domenica 31 luglio 2016

Colori



Beato l’uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d’ogni bene

salmo 127

Le vie del Signore sono sempre strette e tortuose. Ma piene di colori. Devono essere percorse con calma, per notare ogni particolare. Passo dopo passo. Rischiano di farti cadere. Potresti anche farti male. Apprezzi così la delicatezza del soccorso e di chi sa volerti bene. E neanche te ne accorgi. La benedizione di Dio arriva così al tuo cuore e saprai lodarlo dal profondo di te stesso. Perchè la felicità è una conquista che si gioca nel quotidiano. Lì dove sembra che tutto è banale e ripetitivo.

giovedì 28 luglio 2016

Il dono



Lo Spirito è il grande dono da chiedere al Padre. Egli introduce nel vero senso della preghiera. Quella che Gesù insegna. E' un dialogo profondo con Dio, autore della vita. E' affidarsi a Lui per trovare il senso del cammino. E' trovare il riposo in Lui; quella quiete che dà energia nella prova, forza nelle difficoltà, gioia nei bei momenti.

lunedì 25 luglio 2016

sabato 23 luglio 2016

Scene di vita

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli» (Lc 11, 1).

E' bello rivedere la vita come scene che si susseguono. Sin dall'infanzia si rincorrono formando la tua storia. Unica ed irripetibile. Atto dopo atto scopri la tua crescita umana e spirituale. Oggi sei fiorito: il frutto di una costante coltivazione di te stesso. Sopratutto nei momenti cruciali di scelte impegnative è bene fare questo esercizio.

Però, ci vuole una profonda sintonia con se stessi. Calma e pazienza sono gli ingredienti, uniti ad una arricchita dose di silenzio. Esso è necessario per calarsi nelle profondità dell'animo. Così nei sipari che si aprono e chiudono, negli scenari che si modificano, nel tempo che passa, scopri una direzione che conduce all'oggi. Lì dove sei momentaneamente ancorato.

La preghiera aiuta in questo esercizio. Dialogando con Dio, infatti, incontri il regista. Proprio Lui è l'architetto che ha pensato a tutto sin dall'origine del tempo. Ha voluto te con amore. Ha mandato suo Figlio per dimostrarlo e lo Spirito per rendersi vivo nel cuore di ognuno. Questa è la preghiera che Gesù ci insegna: un totale abbandono in Dio Padre.


domenica 17 luglio 2016

La tenda

Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta (Lc 10, 42)


In varie occasioni ho dormito in tenda. L'ultima esperienza quella di qualche anno fa con gli scout. Ho condiviso con loro un campo estivo. Accampati in un bosco si sperimenta l'essenzialità. Nulla è dovuto, sei tu che devi organizzare le giornate. Come preparare i pasti con quello che ti viene dato giornalmente. Noi grandi avevamo il compito di vegliare sui ragazzi.

Loro avevano il necessario. Ma li dovevi seguire, altrimenti rischiavano di rimanere digiuni o di non montare la tenda per la notte. Proprio come Gesù fa con ognuno di noi. Ci vuole seguire, desidera entrare nella nostra vita. Condividere con noi il suo progetto di vita. C'era in quell'accampamento un luogo che avevamo predisposto per la preghiera.

In tal modo potevamo avvertire la presenza di Dio. Non una chiesa, come in parrocchia, ma una tenda. Simile a quelle dove tutti dormivamo. Lì si pregava il mattino e la sera, insieme. Poi ognuno poteva trovare un momento personale per stare ai piedi di Gesù come Maria. Era proprio un bel luogo per ritrovare l'essenziale smarrito negli affanni del normale quotidiano.

Quella tenda di Dio bussava alla porta del cuore. Dovevamo portarla con noi. Calarla nella vita. Gesù, infatti, desidera essere al centro di noi stessi. La sua abitazione dovrebbe essere la coscienza di ognuno. Se entra lì tu puoi parlarci sempre. Non c'è più bisogno di andare in un luogo: Egli è con te. Che nessuno ci distolga da questa presenza d'amore. 

venerdì 15 luglio 2016

Sulla roccia



Gen 1,26-28.31a     Sal 127    Mt 7,21.24-29

Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. La coppia ne è l’espressione, l’amore reciproco l’essenza che unisce in una sola carne, come Dio è uno nella sua sostanza. Oggi, cari sposi, siete qui in chiesa perchè riconoscete l’importanza di questa creazione e vi sentite coinvolti. Dio vi ha pensati insieme sin dall’eternità ed il vostro sì esprime il desiderio di collaborare con Lui.

Questo significa costruire qualcosa di solido che duri nel tempo. Come quando si edifica una casa. Oggi ponete le basi per l’edificio del vostro matrimonio. Anzitutto nella volontà di amarvi ed onorarvi per tutta la vita. Cosa difficile al giorno d’oggi. Questo amore per sempre sembra qualcosa di “vecchio” che solamente noi cattolici ci ostiniamo a proporre.

domenica 3 luglio 2016

Insieme

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. (Lc 10, 1)

Da adolescente molte erano le cose che volevo realizzare in parrocchia. Quando il parroco cercava di rimodellare quello che proponevo mi sentivo mortificato. E non facevo più nulla. Come quella vigilia di Natale quando scrissi la preghiera dei fedeli. All'ultimo momento pretendevo di leggerla durante la celebrazione. Giustamente mi dissero che era già pronta, tuttavia potevo aggiungere un'intenzione. Deluso, non lo feci.

E pensare che adesso sono io quello che deve moderare tante proposte. Già. Sono belle le iniziative personali. Ma devono essere a servizio della comunità. Lì tutto nasce dal confronto. Che è la cosa più difficile. Ecco perchè lo spirito comunitario va maturato in un cammino di chiesa. Spesso dimentichiamo che il battesimo inserisce in una seconda famiglia con cui crescere.

Proprio per questo Gesù manda i suoi discepoli a due a due. Sia per vivere lo spirito fraterno, sia per testimoniare una fede donata da una comunità. Allora quello che conta non è tanto il protagonismo, ma lo spirito del servizio per il bene di tutti. Questo è molto impegnativo. Bisogna avere il coraggio di mettersi sempre in discussione e di andare lì dove il Signore manda.

E' la chiesa che in nome di Cristo invia come operai per raccogliere la messe. Rendendo così viva la scelta battesimale. Essa è appunto confermata da persone che rendono presente la premura paterna e materna di Dio. Quello che ricevo lo trasmetto come testimonianza. E' un cammino da fare sempre in sintonia con quanto Gesù ci trasmette nel vangelo.