mercoledì 30 novembre 2016

La zattera



La vita può travolgerci come un grande diluvio. La zattera della fede può aprirci alla speranza di un futuro migliore. La venuta di Cristo è proprio quella ancora di salvezza che ci tiene saldi. Con Lui i diluvi si possono navigare nell'attesa dell'ulivo della pace. Esso è la sua venuta definitiva quando, alla fine dei tempi, non ci sarà più dolore ma solamente gioia piena.

martedì 29 novembre 2016

Martedì della I settimana di Avvento

Porta dell'avvento
 

Is 11,1-10   Sal 71   Lc 10,21-24 
 Gesù esultò nello Spirito Santo

Maria è la porta dell'avvento. Con il suo esempio realizza la promessa antica accogliendola nell'attesa. Gesù viene nel suo grembo incarnandosi nella storia. Un mistero che cresce giorno dopo giorno. Maria vede spuntare il germoglio di Davide. Lo custodisce come mamma fin quando non si realizza pienamente nella Pasqua. Una donna umile che ascolta la volontà di Dio e se ne fa serva.

Questo l'esempio per noi: farci piccoli per accogliere la grandezza di Dio. Nell'umiltà siamo chiamati a riconoscere che i nostri pensieri, le nostre vie spesso non corrispondono a quelle di Dio. Infatti, Egli è l'unico che può salvarci rivelando il suo amore per noi. Le strade sono impervie, sofferenti, come per Maria. Tuttavia, la meta realizza pienamente le aspettative del nostro cuore travagliato.

domenica 27 novembre 2016

Storia


                1a domenica di avvento - anno a

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà (Mt 24, 44)

Parlami di te. Così mi disse un anziano di Roma. Lo andai a trovare nel mese di volontariato alla caritas, diversi anni fa. Era sulla sedia a rotelle. Lo portai nella villa per una passeggiata e all'improvviso mi chiese della mia storia. Cercai di arrancare qualcosa. Non ero abituato a parlare di me. Non lo facevo mai. Per questo rimasi meravigliato che qualcuno me lo chiedesse.

Dopo gli chiesi di parlarmi di lui. Una lunga e bella storia. Come quella di ognuno. Conoscerla è veramente entrare in un mistero. Soprattutto vedere quella mano che ti guida, quel filo rosso che dà un senso alla trama del vivere. Quella direzione che vedi con il senno di poi e che solamente Dio poteva pensare. Un intreccio di persone, luoghi, eventi, in cui tu non sei per caso.

La Parola aiuta molto in questa revisione. Lì vedi che Dio è nella storia e cammina con noi. Specialmente in Cristo. Egli incarna la nostra natura di pellegrini in cerca di una meta. In questo indica una strada che Egli percorre per primo: quella dell'amore. Gesù è proprio l'avvento di un regno nuovo che vuole coinvolgere la nostra storia. C'è un momento, un luogo, un'ora un cui Egli bussa o ha bussato al nostro cuore.

Ritrovarlo aiuta a leggere tutto in una nuova prospettiva. Se quel giorno ero lì a Roma a parlare di me è proprio perchè ero in ricerca. Cercavo di sentire quel tocco di Cristo alla mia porta. Quella persona anziana, come tante, mi ha aiutato a ascoltarlo. Così ho aperto e apro continuamente la porta per fare entrare quella luce che dà senso alla mia storia.

giovedì 24 novembre 2016

Lo scettro


La porta per entrare nel regno di cieli è la croce. Non una sofferenza fine a se stessa ma orientata al bene di tutti. Una vita donata. Questo lo scettro che Cristo re offre a chi lo accoglie.

lunedì 21 novembre 2016

domenica 20 novembre 2016

Ovattato

34a domenica del TO - anno c

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù (Lc 23, 35).

Quando nevica l'atmosfera cambia. tutto diventa bianco. La realtà la percepisci in modo diverso. I suoni sono attutiti, ovattati. Avverti una pace quasi surreale. Primeggia il grigio ed il resto è un bianco uniforme che rende tutto tenue. Oggi a catechismo abbiamo chiesto ai bambini se qualche volta hanno parlato agli altri di Gesù. Varie le risposte.

Qualcuno ha addirittura detto che nessuno glielo ha mai chiesto. Ma noi come parliamo loro di Gesù, come glielo presentiamo? Secondo me corriamo il rischio di parlare di un Cristo ovattato. E' la cosa più semplice da fare. Mettiamo una bella "nevicata" sul forte messaggio del vangelo. Lo rendiamo poco reale, troppo fantasioso.

La settimana prossima cominciamo l'avvento e parleremo del Natale. La realtà è che Dio si è fatto uomo nascendo in una stalla per finire inchiodato sulla croce. Una storia cruda che dovrebbe coinvolgerci. Allora siamo anche noi lì sotto la croce che ammiriamo Gesù. Siamo invitati a scegliere. O continuare ad aspettare miracoli eclatanti o portarlo con noi nel quotidiano.

Nel primo caso saremo delusi. Gesù non scenderà mai dalla croce e non ci farà scendere dalle nostre all'improvviso. Nel secondo caso porteremo nel cuore la vita vera. Quella che si perde e si ritrova. Non c'è nulla da ovattare, ma un credere nella fede che possiamo essere con Lui nel paradiso. Lì dove c'è solo vita. Più che di tante parole sono le nostre scelte di amore che ci esprimono.

mercoledì 16 novembre 2016

Gemme preziose



Passa la scena di questo mondo. Con essa tutte le ingiustizie che sembrano prevalere. Rimane l'amore di dio per noi. Esso é la vera ricchezza da accogliere. Adornerà il nostro essere chiesa con gemme preziose ed oro fino. Bellezze da condividere nella carità.

sabato 12 novembre 2016

Ce la possiamo fare

33a domenica del TO - anno c

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21, 18).

Ce la possiamo fare! Sembra impossibile correre per raggiungere un traguardo. Troppo alto.  Irraggiungibile. Ma ora che sei in alto, dopo lunga fatica, vedi le strade percorse. E se adesso qualcuno cerca di salire, tu sai come aiutarlo. Come la comunità che ti ha sostenuto. Quante cadute, quante persone che ti hanno rialzato. Con loro ce l'hai fatta. Allora puoi dire che si può fare.

In occasione della mia ordinazione sacerdotale ho pubblicato una testimonianza su questo tema. La meta dell'ordinazione come un obbiettivo raggiunto dopo molti sentieri percorsi in salita. Mi vedo come il dottor Frankenstein che grida si può fare, dinanzi la sua creatura. Certo il suo è un progetto disumano; perché è realizzato senza tener conto della coscienza dell'uomo creato.

Nel nostro cammino, invece, è pienamente coinvolto quel Dio che vuole camminare con noi. Egli, appunto, è il primo a mettersi al nostro fianco per togliere tanti veli. Essi sono quelli soprattutto della paura, del terrore, della morte, degli insormontabili muri. Gesù dice: ce la possiamo fare! Sì, con fatica, con ricerca, con amore appassionato che coinvolge, ma si può fare.

Altrimenti, perché la nostra vita varrebbe per Dio più di molti passeri ed ogni capello del nostro capo è contato? Dio cammina con noi e parla chiaro. Non illude con ricette facili. Occorre camminare in salita ma la meta è chiara: la nostra felicità. Ce la possiamo fare. Non dobbiamo creare un destino frutto delle nostre frenesie, ma vivere il dono della vita nel suo massimo splendore. Sì, si può fare!

sabato 5 novembre 2016

Dimestichezza

32a domenica del TO - anno c

Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui (Lc 20, 38).

L'insegnante di matematica mi diceva sempre che ci vuole dimestichezza per risolvere le equazioni. Con l'esercizio si migliora. Col tempo ho capito. Ma oggi, dopo anni, ho perso quella elasticità. Appena vedo un'equazione, di quelle semplici, mi viene mal di testa!

Lo stesso per la vita spirituale ci vuole dimestichezza. Occorre conoscerla praticandola. Allora avverti sempre più l'esigenza di  quei ritagli di silenzio, indispensabili per respirare. Quel respiro interiore. Lì ricevi l'ossigeno per tutto quello che fai. Trovi direzione per la vita. In alcuni momenti ti senti risorto. Sì, perchè rivive dentro di te quella speranza risucchiata dalle amarezze dell'esistenza.

La resurrezione di Cristo, la base della nostra fede, la vivi in te come attesa di una piena realizzazione, che supera ogni chiusura di morte. Lo sai che è impossibile cambiare tutto all'improvviso, soprattutto la mentalità. Ma ci metti del tuo perchè intravedi un futuro possibile. Se hai dimestichezza con crolli e rinascite interiori allora lo capisci.

Vedrai quell'oscurità che ti ha risucchiato all'improvviso. Poi quella mano che ti ha tirato fuori srotolando la pietra dell'impossibile. Adesso puoi continuare a dire che l'impossibile può concretizzarsi se anche tu tendi una piccola mano solidale. Spesso mi scontro con situazioni limite dove umanamente non c'è parola. Ma almeno la mia vicinanza voglio che ci sia. Nella dimestichezza ti accorgi che è speranza di rinascita.

venerdì 4 novembre 2016

Incarnato



Tutto ció che Dio ha fatto é buono. Non c'é nulla di sbagliato o di cattivo. Ama l'uomo così com'è. Per questo ci indica la via della salvezza in suo figlio fatto uomo. Non poteva esprimere meglio il suo amore per noi. I suoi sentimenti si sono incarnati. Hanno un volto ed una storia. Oggi bussano a casa nostra.