giovedì 29 dicembre 2016

Fiocchi


Cadono leggiadri fiocchi di neve.
Mediti nei tenuti colori.
Un'atmosfera ovattata
ed uniforme gela il cuore.
I luccichii delle luci
addolciscono l'animo.
Colori artefatti
aprono alla speranza.
Qualcosa nascerà
dall'uniforme manto.
Attendi il natale
dei tuoi sospiri.
Anche nella tua grotta
potrà esserci
il tepore di caldi ridordi
e placide armonie
di amori lontani e vicini.

mercoledì 28 dicembre 2016

Una piccola luce


La luce del Natale è meravigliosa se non abbaglia. Se sul serio fa vedere il vero volto di Dio è paragonabile ad una piccola candela. Se porta ai grandi luccichii di un Dio potente nelle battaglie è un abbaglio. Dio oggi è nella grotta e domani sarà sulla croce per raggiungere la luce che non ha fine. La nostra piccola candela della fede ci fa vedere questa strada. E' quella della nostra vita che ha bisogno della vera luce: quella della verità. Che sempre questo Cristo nasca nei nostri cuori.

martedì 27 dicembre 2016

Palme


Il primo quadro del 2013. Tra due palme immagino una spiaggia ed il sole che tramonta sul mare. 30X40, acrilico su tela.

sabato 24 dicembre 2016

Sapori

Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse (Is 9, 1).

I sapori indicano il gusto e la bellezza della festa. Sapori culinari, culturali e religiosi frutto di tradizioni che si perdono nel tempo. Tutto si sintonizza con le corde del cuore e della memoria. Ciò che c'hanno trasmesso gli antenati è accolto e vissuto in un sentire che crea comunione. E' più facile, infatti, trovare le persone più buone quando è festa. Soprattutto quando si festeggia il Natale.

Una festa che viviamo pure quest'anno con questo clima che viene naturale. Ognuno come può. Alcuni con situazioni difficili alle spalle, forse irreversibili. Altri in famiglia. C'è, purtroppo, chi lo vive in solitudine, con un forte senso di amarezza. Sapori che, dunque, indicano sofferenze e disperazioni. La tradizione del Natale è questa. E si ripete ogni anno.

La luce che Gesù porta nel mondo ha un senso di pienezza ma si scontra con le tenebre. La pienezza è quella di una grotta che ospita la nascita di Dio. La contraddizione un mondo perbene che non lo riconosce perché vorrebbe altro. La nascita del Bambino dovrebbe corrispondere al sorgere di una nuova mentalità che dovrebbe rinnovare il mondo. Ma quasi tutti vorrebbero che Dio intervenisse con tutta la sua potenza nella storia per cambiarla.

I sapori della tradizione sembrano indicare che qualcosa di Dio si è incarnata. L'aspetto della festa, delle belle e succulente cene, indica proprio questo. Si è nella gioia perché Dio è con noi. Tuttavia la gioia non è piena perché sappiamo che molte persone sono nel dolore, per vari motivi. Per questo il sapore della tradizione è anche il silenzio dell'attesa e dell'impegno affinché la luce del Natale possa arrivare ovunque.

BUON NATALE!

mercoledì 21 dicembre 2016

Feria propria del 21 Dicembre

Il sogno




Il sogno è come una colomba nascosta nelle fenditure della roccia che viene fuori nella bella stagione. L'amato la porta fuori. Cioè chi crede fino in fondo in se stesso e chi in questo sostiene ed incoraggia. Oggi la liturgia propone, appunto, due persone ed un unico sogno: Maria ed Elisabetta nel disegno di Dio. Esultano di gioia nell'incontrarsi. Dio scommette su di loro come su ognuno di noi.

Attesa rigogliosa

Chi semina nelle lacrime

mieterà nella gioia.

Salmo 125


Calda l’attesa di chi geme e piange come nelle doglie del parto. La speranza non delude chi confida in Dio. Al tempo opportuno Egli dona quella pace che cerchiamo e spesso non vediamo. Soprattutto nel cuore aneliamo alla soddisfazione di sentirci nuovi e giovani dentro. Così non impugneremo le armi per testimoniare questa presenza, ma il nostro volto manifesterà la culla del Bambino. Un pargoletto indifeso può forte di qualunque sopraffazione violenta.

martedì 20 dicembre 2016

Feria propria del 20 Dicembre

La serva del Signore


Is 7,10-14   Sal 23   Lc 1,26-38
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio

Dio sceglie per suo figlio una mamma umile e povera. Non una regina di nobili e sontuose dimore, ma una vergine di un piccolo villaggio sconosciuto. Lei riconosce l'agire di Dio e nel dialogo con lui accoglie la chiamata. Questo è il modo con il quale il Signore agisce. Egli, infatti, si rende presente dove meno ce lo aspettiamo. Soprattutto in persone e luoghi dimenticati.

Un forte incoraggiamento per noi che spesso ci smarriamo e pensiamo di non essere all'altezza di testimoniare il vangelo. Come Maria siamo chiamati a cogliere le meraviglie di Dio in quello che siamo e nel poco che circonda. Cristo vuole proprio incarnarsi nel nostro quotidiano. Nella nostre storie contraddittorie dove non brilla l'oro della ricchezza ma il fango della fatica.

Qui è da trovare la perla del Regno. Quella che può dare un salto di qualità ai cuori ed alle relazioni fraterne. Dio bussa oggi nella nostra umile casa. Come ha bussato in quella di Maria. Cristo vuole incarnarsi anche oggi nella storia. Noi servi del Signore possiamo impegnarci per renderlo presente. Basta solamente fidarsi del disegno di Dio.

lunedì 19 dicembre 2016

Al calar del sole



Caldi riflessi di un giorno che tramonta.
Senti che finisce, ma ne trattieni un attimo.
Un'illusione. Forse. Ma vai oltre.
E' il richiamo mordente di un intimo fiorente.
Riecheggia in quel momento un eterno riflesso.
Un cerchio che si fonde in un multiuniverso.
Tu ne sei partecipe, come protagonista.
Nulla ti schiaccia. Sono i colori che sfumano presto
a darti un senso di pacato coinvolgimento.
Sei uno spettatore? Un attore?
Sei lì per caso? Anche l'esclamazione
si fonde nello scenario che si chiude.

sabato 17 dicembre 2016

Falò

4a domenica di avvento anno a

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa (Mt 1, 24).

In questo periodo si accendono falò nelle piazze. E' per attendere una festività. Come la vigilia del Natale o dell'Immacolata. Grandi cataste di legna ardono nella notte per riscaldare le persone. Pure al mio paese è così. Anzi, da un po' di tempi i falò dell'Immacolata si protraggono per vari giorni.

In una di queste sere mi sono fermato in piazza vicino al fuoco. Nel riscaldarmi mi sono lasciato incantare dalla brace ardente. Con i pensieri, sono andato lontano nel passato. Tanti ricordi mi hanno coccolato. Di più, però, ho pensato a quel fuoco interiore che brucia tante illusioni. Brucia e riscalda. Elimina tutti quei mezzi sogni che non possono essere realtà.

Riscalda la speranza di continuare a vivere la vita circondata di mistero. Quegli incontri che diventano svolte epocali, che segnano, che portano in un dove consapevolmente scelto, ne sono certo parte. Così come la spinta di un consiglio che dà coraggio nel riprendere il cammino. Quante scintille che oggi sono fuoco vivo!

Riprendendo la passeggiata con gli amici per le suggestive vie del borgo, ho portato con me questa meditazione. In questa domenica la vedo riflessa in Giuseppe. Il suo matrimonio con Maria è certo un evento sconvolgente. Il concepimento inaspettato un duro colpo da metabolizzare. Penso che anche nel suo cuore ci sia stato quell'enorme falò dell'amore. Quello che lo ha portato ed essere sposo di Maria e padre di Gesù.

mercoledì 14 dicembre 2016

Incertezze


Il dubbio, l'incertezza, le domande senza risposta possono aiutare a far crescere la fede. Ogni giorno pongono in discussione i nostri criteri e fanno scoprire il volto sempre nuovo di Gesù. Egli è molto diverso da quello che pensiamo. Per questo abbiamo bisogno che lo Spirito ci rinnovi e guarisca la nostra cecità spirituale. In modo da farci riprendere quella strada di misericordia che il Messia per primo percorre per noi.

sabato 3 dicembre 2016

Missive

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3, 1).

Oggi si inviano messaggi corti ed incisivi. Sono immediati. Anche la risposta arriva quasi subito, il più delle volte. Tutto è veloce. Puoi sapere addirittura se un messaggio è visto o letto. Prima non era così. Per comunicare si usavano missive scritte a mano ed inviate per posta. Dopo tempo di attesa ricevevi il ritorno. Le lettere erano più lunghe e dettagliate. Richiedevano tempo, sia per scriverle sia per leggerle.

Pure nella risposta c'era più bisogno di riflettere. Una volta, appena comprato il mio primo computer, scrissi una lettere con Word. Chi l'ha ricevuta ha notato una certa freddezza, invitandomi a riprendere la scrittura tradizionale. In quelle lettere scritte a penna veramente si percepiva maggiore attenzione. Mio nonno passava intere giornate a scrivere per i suoi parenti all'estero.

Insomma c'era un dinamismo coinvolgente fatto di riflessione ed attesa. Guardavi sempre la buca della posta, oggi carica di bollette e volantini pubblicitari. Pensando al periodo dell'avvento che stiamo vivendo, credo che dovremmo in qualche modo recuperare il senso dell'attesa e della meditazione. Il "tutto e subito" non è di aiuto. Né per noi stessi, né per il rapporto con gli altri e con Dio.

Gesù ci invia continuamente le sue missive. Quella di questa domenica si racchiude in una parola: conversione. Rivedendo la mia vita devo dire che questo termine racchiude un atteggiamento continuo di ascolto e di attesa. Ascolto della Parola, di chi ti sta accanto. Attesa per avere risposte di senso e di direzione per il cammino. Il tutto condito da una profonda contemplazione di un mistero che si compie.

giovedì 1 dicembre 2016

Giovedì della I settimana di Avvento

La casa di Dio


Is 26,1-6   Sal 117   Mt 7,21.24-27
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli

Il tempio di Gerusalemme è solido. Costruito sulla roccia con ampi blocchi di pietra. In esso la fede ebraica trova la sua stabilità. La sua sicurezza. Finalmente, dopo anni di esilio, una casa per incontrare il Signore. Tuttavia questo luogo della presenza di Dio è distrutto. Non ne rimane pietra su pietra. Gesù lo predice parlando di un nuovo modo di vivere la fede.

Essa non si costruisce sulla roccia  e sulla ingegneria umana, ma sulla Parola eterna di Dio. Non si tratta più di un edificio materiale, ma spirituale. Esso trova il fondamento sulla parola incarnata: Cristo Risorto. Le sue mura sono le pietre della nostra vita. Così l'uomo diventa la casa di Dio attraverso l'adesione di fede in Lui. Un edificio che si rende visibile nelle opere di carità, consolidato dall'azione dello Spirito.