sabato 31 ottobre 2015

Sabato della XXX settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

Apparenza


Rm 11,1-2.11-12.25-29; Sal.93; Lc 14, 1.7-11
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Ambire ai primi posti è un piacere molto ricercato per chi ama l’apparenza e l’onore riconosciuto. Molti lo pretendono e lo ottengono. Ma quando non sono più nessuno perdono il privilegio.

Il Signore, al contrario, ci invita a essere umili e a non ricercare onori e ricchezze. Se ci affidiamo a Lui, Egli ci ricompenserà e ci esalterà al tempo opportuno. Non per formalismo o apparenza, ma per rispetto della nostra dignità.

Affidarsi a Dio ricompensa. Ma non subito. Anzi, sembra di essere esclusi dalla logica mondana e, spesso, bisogna subire l’ingiustizia. Una parola “grande” con la quale occorre lottare con la pazienza e la perseveranza. Soprattutto con la fede in Dio.

venerdì 30 ottobre 2015

giovedì 29 ottobre 2015

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Chi ci separerà?


 Rm 8, 31-39; Sal.108; Lc 13, 31-35


A piena voce ringrazierò il Signore,
in mezzo alla folla canterò la sua lode,
perché si è messo alla destra del misero
per salvarlo da quelli che lo condannano

 Sal.108


Questo versetto del salmo 108 mi aiuta ad entrare nelle letture di oggi. Si parla della premura che Dio ha per noi e del modo col quale la mostra: la condivisione.

Egli divide con noi la condizione umana, anche nella realtà più terribile della sofferenza e della morte. Gerusalemme indica, appunto, il luogo del martirio dove Gesù, e tanti profeti prima di Lui, ha offerto la sua vita al Padre per la nostra salvezza.

mercoledì 28 ottobre 2015

Il mare mi piace


Caro diario,
                   ormai l'estate è finita da un po'. Nostalgico, tra giornate corte ed uggiose, affermo che tra le tante cose che preferisco c'è il mare. Mi piace la spiaggia, il profumo di salsedine, il sole, tuffarmi nell'acqua salata. Soprattutto amo osservare il mare, con i suoi colori, nella varie ore della giornata.

Al mattino, quando ancora non c'è nessuno, mi culla quella bruma piacevole con colori da favola. La tranquillità si sposa bene con questo panorama. Se il mare è calmo tutto vi si specchia, in particolare il cielo terso e rosaceo del sole che appena spunta.

martedì 27 ottobre 2015

Martedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

LA SPERANZA


Rm 8,18-25   Sal 125   Lc 13,18-21
 Il granello crebbe e divenne un albero

L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio (Rm 8, 19).

Attendiamo cieli nuovi e patria nuova dove sarà piena la gioia di essere figli dell’unico Padre. Questa è la speranza. Soprattutto in questo periodo in cui ci avviciniamo alla ricorrenza dei defunti.

Come quando si attende il momento di ricevere un regalo. Non si vede l’ora, si sta in ansia, soprattutto i bambini, sapendo di ricevere qualcosa di importante che esprime l’amore dei genitori o di una persona umana. L’attesa è veramente utile per scoprire la bellezza dei rapporti umani!

lunedì 26 ottobre 2015

Lungo la strada


Lungo la strada possiamo smarrirci o fermarci per chiedere aiuto. Diverse sono le persone che possono aiutarci. Anche Gesù' e' disposto a farlo. Può rimetterci in piedi sollevandoci dalle nostre cecità'. Ci farà' ritornare sulla strada smarrita che e' quella del perdono e della riconciliazione per farci camminare spediti verso l'incontro con Dio, nostro padre.

domenica 25 ottobre 2015

Il positivo

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!» (Mc 10, 51).


Apriamo gli occhi! Così mi dice sempre un amico a mo’ di saluto. Come a dire: tante belle cose. Un augurio scherzoso a saper ben guardare per cogliere il positivo. Soprattutto nel mio cuore. Poi nella mia vita. Utilissimo per me che spesso scruto solamente i miei lati oscuri, quelli che mi bloccano. Che mi buttano ai margini della strada per chiedere l'elemosina di qualche contentino.

Credici! E' quello che mi ripeto spesso. D'altronde è la chiave di svolta per seguire la Luce. Le cadute, i lati negativi, le brutte figure sono utili per tendere la mano a chi ti può sollevare. A chi ti sprona per toglierti il vecchio mantello di una vita mediocre. Quella che è mortificata da false attese o da obiettivi talmente alti da essere irraggiungibili.

Potrei all'improvviso cantare come Bocelli o scrivere come Umberto Eco? Assolutamente no. Tuttavia nel mio piccolo posso fare molto. Anche solo donare un sorriso. Ed è bello saperlo scorgere. O vedere le persone che ti sostengono, che ti sono amiche dandoti quel taglio quotidiano del tuo vivere che fa "qualità". Sì, vorrei sempre poter aprire gli occhi come Bartimeo ed osservare quel lato della medaglia che sa di vita piena e vissuta.

sabato 24 ottobre 2015

Sabato della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Fico sterile


Rm 8, 1-11; Sal.23; Lc 13, 1-9
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo

Il vangelo odierno ci ricorda che il Signore è paziente e misericordioso. Egli aspetta che il peccatore ritorni a lui per donargli la vita. Come il fico che non porta frutti da tre anni e che il contadino è ancora disposto a concimare nella speranza che porti frutti.

Così Dio fa con noi. Ci dona continuamente lo Spirito affinché la nostra parte carnale possa trasformarsi in spirituale e portare frutti di vita eterna. Quello spesso Spirito che ha risuscitato Gesù dai morti, dà vita alla nostra carne mortale.

Così di giorno in giorno ci rinnoviamo e cresciamo nell'amore in attesa della resurrezione finale, quando i corpi di tutti gli uomini torneranno a vivere per sempre al cospetto di Dio. Nel frattempo lo Spirito ci dà la forza per compiere il bene che desideriamo e per allontanarci dall'egoismo.

giovedì 22 ottobre 2015

Dio della pace

COLLETTA

Dio della pace e del perdono,
tu ci hai dato in Cristo il sommo sacerdote
che è entrato nel santuario dei cieli
in forza dell'unico sacrificio di espiazione;
concedi a tutti noi
di trovare grazia davanti a te,
perché possiamo condividere fino in fondo
il calice della tua volontà
e partecipare pienamente
alla morte redentrice del tuo Figlio.


Una preghiera veramente intensa. Ci precipita nel mistero di Cristo. Mi rievoca i suoi ultimi momenti nell'orto degli ulivi. Suda sangue per accettare la volontà del Padre. Tuttavia va fino in fondo. Sceglie l’obbedienza ed in cambio redime il mondo.
Un forte richiamo per noi che fatichiamo ad ascoltare. Presi da tante cose non dialoghiamo più con noi stessi. Corriamo il rischio di inseguire i capricci di tante persone. Dimentichiamo il disegno di Dio, se lo abbiamo conosciuto.

Che il Signore ci conceda di riscoprirlo giorno dopo giorno per ritrovare quella pace di cui tanto necessitiamo. In modo da poter lodare in tutto quell'amore eterno che diventa sempre il nostro prossimo, ma non vediamo.

mercoledì 21 ottobre 2015

Il dire



Una semplice notte non basta per dire.
Un'eternità è troppo fluire.
La chiara luce un momento scontato.
Un balbettio un lento sminuire.
Forse l'atavico silenzio
è quel sublime messaggio.
Un immediato dire
che sa di sfuggire.

martedì 20 ottobre 2015

Grandi



Per essere grandi nel regno di Dio bisogna desiderare gli ultimi posti ed imparare cosi' ad essere servi. Ultimi degli ultimi. Seguendo l'esempio del Maestro che guariva i malati, mondava i lebbrosi, incontrava ogni malato per risollevarlo. La nostra missione e' proprio mostrare nel servizio umile il volto misericordioso del Padre. Che lo Spirito ci guidi sempre in questa strada.

lunedì 19 ottobre 2015

Lunedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

La vera ricchezza

Rm 4, 20-25; Sal.da Lc 1; Lc 12, 13-21

La vera ricchezza non è accumulare tesori su questa terra ma procurarsi dei meriti per il regno dei cieli. Essi durano per sempre. I tesori, invece, finiscono. Conviene allora affannarci per fare opere buone e non per accumulare ricchezze, come Gesù indica nella parabola di oggi. 

Un uomo fa un grande raccolto e costruisce nuovi depositi, così se ne starà a divertirsi per i prossimi anni, sfruttando quella ricchezza. Ma se nel frattempo morirà oppure il raccolto andrà in rovina, a cosa sarà servito tutto quell'accumulo? Questa la riflessione che il Signore propone.

È meglio non affannarsi troppo per il futuro. Primo perché c’è la provvidenza che non fa mancare niente a nessuno. Secondo perché è bene che l’uomo costruisca la propria spiritualità con l’esercizio delle virtù. Così si proverà la vera soddisfazione del dare, che è più del ricevere, e si sperimenterà la comunione con Dio e con tutti i fratelli.

domenica 18 ottobre 2015

Scegliere


Gesù disse loro: "Voi non sapete quello che chiedete" (Mc 10, 37) 

O io o lei! Chi scegliere? Capita che, subdolamente o in modo esplicito, ti chiedano di fare una scelta. O te la mettono sulle labbra. Fin quando si tratta di cose, è semplice. Ma quando sono in gioco delle persone non si può fare. Ti accorgi che ti pongono delle condizioni su delle scelte che già hanno fatto. Tu le devi confermare. E che ne è della tua libertà e della dignità della posta in gioco?

Ma fatele voi le vostre scelte di comodo! Perché coinvolgere gli altri, soprattutto chi ha un autorevole ruolo? Così capitò quando due signore litigarono in chiesa per chi doveva occupare uno scanno piuttosto che un altro. Quello è stato sempre il mio posto, diceva una. E adesso ci sono io, affermava l'altra. A chi rivolgersi se non al parroco.

Io ero un semplice seminarista. Fui coinvolto comunque. Vieni ci devi essere pure tu, devi ascoltare quello che ho da dire! Mi misi le mani nei capelli al sentire quell'assurda richiesta: o io o lei! Cosa vuol dire essere parroco? Mi chiedevo. Essere supremo giudice in banali giochi di ruolo? Il sacerdote cui rivolsi questa domanda mi rispose così:

Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». 

sabato 17 ottobre 2015

Tre torri


Acrilico su tela 50x60, anno 2015. Tre torri si ispira al paesaggio di Castelfranci (Av). Richiama tre simboli: santuario come luogo di rifugio; orologio nello scandire del tempo; antico mulino ad acqua, lavoro ed energia della natura.

venerdì 16 ottobre 2015

Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

Lievito in fermento
   
 Rm 4, 1-8; Sal 31; Lc 12, 1-7
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati

Ciò che conta per Dio non sono tanto le opere ma il modo con il quale le si fa. Se le facciamo per metterci in mostra non servono se non al nostro orgoglio. Se operiamo nel silenzio, invece, allora siamo umili servi della vigna del Signore. Non puntiamo alla nostra gloria ed al nostro merito, ma a quello di Dio che salva.

giovedì 15 ottobre 2015

Gli ultimi


Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro. 

Mc 10, 16


Gli ultimi saranno i primi nel regno di dio. Con questa consapevolezza accogliamo l’invito di Dio ad essere come bambini. Anche loro spesso non presi in considerazione ma docili all'ascolto. Ci insegnano ad accogliere senza differenze ed a perdonare senza rancori. Soprattutto a mettere Dio al primo posto come Padre buono.


mercoledì 14 ottobre 2015

Paesaggi da incanto



Caro diario,
                         
                       le bellezze della natura sono veramente tante. E belle. Le ho accanto a me e non me ne rendo conto. Vado sempre in cerca di chissà quali paesaggi da ammirare quando ce li ho sotto casa! Me ne sono accorto girando per le strade della mia verde Irpinia. Ho deciso ad un certo punto di lasciare la nuova strada a scorrimento veloce per percorrere la vecchia nazionale, piena di curve. Ne è valsa la pena.

martedì 13 ottobre 2015

Martedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

L'elemosina del cuore


Rm 1,16-25   Sal 18   Lc 11,37-41
 Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro

I convenevoli sono utili se funzionali al loro scopo di servizio alla dignità dell'uomo. Quando prendono il primo posto e tendono a discriminare non servono a nulla, se non a renderci schiavi delle nostre convinzioni. In tal modo diventano barriere dove si trincea la verità profonda del nostro cuore. Esso è fatto per amare.

Questa sua natura rischia di essere bruciata da un'ostentata ipocrisia, che tutto riduce ad atteggiamenti esteriori. Per sentirsi in regola e giusti, è più facile fare delle cose, osservare tradizioni e precetti. E questo arroga anche il diritto di giudicare chi non è "in regola". 

Gesù ci invita a guardarci dentro. Questa è la strada che Lui ha seguito nel donare tutto se stesso per la nostra salvezza. Ecco perché addita come purezza non riti esteriori ma l'elemosina del cuore: fare tutto con amorevole passione, non per doveri trasmessi sradicati dalla vera radice di noi stessi.

lunedì 12 ottobre 2015

Il pellegrino


Il pellegrino e' in viaggio senza sicurezze che gli fanno zavorra. E' libero di andare. Segno di un cuore leggero che segue il soffio dello Spirito. Dovremmo anche noi farci pellegrini per cercare l'Essenziale e metterlo al primo posto. Una sapienza che e' ricchezza intramontabile: dà sapore alla vita e la riempie di persone amate.

domenica 11 ottobre 2015

Cambiare

Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!
Mc 10, 26


Quando vado a mare, mi piace galleggiare come un morto. Mi lascio trasportare dalla corrente del mare cercando di scollegare la mente dal timore di affondare. Le piccole onde, così, mi accarezzano accompagnandomi a riva. E' la stessa esperienza che di solito faccio con la Parola. Se mi abbandono, la sua forza mi trascina, facendomi approdare in porti sicuri.

In fondo questa è la salvezza: una continua liberazione da forze che rischiano di farti affondare. Il porto è, senza dubbio, quel regno di apertura all'altro, che ami come Dio ama. E' chiaro che in questo è lo Spirito che deve trasformare, purificandole, le nostre pie intenzioni, spesso intrise di eccessivo intimismo e false attese.

Così il ricco di questa domenica è proprio emblema di chi sa già tutto e fa le cose in regola, ma senza pathos. Non si è liberi se non ci si lascia coinvolgere in nuove esperienze di amore. Chi dice di essere senza peccato è un bugiardo, afferma Giovanni in una delle sue lettere. Forse il nostro primo atto responsabile è proprio il riconoscersi peccatori. 

Si ho fatto tutto quello che dovevo, ho assolto ogni precetto ma dov'è quella mano che prende e trascina in esperienze imprevedibili? Nell'ascolto della Parola, nella celebrazione eucaristica ci deve essere sempre e mi deve cambiare. Quanto è difficile rivedere la propria vita ed orientarla in Dio! Certo un po' di paura riaffiora nel mio animo, ma se nulla è impossibile a Dio, è alla sua misericordia che continuo ad offrire tutto me stesso. 

sabato 10 ottobre 2015

Campanile



Acrilico su tela 15x30. Anno 2009. Con la sua maestosità, questo campanile, che è in Castelfranci (Av), mi ha sempre preso. Sin da piccolo l’ho osservato fin quando ho cercato di catturarlo. Ma non si può! Tuttavia sono orgoglioso di averlo interpretato visto che fa parte della mia storia. Per non parlare di quelle campane che suonano a festa. Riecheggiano momenti veramente indimenticabili che forse, senza il loro atavico tintinnio, non ricorderei. E come sono attuali!

venerdì 9 ottobre 2015

Dio ascolta


COLLETTA

O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
al di là di ogni desiderio e di ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.

I desideri Dio li conosce da sempre. Li porta a compimento con la forza del perdono, al fine di ritornare alle origini del suo disegno per noi: il paradiso. Quel luogo originario ed immacolato è oggi una meta.

giovedì 8 ottobre 2015

In frantumi




Mi vedo frantumano.
Mille pezzi da raccogliere.
Mille parti di un unico riflesso.

mercoledì 7 ottobre 2015

La coppia


Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie,
 e i due saranno un’unica carne.

Gn 2, 23-24

Lcreazione, un grande mistero. E’ un fascino enorme analizzare il racconto della Genesi. Un linguaggio mitico che annuncia una grande bellezza: l’uomo e la donna. La coppia vince la solitudine di chi ha tutto e forse niente.

martedì 6 ottobre 2015

Il cuore



Un cuore di carne. Questo ci serve per superare la sclerocardia di gesti stereotipati. Dovremmo chiederlo spesso allo Spirito proprio per scorgere il disegno di Dio. La Parola ci aiuta ad andare alle origini e trovare la "casa" del nostro cuore. In esso quell'amore vero che e' arricchente relazione.


lunedì 5 ottobre 2015

Lunedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Compassione

Gio 1, 1 – 2, 1. 11; Da Gio; Lc 10, 25-37
Chi è il mio prossimo?

Non basta conoscere a memoria tutta la legge di Dio. Occorre metterla in pratica amando il prossimo come noi stessi. Non c’è legge più grande. Per ricordarcelo Gesù narra la parabola del buon samaritano. Egli ha compassione dell’uomo incappato nei briganti. Lo soccorre e lo porta in albergo, a sue spese, per farlo curare. 

domenica 4 ottobre 2015

Sorgente

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall'inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Mc 10, 3-10

Ogni tanto andare alle origini della nostra chiamata aiuta. Soprattutto quando ci sentiamo smarriti e confusi è bello rivedere la sorgente della nostra vita. Quando si è aridi ritornare alla fonte è prezioso. Ti accorgi allora di quell'Amore che è da sempre e che guida la tua vita. Tutto assume colori diversi, simili a quelli del primo incontro con la persona che ami.

Il cuore rischia proprio di indurirsi, risucchiato da logiche mondane. Da indifferenze quotidiane che diventano abitudine. Solamente la Parola può guidarci alla sorgente. Lì ci scopriamo amati e capaci di amare. Di relazionarci in modo nuovo e più autentico. Senza pretese e con la mano tesa, le giornate si arricchiscono e ritroviamo noi stessi.

Quell'io smarrito si rianima. E al termine della giornata ti senti pieno. Pur stanco per la fatica, dentro di te la sorgente è viva e ti disseta con quella gioia che è preludio di un giorno migliore. Un cuore di carne, meno duro. Questo chiedere continuamente a Dio nel dialogante afflato che ci spinge verso di Lui. Egli allora ci farà vedere il suo Paradiso, che può essere già oggi su questa terra.

venerdì 2 ottobre 2015

Un flusso di danza



A volte mi fermo vicino a flussi di acqua. Ne assaporo il gorgoglio. Chiudo gli occhi e respiro l’aria umida. Sento che entra qualcosa dentro di me. Una freschezza che rianima, quasi incoraggia. Gusto ogni attimo.

Quella sorgente la avverto nel mio animo. Fluisce tranquilla nella quiete del ristoro. Le immagini che si susseguono sono momenti di pace. Anzitutto vissuto in relazioni di amicizia conquistata e vissuta.

Già, sono solo in questo immaginario, ma è come se non lo fossi. Quella freschezza che mi invade, non è solamente la natura; è il mio vissuto sussurrante. Esso accarezza il mio stato emotivo, me lo fa sentire in tutta la sua evoluzione.

giovedì 1 ottobre 2015

Luce



La croce può essere per noi uno scandalo se non ci convertiamo al vangelo dell'amore di Dio. E saremo noi scandalo per gli altri se non accogliamo il messia sofferente e glorioso. Ecco perché siamo invitati dallo stesso Cristo a vedere bene il nostro cuore. Tutti i nostri desideri più profondi hanno bisogno di essere purificati e potati dalle cose inutili che disorientano. Che lo Spirito sia la nostra guida nel nostro cammino di crescita interiore per permettere alla luce di Cristo di splendere pienamente in noi e nelle nostre comunità. Solo così saremo quella luce che risplende in alto per essere vista da tutti: è la luce del Risorto.