mercoledì 18 ottobre 2017

L'inenarrabile


Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Salmo 95
 
Quante meraviglie il Signore compie nella nostra vita! Basta guardarsi intorno. Tutto parla di Lui. Il canto nuovo di lode che sgorga dal cuore trova sorgente nella Sua pace. Solo Lui riesce ad arrivare nelle profondità dell'animo per guarirle e riempirle di speranza per il futuro. Tra le fenditure delle rocce è bello gustare il mistero nell’intimità di noi stessi. E poi narrare l’inenarrabile….con un sussurro che sa di immenso.

domenica 15 ottobre 2017

Banchetti

28 domenica del TO - anno A 
Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio (Mt 22, 1).
 
Da ragazzo spesso con gli amici organizzavano cene. Ci ritrovavamo a casa di qualcuno ed ognuno portava qualcosa da mangiare. Poi c'era chi era bravo a cucinare, chi apparecchiava, chi sistemava dopo. Chi non aveva nulla era lo steso ben venuto per passare insieme una piacevole serata. 

Questo ricordo mi richiama il banchetto cui Dio ci invita. Non dobbiamo fare nulla se non accogliere il suo invito. In particolare ricevere l'abito bianco, segno della nuova vita. In essa siamo invitati sempre a mettere a disposizione quel poco che abbiamo.

Così il banchetto si può arricchire ed essere per tutti un momento conviviale e di gioia nel ritrovarsi. Ancora di più la presenza di Cristo nel pane che si spezza rende più luminoso il convenire. Egli è quel Cibo che alimenta il senso profondo dell'esistere.

Suggerisce di essere uniti tra noi ed in questo spezzare tutte quelle parvenze dell'uomo vecchio. Esse rischiano continuamente di risucchiarci nell'egoismo dei nostri interessi. Offerte a Cristo possono tramutarsi in occasioni di crescita per tutti.

mercoledì 11 ottobre 2017

Il buio


Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Salmo 22

L’oscurità a volte pervade le mie giornate. La speranza fa fatica a sorgere nel buio più profondo del non senso. Vedo nero. Mi sento insabbiato e soffocato da quella parte di me più nefasta. Ma non temo. So che il Signore è con me anche nel grigiore. E con me aspetta l’alba che verrà

martedì 10 ottobre 2017

Ombre



Si allungano al tramonto
trascinando sagome.
Alleviano i caldi raggi solari.
Ti prendono. Catturano.
Rimani fermo in quella semioscurità.
Godi la frescura.
Ammiri colori caldi
e linee chiare in dintorni.
Il ritorno nella tua ombra
accarezza il fugace.
Lì, nel profondo di te stesso,
il medesimo scenario.
L'inquietudine sopravviene:
le ombre allungano paure,
quesiti irrisolti,
un passato lontano
che ancora reclama di essere.
Pur in una morbida felpa,
non ti lasci prendere dal sonno.
Cerchi l'alba.
E già il nuovo giorno
bussa alla tua porta.
Nessuna ombra può portarti con sé!

domenica 8 ottobre 2017

Frutti maturi

27a domenica del TO - anno A 

Io ho scelto voi, dice il Signore, perchè andiate e portiate frutto e  il vostro frutto rimanga. (Cfr. Gv 15,16)


Quando facciamo l'esame di coscienza è facile elencare i peccati e fare il mea culpa. Difficile notare la presenza di frutti che il Signore ha fatto maturare. Ancora più arduo mutare il nostro lamento in gioia. Tuttavia questo passaggio dalla mestizia alla felicità è fondamentale per la nostra fede. Altrimenti mai raccoglieremo uva matura; troveremo solamente acini acerbi.

E di asprezza nelle nostre comunità purtroppo ce n'è tanta! Questo perché, perlopiù, siamo fermi ancora ad un culto esteriore che tende a placare l'ira di Dio, come se il Signore non conoscesse il nostro cuore. Perciò, anziché lodare Dio per il buon raccolto, puntiamo il dito sugli altri giacché noi siamo apposto nella pia osservanza dei comandamenti.

Ieri abbiamo vendemmiato nella vigna di famiglia. Che bella quell'uva matura raccolta e pronta per la pigiatura: sicuramente fermenterà in un ottimo vino. Ho pensato a quanti frutti ho raccolto nella mia vita grazie alla presenza di chi mi ha illuminato nella via del Signore. In particolare ho ricordato quando venticinque anni fa  cominciai la mia esperienza di seminario.

Un giubileo che mi porta all'oggi con una vocazione matura e pronta per essere donata. Soprattutto con un cuore traboccante di gioia per quanto Dio opera nella mia storia. Fa bene fare queste vendemmie dello Spirito. Aiuta ad uscire dallo stereotipato per ritrovare quella originalità che solamente l'incontro con Cristo può donarti.

martedì 3 ottobre 2017

Al crepuscolo

La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera.
Sal 87,3

Un’aria crepuscolare aleggia nel mio cuore. Così alzo il capo ed accolgo l’aiuto del Supremo. Quello che sempre è vicino ed invoco nella tranquillità di un giorno che tramonta. Lì dove ammiro le grandi opere del suo sublime tratto.

sabato 30 settembre 2017

A parole tue

26a domenica del TO - anno A

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». (Mt 21, 30)

Quando alle medie facevamo i riassunti ero solito copiare le parti importanti del brano per poi rileggerle. L'insegnante mi diceva di usare parole mie per riassumere. Mi era difficile farlo. Tuttavia, dopo molto tempo ci sono riuscito. Ci vuole più fatica. Però, quello che leggi ti rimane se lo esprimi in base a quello che hai capito, non semplicemente copiando delle parti.

Nella vita è lo stesso. Parlare di me è stato un tabù. Non riuscivo a condividere nulla o ad esprimere il mio pensiero. La timidezza mi ha bloccato parecchio. Per affrontarla il cammino è stato più lungo dei riassunti. Oggi convive con me e riesco a gestirla, con tutte quelle paure che ne derivano, soprattutto nei momenti di stanchezza.

Lavorare nella vigna del Signore mi costringe a confrontarmi spesso con questa ed altre fragilità che convivono con me. Tante volte vorrei gettare la spugna. In particolare quando vedo comunità tiepide e poco inclini alla novità ed allo spirito di iniziativa. Le comodità del tutto e subito e del quando e dove voglio io sono difficili da trasformare in qualcosa di utile per il bene di tutti.

Questa, però, è la vigna dove il Signore ci invita a lavorare. E' faticoso ma piacevole starci. Perché in essa puoi crescere, confrontarti, lasciarti guidare dallo Spirito per raccogliere quei frutti che saziano sul serio la vita. E' bello, poi, perché in vari modi trovi persone che t'incoraggiano aiutandoti a percepire la sottile presenza di Cristo agricoltore.

mercoledì 27 settembre 2017

Ti proteggerà

 

Molti sono i mali del giusto, 
ma da tutti lo libera il Signore. 
Custodisce tutte le sue ossa: 
neppure uno sarà spezzato. 

Salmo 33

Il Signore ti proteggerà in ogni dove. L’apparenza ti mostra la sconfitta, ti fa perdente. Ma la speranza nel tuo cuore ti rivela altro. Perché Dio porterà a termine il suo disegno su di te, e la tua fragilità sarà ricompensata dalla pienezza del suo amore

Non temere. Egli ti ama dall’eternità e li ti porterà per godere in eterno la sua compagnia, oggi offuscata dal male. Il buio cederà il passo alla luce dell’alba se la Parola è il tuo rifugio.

Se Cristo è la tua guida godrai, sin da ora, il gusto del sollievo di Dio che non ti lascia schiavo della morte. Il tuo Sposo è Lui. Egli ti donerà la sua pace che non ti farà naufragare nel turbine della vita.

domenica 24 settembre 2017

Dio Padre



25 domenica del TO - anno A

Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». (Mt 20, 16)

Da piccolo il catechismo lo facevamo di domenica dopo la messa delle 10.30. Avevamo una pagellina in cui erano annotate le presenze della messa e della dottrina. Alla fine dell'anno ricevevamo un premio in proporzione alle presenze. Una volta vinsi una bicicletta per il massimo delle presenze raggiunte. Una conquista per me.

Quella bici rossa è ancora in cantina. Tuttavia quello che mi rimane è il ricordo della catechista che mi preparò per la prima comunione. La sua premura, il suo volermi bene, quello sì che mi resta nel cuore. Mi ha seguito sempre, fino all'ordinazione sacerdotale. Ancora oggi c'è un rapporto di stima che va oltre quel regalo ricevuto.

Questa persona non è un premio, ma un dono del signore. Questo riempie il cuore dopo tanti anni. Il contentino può essere utile, ma se non è accompagnato da una presenza, da un'amicizia, da una premura materna, serve a poco. La fede, infatti, non è un obiettivo da raggiungere ma un dono gratuito da accogliere.

Questa grazia è veicolata dal bene che ti dimostrano le persone. Non servono contenuti da imparare a memoria, riconoscimenti scolastici, titoli o diplomi, solamente un amore trasmesso. Questo è bello e procura gioia. Su questo puntare al fine di godere l'immenso amore di Dio da condividere con tutti. Perché Dio è Padre di tutti.

mercoledì 20 settembre 2017

Il Salvatore


 
 
Ricordati della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
Salmo 23
 
La misericordia di Dio è tangibile nel Figlio. Egli è il volto del Padre. Rende visibile l’amore eterno. Lo dona con un grande gesto di umiltà, assumendo su di sè addirittura la morte. La misericordia di Dio ci ha liberati dal peccato per introdurci in una vita nuova. Possiamo sempre ricominciare quando sbagliamo, perchè Dio è buono ed è lì che ci aspetta.

sabato 16 settembre 2017

La cruna dell'ago

24a domenica del TO - anno A

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette (Mt 18, 21).

Una mia zia era sarta. Usava sempre la macchina per cucire. Spesso la osservavo mentre infilava l'ago. Inumidiva la punta del filo, poi la faceva passare nella cruna. Al termine del filo realizzava un nodo per far sì che esso rimanesse nel tessuto e che non passasse per la cruna. Il nodo impediva al cotone di fluire per rimanere stabile nel tessuto da lavorare.

Questo ricordo mi invita a riflettere sul perdono, il tema di queste domeniche. La scorsa settimana, infatti, Gesù diceva che ciò che è sciolto sulla terra è sciolto nei cieli. Mentre quello che è legato resta legato. Ebbene, penso proprio al filo di mia zia. Il perdono scioglie quei nodi che ostacolano il fluire dell'amore di Dio, quello che passa attraverso il nostro cuore.

Inoltre, esso scioglie i nodi presenti nel cuore. Il perdono è un flusso di amore accolto e donato che ha origine nel nostro Dio, che è misericordia. Senza di noi si crea un ostacolo ed il filo si ferma nella cruna dell'ago. Quella cruna è fatta di tante irrequietudini bisognose di pace. Dio non si stanca mai di perdonarci. E se accogliamo sul serio il suo perdono esso passa nella nostra cruna ed arriva ai fratelli che fanno il male.

mercoledì 13 settembre 2017

L'ombra di Dio



Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature

Salmo 144


Il Signore si commuove per l’uomo e lo protegge. Io mi vedo sotto questa ombra premurosa. Mi sento amato e confortato da tanto amore. La sicurezza è il sentimento che predomina e mi sento forte. Coraggioso nell’affermare che la grazia di Dio accarezza sempre il mio cuore e lo rinnova.

lunedì 11 settembre 2017

sabato 9 settembre 2017

Lo sguardo di Dio

23a domenica del TO - anno A
Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro (Mt 18, 20).

Dio non cambia mai idea su di noi. Guarda i nostri lati positivi e ci incoraggia a seguirli. Conosce profondamente il nostro animo più di noi stessi. Sa come possiamo realizzare pienamente la nostra vita. Essere in sintonia con Lui è scoprire e riscoprire questa possibilità. Personalmente dinanzi a Lui non mi sento giudicato, ma capito e sostenuto.

Soprattutto quando sbaglio e seguo vive di non vita che mi portano al peccato. Gesù, nella sua misericordia, mi aiuta a rialzarmi. Se adesso percepisco questo, è grazie a persone che mi aiutano e mi guidano nella vita spirituale. Amici che hanno esperienza di fede e la vivono sul serio nella chiesa.

Per tanto tempo ho vissuto il mio rapporto con Dio come un accusato dinanzi al giudice in attesa di sentenza. Non mi sentivo mai libero dalle mie presunte colpe, mai apposto con me stesso, sempre in fallo nella legge di Dio. Oggi, nonostante i miei peccati, accetto la mia fragilità illuminata dallo sguardo amorevole e comprensivo di Cristo.

La guida spirituale mi ha aiutato in questo. Per cui trasmetto questa libertà interiore nell'annuncio del vangelo. Le comunità il luogo dove accolgo e vivo questo dono. Questo grazie a chi mi incoraggia, mi sostiene, collabora con me nella pastorale. E si creano sul serio delle reti che portano nella barca di Cristo che è la chiesa.

martedì 5 settembre 2017

Il mondo

COLLETTA
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.

 
La preghiera contemplativa dovrebbe aiutarci ad entrare nel mondo con un cuore nuovo. Così lì vedremo la presenza di Dio. I segni del suo amore verso di noi. D’altronde uno sposo condivide tutto con la sposa ed è presente d’appertutto. Non fa scelte apriori.

Cristo fa lo stesso. Non sceglie solamente il tempio di pietra, ma il tempio dell’umanità. Nelle esperienze belle e brutte della vita Egli parla con il suo amore sottile. Predilige i poveri, le pecore smarrite, i peccatori. Forse perchè sanno amare più di noi che preferiamo schemi fissi.

Signore, spiana il cuore alla vera gioia che solo tu sai donare. Soprattutto all’ascolto della Parola affinchè purifichi i nostri pensieri e ci apra al desiderio di Te.

giovedì 31 agosto 2017

Scorrere


Scorre inesorabile il fluire del tempo.
Si dirige verso la foce del destino.
Si contorce tra massi,
si distende in chiazze pianeggianti.
Spumeggia al gonfiore di tempeste.
Sosta al frapporsi di rami e foglie.
Ma il vigore del suo correre
tutto travolge.
Serpeggia e scivola via.
Una forza della natura il suo scorrere;
un evento determinato
il suo perdersi nell'infinito.
Ma lo puoi ammirare;
goderne i suoi unici fragori;
il suo eco travolge il tuo io.
Richiama il ben più profondo abisso
nel quale il tuo animo cerca quiete.

mercoledì 30 agosto 2017

Dio con noi

 
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio» (Gs 24, 17-18).
Egli è il nostro Dio. Spesso dovremmo ricordarcelo. Come si fa con i bambini, ci vuole sempre la presenza di qualcuno, simile a Giosuè, che ci aiuti a fare memoria. Rivivere quegli eventi che spesso sfuggono dal nostro cuore, sepolti da mille pietre di egoismo e passione.

Il Signore ci soccorre sempre. Il tempo, le preoccupazioni, gli affanni del mondo arrugginiscono la fede e rischiano di corroderla del tutto. Ottimo, allora, il contatto con la Parola e saggi che ti aiutano a calarla nella vita.

Quando si litiga con delle persone e le rivedi dopo tanto tempo ti accorgi di quello che hai perso. Si richiama il passato, gli eventi che hanno costruito un’amicizia ancora viva. L’importanza di rivivere è fondamentale per la vita e per la fede.

mercoledì 23 agosto 2017

Una sola carne

Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! (Ef 5, 32)

Un amore eterno è quello che Cristo prova per noi. Non viene meno, resta sempre. Nonostante la nostra incostanza Egli è lì a mantenere il suo patto. Non dimentica le sue promesse.  Noi, invece, siamo smemorati.

Nelle prove mettiamo tutto in discussione e vorremmo scappare via. Spesso lo facciamo. Tuttavia non troviamo la stessa cosa. Nessuno al mondo è come il nostro Dio. Esigente, ma lento all’ira e grande nell’amore. Quello che sempre ci dona e rimane nelle tempeste e nelle avversità. Resta con noi Signore!

domenica 20 agosto 2017

Il dono

20 domenica del TO - anno A

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide!" (Mt 15, 21).

Ci sono cose che puoi comprare, altre no. Se desideri qualcosa fai sacrifici per averla. Innanzitutto ne consideri il costo. Poi cominci a mettere i soldi da parte o fai un finanziamento per pagare poco alla volta. Quando ottieni quello che volevi avverti un profondo appagamento. Perché godi di un obbiettivo che hai conquistato col il sudore della fronte.

Per me è stato così quando sono stato costretto a cambiare la macchina, perché ormai usurata. Essa è per me quasi come una seconda casa. L'ho presa con dei risparmi che da tempo mettevo da parte. Ogni volta che la guido me ne ricordo e cerco di custodirla bene. Ho raggiunto un traguardo molto utile per me.

Ma non tutto si può acquistare. Non puoi comprare l'amicizia, i tuoi valori, le persone che ami, la tua storia, la fede.... Un sacco di cose hanno bisogno di essere scoperte come dono. Non c'è nulla da pagare o un tornaconto da avere, ma una gratuità da accogliere. Questo cambia la vita dal profondo. Giorno per giorno scopro la bellezza di quello che ho e ne godo.

E' una soddisfazione che mi procura pace. E' frutto di un cammino giornaliero in cui, nella fede, mi sento rinnovato dalla Parola in una indicibile calma interiore. Come la donna cananea di questa domenica anch'io mi rivolgo a Gesù. Perché riconosco che grazie a Lui la mia umanità risalta nella sua pienezza.

domenica 13 agosto 2017

La traversata


19a domenica del TO - anno A

Subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla (Mt 14, 22).

Il passaggio all'altra riva mi richiama un'epigrafe tombale che ho letto molti anni fa. Allora per la prima volta ho riflettuto sul vangelo di questa domenica. In quell'occasione ho immaginato Gesù come una sorte di Caronte che traghetta nella vita eterna, simboleggiata dall'altra riva. Lì dove si trovano i defunti. Noi siamo di qua, sulla riva opposta. E siamo invitati a salire sulla barca per lasciarci guidare da Cristo.

In quel cimitero, quel giorno, ho immaginato i defunti lì sepolti e li ho visti proprio in quell'altra riva. In quel domani dove tutti saremo. Adesso, però, la mia attenzione è più sulla barca, sull'oggi. E penso che, in fondo, l'altra riva sia già sull'imbarcazione. Sì perché lì dobbiamo esserci insieme, come chiesa, ed accogliere la Parola per rimanere uniti.

Qui sento forte il rimprovero che Gesù fa a Pietro: uomo di poca fede perché hai dubitato? Questo discepolo lascia la barca e rischia di affondare. Quante volte anch'io ho pensato di navigare fuori dalla barca! Pensavo di farcela da solo, di vivere meglio, ed alla fine ho rischiato di essere risucchiato da quel benessere momentaneo al quale mi ero aggrappato.

Quando sei fuori della barca non vedi l'altra riva: quell'orizzonte di senso che Cristo tiene alto per noi. Lì ci precede perché è il Risorto. Indica la strada per raggiungere quella riva che egli stesso ha varcato prima di tutti donando la sua vita per amore dell'umanità. Il donare condividendo è quello che ci consente già oggi di essere all'altra riva e di rimanere nella barca della felicità.

sabato 5 agosto 2017

Solo Dio basta

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - ANNO A -

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». (Mt 17, 4)

Alzando gli occhi verso i monti spesso si scrutano monasteri sulle cime o sui fianchi. Come hanno pensato di andare lassù? Ti chiedi. Quando capita di visitare questi luoghi trovi la risposta. Prima di tutto per il panorama bellissimo. Poi per la bellezza della natura. Ancora per il silenzio, che solamente lì riesci a gustare.

Diverse volte, andando da solo o in pellegrinaggio, ho fatto l'esperienza del distacco dalle cose in cui comunemente sono preso. Confesso che un po' ho paura del silenzio, perché mi pone di fronte a me stesso ed alle mie inquietudini in cerca di risposta. Tuttavia contemplando la natura e lasciandomi guidare da qualche brano del vangelo, ho trovato pace.

Pace nell'armonia della natura; pace nel mio cuore, consolato da una Parola che parla sul serio e dà risposte. Proprio un'esperienza di trasfigurazione nel ritrovare il vero volto di Dio. Quel Dio che mi ama, che continua a donarsi nella mia vita, ma che spesso non vedo perché cerco altro da Lui e da me stesso.

Un canone ti Taizè recita: nulla ti turbi nulla ti spaventi solo Dio basta. Questo sperimento ogni volta che mi immergo nel silenzio. O che vado in luoghi solitari o che mi distacchi un attimo dalle faccende quotidiane. E così il mio volto diviene più sereno e posso annunciare il vangelo che è gioia, pace, quiete, armonia.

mercoledì 2 agosto 2017

Mercoledì della XVII settimana del Tempo ordinario – Anno dispari

La bellezza di Dio
 
Es 34,29-35; Dal Sal 98; Mt 13,44-46

Mi colpisce il volto raggiante di Mosè nella prima lettura odierna. Egli vede il Signore e cambia aspetto. Sprigiona luce, gioia. Trasmette qualcosa di nuovo e bello. Dovrebbe essere così anche per la nostra esperienza di fede. L'incontro con Cristo cambia la vita. La rende migliore.

E' importante rivedere la propria esperienza di fede per ritrovare la gioia dell'aver incontrato Gesù. Sì, è capitato in passato. Ma forse la nostra fede si è cristallizzata in cose da fare e non fare, arrugginendo l'ardore iniziale dell'incontro. Questo è necessario ritrovare.

Il nostro cuore ne ha bisogno. Esso si alimenta alla sorgente della vita che ha origine in Dio. E' quell'amore che lo nutre e lo sazia di infinito. Questa è perla preziosa per cui vale la pena qualsiasi sacrificio. Se così è, è bello essere cristiani e splendere della bellezza di Dio.

giovedì 27 luglio 2017

Frutti dell'Amore



Gn 1, 26-28.31a; Dal Salmo 127; Gv 15, 1-17

Siete venuti oggi in chiesa per coronare il vostro amore. Da tempo, infatti, vi conoscete e vivete insieme la vostra affezione. E avete deciso un salto di qualità consacrandovi a Cristo ed all'amore che lui vi donerà nel sacramento. E' un volersi bene che implica totale donazione l'uno all'altra al punto da essere una cosa sola. Per questo riconoscete che la vostra è una chiamata di Dio. Egli da sempre ha pensato per voi un disegno di salvezza che oggi accogliete nella vostra vita.

La prima lettura ci parla proprio di questo. Dio raggiunge in suo apice quando crea l'uomo e la donna affinché con la loro unione possano testimoniare nel mondo la sua immagine. Dio ha fatto una cosa molto buona chiamandovi ad essere una famiglia feconda nel vero amore. Proprio a questo dite oggi il vostro sì: scommettere con Dio ed il suo progetto per vivere nella pienezza il vostro rapporto matrimoniale.

sabato 22 luglio 2017

Il nemico

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?. Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo! (Mt 13, 25). 


sabato 15 luglio 2017

Parlar chiaro

15a domenica del TO - anno A
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia (Mt 13, 1).

Il parlar chiaro è fatto per gli amici. Verissimo. La sincerità è la base di sane relazioni. Dimostra concretamente il volersi bene. Spesso la verità fa male, ma è inutile nasconderla. Dire quello che si pensa, poi, espone al rischio della incomprensione. Molte persone volteranno le spalle, tuttavia le poche amicizie vere restano.

Essere né carne e né pesce non aiuta nessuno. Non la propria crescita personale tanto meno le persone che, in un modo o nell'altro, condividono con te la loro vita. Non di rado ho sperimentato proprio che vincere la paura di essere giudicati, esprimendo le proprie opinioni, è un modo per instaurare dinamiche più profonde e positive.

Ugualmente nel modo di fare di Gesù c'è trasparenza, con pochi peli sulla lingua, nell'esprimere la radicalità del suo messaggio. Nel vangelo di questa domenica si notano ancora una volta folle oceaniche carpite dall'entusiasmo iniziale. Forse cercavano un taumaturgo. Ma quando il nazareno va al dunque rischia di rimanere da solo.

Analogamente gli apostoli, i più intimi, hanno difficoltà nell'accogliere una morale esigente e nettamente in contrapposizione con la religiosità corrente. Gesù lascia il segno proprio perché non cede e va avanti per la sua strada. Quella che propone anche a noi oggi. Evvero siamo stanchi, a volte delusi ed amareggiati, per tante cose che non vanno. Ma il Cristo continua ad essere il nostro amico più vero.

giovedì 13 luglio 2017

Emozioni



Salgono dal cuore.
Raggiungono gli occhi.
Spontanee piccole lacrime
inumidiscono le palpebre.
Si condensano
ricordi, eventi;
sogni riemergono.
Ti lasci andare
al momento che scorre inaspettato.
Ma è solo un piccolo attimo.
La ragione riporta al presente.
Col suo muro di realtà,
smorza quella sorgente
ritrovata da un sussurro quotidiano.
Riprendi la vita
con più energia;
il cuore forte è pronto
per nuovi incontri
e rinnovate esperienze.

sabato 8 luglio 2017

Il silenzio

14a domenica del TO - anno A

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11, 25).

Il silenzio è importante per dialogare con se stessi ed ascoltare la voce di Dio che è nel cuore. Nel tempo di accorgi della necessità di dedicargli dei momenti. Così, attraverso un profondo respiro ti immergi in quella sintonia cosmica che la frenesia della vita ti toglie. E' un essenziale che se trascurato toglie ossigeno ed amplifica ritmi disumani.

Tuttavia se imposto, soprattutto da bambini, può essere deleterio. Ricordo che nella mia infanzia quando andavamo in chiesa ci imponevano il silenzio e lo stare in ginocchio nei banchi per pregare. Questo modo di fare mi ha procurato un eccessivo timore reverenziale per Dio. Quasi che Egli mi osservasse per vedere se assumevo quegli atteggiamenti.

Una notte sognai addirittura che Gesù scendesse dal grande crocifisso della chiesa parrocchiale per rincorrermi! Sicuramente si ha bisogno di regole, soprattutto in tenera età. Ma L'importante è trasmettere la giusta immagine di Dio. Questo lo si può fare con la premura, raccontando la parabole, come faceva Cristo, con gesti di testimonianza. Soprattutto con il sorriso.

Quello lo vedevo poco in parrocchia. Mentre era facile notare volti seri, crucciati, persone in ginocchio e pronte e rimproverarti se davi fastidio con il tuo fare fanciullesco. Lo vedo ancora oggi. Ringrazio Dio per avere un gran numero di ministranti. Spesso però la gente si lamenta perché distraggono.

Io li lascio fare. Perché grazie alla loro spontaneità posso sperimentare che per amare Dio non occorrono regole, basta farlo con il cuore. Certo occorre educarli e fargli capire che non tutto è gioco. Ma nel giusto modo. Purtroppo tutti sono pronti a rimproverare ma pochi ad impegnarsi in un cammino educativo di crescita nella comune responsabilità.
 


mercoledì 5 luglio 2017

Parole sagge



 
La mia parte è il Signore
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento 
Salmo 128


Le parole dei saggi aiutano a realizzare i nostri progetti. Sono uomini o donne di esperienza che senza aver studiato, riescono a darti il giusto consiglio perchè prima di te hanno vissuto le fasi della vita. Tanto più il Signore che conosce il nostro cuore e sa le nostre vere aspirazioni. Ecco perchè la sua legge rinfanca l’anima e le dà il giusto respiro.