domenica 31 gennaio 2016

E' mio!

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. (Lc 4, 30)

Quando si è piccoli ogni cosa è tua. Ricordo che quando qualcuno si avvicinava ad un mio giocattolo subito dicevo è mio! Difficilmente lo condividevo. Poi crescendo le cose sono cambiate. Anzi mi faceva piacere che gli altri giocassero con me e con quello che avevo. E' che quando si è fanciulli tutto è tuo. Me lo ricordo sempre quando chiedo in prestito, per scherzo, a dei bambini un loro giocattolo. La risposta è sempre la stessa: è mio!

A volte questo fare infantile lo trasciniamo nell'età adulta. Rischiamo di avere un rapporto possessivo con le cose, le persone e persino con Dio. Atteggiamenti che rispecchiamo una mentalità chiusa e poco elastica. Un modo di pensare che rischia di buttare dal precipizio Gesù, come volevano fare i suoi compaesani. Soprattutto quando non corrisponde alle mie attese, a ciò che è mio. Evvero, il vangelo è duro di per sé. Ma spesso non vogliamo proprio conoscerlo.

Perché siamo prevenuti. E desideriamo ascoltare nelle nostre assemblee liturgiche ciò che conferma i nostri modi di fare. Ciò che va ad arricchire le comode poltrone su cui si è adagiati. Ciò che va a confermare il "si è fatto sempre così". Ciò che consola la futile morale del precetto. Tutto a posto. Che cosa vuole questo Gesù? Perché non mi lascia in pace? Il mio mi basta. Ah da quanti precipizi il Cristo rischia di cadere! Ma Egli non si arrende. Continua a cadere con noi per rialzarci e donarci la carità.

martedì 26 gennaio 2016

Un amore da accogliere


Gesù realizza la profezia di Isaia. Egli ci libera dalle catene del nostro egoismo. Ci solleva da pesanti pesi che schiacciano. Ci dona l'amore gratuito di Dio. Lo Spirito ci introduce in questo mistero. Egli brucia quel'insensata idea di un Dio giustiziere che premia i buoni per distruggere i cattivi. Quel senso di colpa che spesso ci rende indegni. Quelle spine di affanni mondani che appesantiscono il cuore. Sì, Cristo può liberarci facendoci sperimentare la bellezza di un amore che nulla pretende se non di essere accolto. 

domenica 24 gennaio 2016

Quanto ti danno?

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Lc 4, 15-20

Quando lavoravo del tempo libero lo dedicavo al volontariato. Visitavo molte persone malate. A volte per soccorrerle, altre volte per un po' di compagnia o per fargli la spesa. Un giorno una signora mi disse: quanto ti danno? Niente, le dissi. Nessuno fa niente per niente, rispose incredula.

Puoi spiegare tante cose; fare calcoli, congetture, prospettive. Ma come si fa a dimostrare la gratuità? Eppure è bello donare qualcosa senza pretendere nulla. Un po' del tuo tempo messo a disposizione degli altri può essere veramente una grande ricchezza umana.

Non c'è proprio nulla da dimostrare ma tutto da vivere. E' uno stile. Lo stesso che usa Dio. Anzi Lui è solo questo: amore gratuito. E' la grazia che ci fa tramite Cristo. Non c'è nulla da comprare o meritare. Neanche con preghiere o penitenze. E' un dono da accogliere ed incarnare nella propria storia.

mercoledì 20 gennaio 2016

Il battesimo di Gesù


Il battesimo di Gesù al Giordano preannuncia il suo vero battesimo: l'immersione nel sepolcro per uscirne vittorioso. Di questo mistero siamo partecipi ogni volta che assorbiamo l'acqua viva dello Spirito. Essa fa crescere in noi la vita divina che è Amore. Ciò che dura per sempre. Così l'annuncio del vangelo diviene testimonianza del grande amore che Dio ha per ognuno di noi. Egli che in Cristo elimina ogni distanza con l'umanità facendosi in tutto simile a noi, tranne nel peccato.

lunedì 18 gennaio 2016

La chiesa



La chiesa è la sposa di Cristo. Quest'alleanza nuziale si festeggia con il vino della gioia. Proprio Gesù può donarcelo nel banchetto Eucaristico. Lì tutto ciò che sa di muffa è trasformato in vita nuova nella forza dello Spirito. Così come il cuore di Dio viene a noi così il nostro è rinnovato nell'incontro con suo Figlio. Sarà gioiosa allora anche la nostra testimonianza per il bene di tutta la chiesa, di cui siamo parte. 

domenica 3 gennaio 2016

Una tela

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Gv 1, 13-14

La tela rimane sul cavalletto a lungo prima di essere dipinta. Fai degli schizzi, cominci a mettere i colori. E dopo averla osservata per diverso tempo il dipinto è fatto. Lo vedi, lo rivedi ed entri in un mondo sempre nuovo che non è più tuo. E' una piccola finestra sull'universo. Faccio spesso di queste esperienze. A volte mi mortifico quando un'opera non si realizza. Credo di perdere tempo. Mi convinco che non riuscirà mai.

Alla fine non è così. Il tempo matura l'ispirazione e non vuole fretta. L'efficientismo è una grande tentazione. Se non produci ti fa sembrare un nulla. In questi giorni ho pensato spesso all'infanzia di Gesù. Che cosa ha fatto nei suoi primi trent'anni? Poche notizie riempite da una fantasia miracolosa che lo rende lontano. La Sapienza ha preso tutto il suo tempo per realizzare il suo disegno. Ha rispettato ritmi e tempi propri di ogni uomo.

Dio non vuole che perdiamo tempo, mi diceva qualcuno. Evvero. Però credo che ci dia tutto il tempo per realizzare quello che siamo. Per Lui sono cosa buona tutti gli sbagli che ci portano all'essenziale. Il cosiddetto tempo perso per cose inutili. Lavoro, studio, obiettivi. Giusto. Ma sono altrettanto utili il silenzio, le lunghe passeggiate, lo stare seduti a fissare il cielo.