie.

mercoledì 15 novembre 2017

Un tocco unico


Non abbandonarmi, Signore mio Dio,

da me non stare lontano;

vieni presto in mio aiuto,

Signore, mia salvezza (Sal 37,22-23).

Più Dio è vicino a noi, più avvertiamo il suo aiuto. Lo vediamo anche nella nostra storia. Pur se non grideremo al miracolo, avertiremo la sua presenza come un sussurro leggero, in tante occasioni. Se non riusciamo a scrutarlo, oggi, ne sentiremo la mancanza. Quella assenza inspiegabile sarà colmata da quel tocco unico ed originale che solo Lui sa dare al nostro cuore.

domenica 12 novembre 2017

Distrazione

32a domenica del TO - anno A

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora (Mt 25, 13)

La distrazione può far dimenticare cose importanti. Presi dalla fretta trascuriamo l'essenziale. Come quella volta quando andai a mare senza costume: me ne accorsi sulla spiaggia. Spesso mi capita di dimenticare delle cose. Nella migliore delle ipotesi torno a casa e le prendo. Nel peggio sono costretto a rimandare qualcosa.

Ci vuole calma per preparare le cose, soprattutto per prepararsi. Ma il tempo è tiranno e sfugge di mano. Eppure è prezioso. Me ne rendo conto con l'avanzare degli anni. Sono contento di dedicarmi agli esercizi spirituali la prossima settimana. Ho proprio bisogno di tempo per recuperare me stesso alla luce della Parola.

Altrimenti rischio di fare tutto per abitudine e non per rispondere ad una chiamata. La quale rischia di perdersi nel ritmo del quotidiano. Devo fare il "pieno" dell'olio della fede per avere sempre la lampada accesa ed essere saggio per scrutare la presenza di Dio in me e nelle comunità. Altrimenti la luce si spegne e cala l'oscurità della notte.

mercoledì 8 novembre 2017

Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Croce e amore 

 Rm 13,8-10   Sal 111   Lc 14,25-33: 
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

L'invito di Gesù a prendere la propria croce per seguirlo è orientato alla carità verso i fratelli ed ha come fine la gioia. La sofferenza non è procurata per accumulare meriti ma è conseguenza del bene che facciamo. Lo stesso Cristo non ha cercato la croce, ma l'ha subita per il bene dell'umanità.

La prima croce del cristiano è il rinnegamento di sé. Mettere, cioè, da parte l'egoismo per aprirsi all'altro. Un stendere le braccia per accogliere e donare. Un inchiodare alla croce l'umiliazione dell'incomprensione. Un gioire nel percepire il bene che Dio semina con la nostra sequela.

Per questo il crocifisso è sempre dinanzi a noi ed è simbolo della nostra fede. In quanto lì vediamo l'amore che Dio ha per ognuno di noi. Un cuore talmente grande da trasformare il patibolo in luogo di redenzione. La sofferenza è ben poca se paragonata alla gioia della resurrezione.

martedì 7 novembre 2017

Martedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

 Convocati


Rm 12,5-16   Sal 130   Lc 14,15-24
Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia 

L'invito a nozze è una chiamata a gioire con gli sposi. Fai festa con loro per condividere la felicità del loro stare insieme. Per la coppia la vita cambia perché da quel momento la progetteranno insieme. Non sono più soli. La comunione delle loro vite li rallegra, facendoli essere un tutt'uno.

La chiamata che Dio rivolge a noi è la stessa. Tutto è pronto per festeggiare le nozze con il Figlio. Egli vuole valorizzare quei doni del nostro cuore seminati dallo Spirito. Dai quali dipende la nostra felicità, la piena realizzazione della vita. Occorre esserne convinti, avendo fiducia in Dio ed in noi stessi.

Rispondere a questo invito, infatti, è impegnativo. Richiede una svolta. Come gli sposi che cambiano casa per una nuova avventura nell'amore. Ma ci si sacrifica volentieri sapendo di non essere soli. C'è una comunità che aspetta il nostro sì. C'è un posto che Dio ha pensato per noi.

lunedì 6 novembre 2017

Fulmineo


Fulmineo è evento inaspettato.
Saetta a ciel sereno
che sventra il cuore.
Senza difese, invade
i valichi del tuo io.
E lo frantuma.
Rendendo in piccoli pezzi
quella serenità
che pensavi ben solida.
Non puoi fare altro che
ammirare i cocci,
prima di provare a ricominciare.
Quando individui il primo,
il fondamento, allora
provi a ripartire.
E ce la farai!

sabato 4 novembre 2017

Antico e nuovo

31 domenica del TO - anno A 
Il più grande tra voi sia vostro servo (Mt 23, 12)

Il soffio dello Spirito che guida il Concilio Ecumenico Vaticano II continua ad essere presente. Circa mezzo secolo fa la chiesa cattolica avverte l'esigenza di un cambiamento pastorale. Occorre rinnovare per rendere vivo il vangelo. Tante cose che appesantiscono non servono. Una luce che chiede di adeguare usi e costumi per renderli attuali e concreti nel leggere i segni dei tempi.

Lo stesso Gesù ammonisce in questa domenica: la mentalità farisaica rischia di predominare nelle comunità a discapito dell'annuncio evangelico. Ancora oggi, però, si tende a difendere regole e tradizioni; poco ci si impegna a renderle attuali. Al primo posto vanno molte cose che rischiano di offuscare il primato del servizio al povero.

Probabilmente per primi noi dovremmo riconoscerci poveri dinanzi a Dio per farci arricchire da Lui. Per questo ci vuole un cuore libero e disposto ad amare sul serio. In questo anche la ragione ha un ruolo fondante. Discutere, interrogarsi, confrontarsi con la Scrittura ed i documenti del magistero è determinante. Come anche il dialogo con la società. Altrimenti si rischia il fanatismo.

Tuttavia, quando si tratta di affrontare questi argomenti quasi tutti fanno finta di non capire. Basta continuare a fare come si è sempre fatto? Se fosse così il Vaticano II sarebbe totalmente inutile. Come i vari documenti del magistero o le riflessioni sulla Scrittura. E' proprio attraverso la valutazione che possiamo cogliere ancora oggi quel sottile soffio dello Spirito che parte dalle emozioni ed arriva nel più profondo della coscienza.

giovedì 2 novembre 2017

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Messa I)

Luce di speranza

Gb 19,1.23-27   Sal 26   Rm 5,5-11   Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno

La luce della Resurrezione arriva nell'ombra della morte. Per noi cristiani celebrare la scomparsa è commemorare questo evento di salvezza. Ricordare i defunti apre ad una prospettiva di speranza che va oltre il sepolcro. Già nell'antico testamento Giobbe invita ad aprire gli orizzonti.

Nonostante tutte le sue prolungate sofferenze egli afferma: "Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!". Una profezia cristologica che annuncia la salvezza realizzata in Cristo. Sono i germi dello Spirito che parlano in lui ed in noi.

Proprio l'amore ha reso Gesù vincitore della morte. Persino gli inferi ne sono coinvolti. Non c'è tenebra che possa vincere. Andare al cimitero per ricordare i cari trapassati è vivere di questa fede. Soprattutto certezza di comunione con loro nella carità che ci unisce al Risorto.

mercoledì 1 novembre 2017

TUTTI I SANTI – SOLENNITA'

Il beato
 

Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a
 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.  (Mt 11,28)

La chiamata alla santità è per tutti. Essa è rivolta da Dio tramite suo Figlio. Lui è immagine e modello della beatitudine. La solennità di tutti i santi vuole mostrarci proprio questa prospettiva. Cristo invita ad essere felici vivendo le sue stesse beatitudini. Saremo santi e felici se siederemo con Lui al monte Tabor ed accoglieremo la sua Parola.

Essa trova compimento nella Pasqua. Lì Gesù dona la sua vita totalmente. Con il suo sangue lava le nostre vesti rendendole candide. Questo lavacro è già avvenuto nel giorno del battesimo. In quel momento siamo stati immersi nella vita delle beatitudini. L'Agnello ci ha riportati nella vittoria dell'Amore. La palma, segno di questa vincita, è già con noi.

Tenerla alta ancora oggi nello splendore della veste candida è adesione continua a questo mistero. Possiamo essere santi già oggi cercando il volto di Dio se il cuore è rivolto a Lui. In questo il nazareno è modello. Egli per primo ha incarnato questo volto. In Lui risplende la santità. Beati noi se vivremo in comunione con Lui facendo della carità lo stile del cuore e della mente.

domenica 29 ottobre 2017

La Vita

30a domenica del tempo ordinario - anno A
 
Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti (Mt 22, 35-40).

Gesù dona vita all'umanità. Il suo è un servizio che porta a pienezza il cuore, orientandolo ad un amore che cerca la felicità dell'altro. Particolarmente noi cristiani dovremmo accogliere questa vita. Così la luce di Cristo può irradiare le tenebre della morte.

Da un po' di tempo c'è l'abitudine di celebrare la festa dei morti viventi nella notte del trentuno ottobre. Lo si fa per gioco. Tuttavia, ci si traveste in creature che succhiano la vita. Gli zombi vagano alla ricerca di viventi da mordere. I vampiri succhiano il sangue, la vita. Le streghe fanno malefici per diffondere male e morte. E così via.

Il divertimento maggiore per i più piccoli è bussare alle porte per chiedere i dolcetti, altrimenti faranno uno scherzetto. In tutto questo si nasconde una logica di morte. Di un tipo di amore che pensa solo a un sè a cui gli altri devono essere sottomessi.

Cristo, invece, in questa domenica insegna il contrario: a rendere liberi gli altri. Egli dona la sua vita senza imporsi. Offre un amore che viene dal mondo di Dio. Egli sa come è fatto l'uomo, di cosa ha realmente bisogno il suo cuore. E vuole riempirlo di gioia.

martedì 24 ottobre 2017

Martedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Prontezza evangelica


Rm 5,12.15.17-19.20-21   Sal 39   Lc 12,35-38
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli

Ammiro gli alberi che perdono le foglie in questo avvio di autunno. Sembra l'inizio di una fine. Un cadere nell'ombra della morte in un inarrestabile declino. Tuttavia, è una parabola che non si conclude. Perché le piante vanno in letargo ed attendono la rinascita; continuando a vivere.

Esse richiamano gli atteggiamenti della vigilanza e dell'attesa, sinonimo di prontezza evangelica. Essa invita a non puntare solamente sulla sicurezza delle foglie verdi ma sulla novità di un futuro dove germoglieranno altri semi. Le piante rinasceranno e con esse altri arbusti prenderanno vita.

Il pessimismo che spesso pervade l'agire sconfitto e stanco, trova energia da questa speranza. Speranza che invita ad atteggiamenti evangelici dove predomina la lampada accesa della fede. Con essa si può guardare nelle profondità e scorgere la presenza di Dio che continuamente bussa alla porta del cuore.

sabato 21 ottobre 2017

Noi stessi per gli altri

29 domenica del tempo ordinario - anno A
Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio (Mt 22, 21)

Non mi sono mai accontentato di vivere la mia fede con la sola messa domenicale. Mi sono sempre impegnato a dare un mio contributo per il sociale. In vario modo: il teatro, il volontariato nella misericordia ed in altre associazioni cattoliche, come ministro della distribuzione eucaristica, come militante di un partito. 

In tutto questo, spalmato negli anni, ero comunque un cercatore di Dio. E Lui si è fatto trovare. Lo stesso in luoghi non canonici. Anzi, soprattutto. Perché proprio mediante quella persona o in quel determinato luogo distante, ho potuto percepire un'inaspettata vicinanza del Dio amore.

Con questo voglio dire che nel realizzare noi stessi cercando di dare qualcosa di noi, facciamo esperienza di Dio. Perché incontriamo persone con le quali intessiamo delle relazioni. Con loro camminiamo per realizzare qualcosa di grande: la nostra piena umanità. Il mondo, allora, è quel tempio aperto dove rendere culto a Dio nel fratello che incontri. Egli ti sollecita a qualcosa di grande che può realmente soddisfare l'esistenza.

Così, volendovi parlare del mio passato impegno sociale, vi ho detto ancora qualcosa della mia vocazione. Va bene così. Perché più mi sono messo in cammino cercando qualcosa di più giusto per me e per gli altri, più ho ritrovato e ritrovo me stesso; oggi come sacerdote. Questo posso rendere a Dio: quello che Lui stesso mi dona nella piena immagine del suo disegno di salvezza.

mercoledì 18 ottobre 2017

L'inenarrabile


Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Salmo 95
 
Quante meraviglie il Signore compie nella nostra vita! Basta guardarsi intorno. Tutto parla di Lui. Il canto nuovo di lode che sgorga dal cuore trova sorgente nella Sua pace. Solo Lui riesce ad arrivare nelle profondità dell'animo per guarirle e riempirle di speranza per il futuro. Tra le fenditure delle rocce è bello gustare il mistero nell’intimità di noi stessi. E poi narrare l’inenarrabile….con un sussurro che sa di immenso.

domenica 15 ottobre 2017

Banchetti

28 domenica del TO - anno A 
Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio (Mt 22, 1).
 
Da ragazzo spesso con gli amici organizzavano cene. Ci ritrovavamo a casa di qualcuno ed ognuno portava qualcosa da mangiare. Poi c'era chi era bravo a cucinare, chi apparecchiava, chi sistemava dopo. Chi non aveva nulla era lo steso ben venuto per passare insieme una piacevole serata. 

Questo ricordo mi richiama il banchetto cui Dio ci invita. Non dobbiamo fare nulla se non accogliere il suo invito. In particolare ricevere l'abito bianco, segno della nuova vita. In essa siamo invitati sempre a mettere a disposizione quel poco che abbiamo.

Così il banchetto si può arricchire ed essere per tutti un momento conviviale e di gioia nel ritrovarsi. Ancora di più la presenza di Cristo nel pane che si spezza rende più luminoso il convenire. Egli è quel Cibo che alimenta il senso profondo dell'esistere.

Suggerisce di essere uniti tra noi ed in questo spezzare tutte quelle parvenze dell'uomo vecchio. Esse rischiano continuamente di risucchiarci nell'egoismo dei nostri interessi. Offerte a Cristo possono tramutarsi in occasioni di crescita per tutti.

mercoledì 11 ottobre 2017

Il buio


Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Salmo 22

L’oscurità a volte pervade le mie giornate. La speranza fa fatica a sorgere nel buio più profondo del non senso. Vedo nero. Mi sento insabbiato e soffocato da quella parte di me più nefasta. Ma non temo. So che il Signore è con me anche nel grigiore. E con me aspetta l’alba che verrà

martedì 10 ottobre 2017

Ombre



Si allungano al tramonto
trascinando sagome.
Alleviano i caldi raggi solari.
Ti prendono. Catturano.
Rimani fermo in quella semioscurità.
Godi la frescura.
Ammiri colori caldi
e linee chiare in dintorni.
Il ritorno nella tua ombra
accarezza il fugace.
Lì, nel profondo di te stesso,
il medesimo scenario.
L'inquietudine sopravviene:
le ombre allungano paure,
quesiti irrisolti,
un passato lontano
che ancora reclama di essere.
Pur in una morbida felpa,
non ti lasci prendere dal sonno.
Cerchi l'alba.
E già il nuovo giorno
bussa alla tua porta.
Nessuna ombra può portarti con sé!

domenica 8 ottobre 2017

Frutti maturi

27a domenica del TO - anno A 

Io ho scelto voi, dice il Signore, perchè andiate e portiate frutto e  il vostro frutto rimanga. (Cfr. Gv 15,16)


Quando facciamo l'esame di coscienza è facile elencare i peccati e fare il mea culpa. Difficile notare la presenza di frutti che il Signore ha fatto maturare. Ancora più arduo mutare il nostro lamento in gioia. Tuttavia questo passaggio dalla mestizia alla felicità è fondamentale per la nostra fede. Altrimenti mai raccoglieremo uva matura; troveremo solamente acini acerbi.

E di asprezza nelle nostre comunità purtroppo ce n'è tanta! Questo perché, perlopiù, siamo fermi ancora ad un culto esteriore che tende a placare l'ira di Dio, come se il Signore non conoscesse il nostro cuore. Perciò, anziché lodare Dio per il buon raccolto, puntiamo il dito sugli altri giacché noi siamo apposto nella pia osservanza dei comandamenti.

Ieri abbiamo vendemmiato nella vigna di famiglia. Che bella quell'uva matura raccolta e pronta per la pigiatura: sicuramente fermenterà in un ottimo vino. Ho pensato a quanti frutti ho raccolto nella mia vita grazie alla presenza di chi mi ha illuminato nella via del Signore. In particolare ho ricordato quando venticinque anni fa  cominciai la mia esperienza di seminario.

Un giubileo che mi porta all'oggi con una vocazione matura e pronta per essere donata. Soprattutto con un cuore traboccante di gioia per quanto Dio opera nella mia storia. Fa bene fare queste vendemmie dello Spirito. Aiuta ad uscire dallo stereotipato per ritrovare quella originalità che solamente l'incontro con Cristo può donarti.

martedì 3 ottobre 2017

Al crepuscolo

La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera.
Sal 87,3

Un’aria crepuscolare aleggia nel mio cuore. Così alzo il capo ed accolgo l’aiuto del Supremo. Quello che sempre è vicino ed invoco nella tranquillità di un giorno che tramonta. Lì dove ammiro le grandi opere del suo sublime tratto.

sabato 30 settembre 2017

A parole tue

26a domenica del TO - anno A

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». (Mt 21, 30)

Quando alle medie facevamo i riassunti ero solito copiare le parti importanti del brano per poi rileggerle. L'insegnante mi diceva di usare parole mie per riassumere. Mi era difficile farlo. Tuttavia, dopo molto tempo ci sono riuscito. Ci vuole più fatica. Però, quello che leggi ti rimane se lo esprimi in base a quello che hai capito, non semplicemente copiando delle parti.

Nella vita è lo stesso. Parlare di me è stato un tabù. Non riuscivo a condividere nulla o ad esprimere il mio pensiero. La timidezza mi ha bloccato parecchio. Per affrontarla il cammino è stato più lungo dei riassunti. Oggi convive con me e riesco a gestirla, con tutte quelle paure che ne derivano, soprattutto nei momenti di stanchezza.

Lavorare nella vigna del Signore mi costringe a confrontarmi spesso con questa ed altre fragilità che convivono con me. Tante volte vorrei gettare la spugna. In particolare quando vedo comunità tiepide e poco inclini alla novità ed allo spirito di iniziativa. Le comodità del tutto e subito e del quando e dove voglio io sono difficili da trasformare in qualcosa di utile per il bene di tutti.

Questa, però, è la vigna dove il Signore ci invita a lavorare. E' faticoso ma piacevole starci. Perché in essa puoi crescere, confrontarti, lasciarti guidare dallo Spirito per raccogliere quei frutti che saziano sul serio la vita. E' bello, poi, perché in vari modi trovi persone che t'incoraggiano aiutandoti a percepire la sottile presenza di Cristo agricoltore.

mercoledì 27 settembre 2017

Ti proteggerà

 

Molti sono i mali del giusto, 
ma da tutti lo libera il Signore. 
Custodisce tutte le sue ossa: 
neppure uno sarà spezzato. 

Salmo 33

Il Signore ti proteggerà in ogni dove. L’apparenza ti mostra la sconfitta, ti fa perdente. Ma la speranza nel tuo cuore ti rivela altro. Perché Dio porterà a termine il suo disegno su di te, e la tua fragilità sarà ricompensata dalla pienezza del suo amore

Non temere. Egli ti ama dall’eternità e li ti porterà per godere in eterno la sua compagnia, oggi offuscata dal male. Il buio cederà il passo alla luce dell’alba se la Parola è il tuo rifugio.

Se Cristo è la tua guida godrai, sin da ora, il gusto del sollievo di Dio che non ti lascia schiavo della morte. Il tuo Sposo è Lui. Egli ti donerà la sua pace che non ti farà naufragare nel turbine della vita.