domenica 22 maggio 2016

Fortezza

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future (Gv 16, 13).

Mantieniti forte! E' un augurio che spesso ricevo. Forse più riferito alla salute fisica. Io lo estendo alla fortezza interiore. E penso a quelle costruzioni che si edificavano nel medioevo. Grandi castelli inespugnabili. Punti alti, grosse mura, ponti levatoi. Era difficile conquistarli. Tanto meno distruggerli. Ancora oggi, infatti, ne ammiriamo i resti.

Hanno il loro fascino. D'altronde uno dei titoli mariani che mi incuriosisce è, appunto, turris eburnea, torre d'avorio. Maria trova la sua forza abbandonandosi allo Spirito. Proprio come indica il salmista: nel Signore è la mia forza. Egli è anche la roccia sulla quale costruire la casa. Così la nostra vita può essere altrettanto una torre forte ed inespugnabile.

Soprattutto quando tutto va a rotoli. Mi lamento di continuo di non avere tempo. Il Signore ti dà il tempo, mi disse una vecchietta. Eh sì, quante occasioni mi concede. Forse ragiono troppo secondo i criteri degli architetti medioevali. Tutto deve essere perfetto. Per Dio questo significa essere inespugnabili? Mi chiedo. E devo rivedere tutta la mia pastorale.

A partire dal mistero trinitario. Dio è inespugnabile non per la potenza che annienta, ma per l'amore che dona. Lì dove egli appare perdente è testimone di amore vero, quello che non bada a nulla, se non alla pura effusione, senza riserve. E' questo amore che dona continuamente a noi che siamo arroccati nelle nostre certezze. 

martedì 17 maggio 2016

Soffio di vita


Lo Spirito Santo è soffio di vita. E' quel vento impetuoso e gagliardo che abbatte paure ed egoismo. E' quella brezza leggera che sussurra sicurezza al cuore riconciliato. E' quella apertura alla vita che fa emozionare per il germoglio di cose belle. Pur tra sassi e spine c'è quel piccolo fiore che Egli sempre ci indica. In noi, nella nostra vita, nel mondo che ci circonda. 

domenica 15 maggio 2016

Musicoterapia

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Quando guido la macchina devo ascoltare musica piacevole. Altrimenti divento nervoso. In tal modo mi invade energia positiva che libera la mente. E penso a cose belle, ricordi, persone che arricchiscono la mia interiorità. La musica giusta è un toccasana per la mia emotività. E' lo stesso quando scrivo, dipingo o solamente in un momento di pausa.

La musica come terapia. Direi di sì. Capisco perchè è usata in alcuni percorsi di guarigione. Essa facilita il venir fuori della parte migliore di noi stessi. Con essa il recupero del positivo che caratterizza il passato. Capita, appunto, di vedere tutto nero perchè il pessimismo ha preso il sopravvento. Con esso tante emozioni che sono rimaste dentro e devono uscire, se no esplodono.

E' semplice parlare del più e del meno, ma quello che abbiamo dentro è difficile da decifrare e da condividere. Molti sono i blocchi, perlopiù dovuti ad incomprensioni o giudizi affrettati che hanno smorzato la stima di noi stessi. La musica può essere un primo passo per il recupero. Abbraccia la fantasia, facilita la riconciliazione con noi stessi, apre a nuove esperienze.

Simile ad un volo pindarico. Con l'obiettivo di smorzare quella tensione che rende opache le reazioni emotive. Spesso dimentichiamo di avere un vissuto emotivo. Tuttavia c'è. Ed ha bisogno di essere capito ed integrato con noi stessi. Non è lo stesso per lo Spirito Santo? Per molto tempo messo da parte, dimenticato, tuttavia è determinante per la nostra fede. E' proprio quella musica dell'anima che eleva al respiro di Dio.

giovedì 12 maggio 2016

Tramonto marino


Acrilico su tela 30x40 - anno 2012.  Come pennelli le dita, come foto la mia fantasia.


martedì 10 maggio 2016

Mentalità nuova



Gesù raggiunge la sua pienezza con l'ascensione al cielo. Torna da dove è disceso con la nostra umanità. Potremmo dire che è una persona realizzata perché ha donato tutto se stesso per la nostra salvezza. Per questo è per noi un modello ed una meta. E' un esempio da seguire nel suo donarsi gratuitamente. E' la meta del nostro pellegrinare terreno, dove di giorno in giorno siamo chiamati dallo Spirito a rinnovarci. Cambiare mentalità è fondamentale per amare come Dio ama.

domenica 8 maggio 2016

Convenevoli

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio (Lc 24, 53).

Quando si partecipa a dei convegni che durano diversi giorni all'inizio si cerca di fare conoscenza. Soprattuto quando riguarda l'oratorio o attività per ragazzi. Agevolano molto i giochi di conoscenza, dove in qualche, modo ti presenti. Sono convenevoli che aiutano a rompere il ghiaccio per entrare meglio nelle giornate che susseguono.

Se si instaura un buon clima le giornate divengono più dinamiche e fruttuose. Alla fine non rimane solo teoria. E magari torni a casa con qualche contatto in più. Inoltre i convenevoli sono utilissimi anche in parrocchia quando inizi nuove attività. E' importante anzitutto creare un buon clima. E' l'inizio per dei rapporti più profondi e maturi.

Nel vangelo di oggi Gesù dice di annunciare il perdono. Che è prima di tutto il viverlo nelle nostre comunità. Penso proprio a questi convenevoli. Potrebbero sembrare scontati o banali. Tuttavia accogliere il perdono è vivere tra di noi la gratuità del dono. Dio propone sempre la sua strada per la felicità. Spesso però non siamo felici perchè non ci sentiamo accolti.

Viviamo così con freddezza la celebrazioni. Non di rado si arriva alla messa cinque minuti dopo il saluto iniziale e non si vede l'ora di andare via. Presi da tante cose si perde l'essenziale, con una coscienza tranquillizzata dall'obbligo assolto. Quanti convenevoli occorrerebbero per rendere vivi i nostri riti! Vedo Gesù che ancora una volta ci invita ad uscire da Gerusalemme per andare verso Betania.

venerdì 6 maggio 2016

Un seme


La verità di noi stessi è nel nostro cuore. Nessuno può darcela. Possono solamente aiutarci a trovarla. Come un seme per sua natura germoglia, cresce e diviene pianta così per la nostra umanità. Qui il compito dello Spirito. Egli può aiutarci a trovare la verità in noi stessi per farci divenire quello che siamo: figli amati da Dio.

domenica 1 maggio 2016

Una colata di lava

Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Gv 14, 25).

E' bello ammirare una colata lavica. Soprattutto per i colori rosso-arancio che assume la terra incandescente; Un bello spettacolo della natura. Altrettanto il cielo pumbleo e rosseggiante. Eppure enormi sono i danni che può causare, distruggendo campi ed abitazioni. Tutto ciò che è bello ha sempre un risvolto di sofferenza.

Si cresce proprio immergendosi in questo dinamismo. Diverse volte delle persone si sono arrabbiate con me. E, come un vulcano in eruzione, me ne hanno dette di tutti i colori. Persino il volto era infuocato come la lava. Dalle orecchie quasi potevi vedere il fumo. Ci sono rimasto male per le parole udite.

Devo dire però che, a distanza di tempo, quelle "eruzioni" mi hanno insegnato qualcosa. Evvero che la lava devasta, ma quando si raffredda può divenire un terreno fertilissimo. Ed è così. Il tempo permette di sedimentare e vedere il positivo. Il distruttivo ti aiuta ad eliminare l'inutile ed affinare il solido. In questo vedo l'azione del Consolatore.

Il grande comandamento dell'amore irrompe con la sua novità come una colata di lava. E' distruttivo perché travolge le logiche di difesa dell'amor proprio. E' fertile perché rende vivo il cuore, disponendolo all'accoglienza. Tuttavia questo avviene con la presenza del Paraclito. Senza di Lui non c'è quella forza interiore che fa rimanere nell'Amore.