mercoledì 30 settembre 2015

Freddo

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Acrilico su tela 35x45, anno 2009. Colori su tonalità fredda, questo paesaggio risulta distante. Lo commento dopo diversi anni quasi non fosse mio. Mi trasmette la stagione invernale, anche se è tutto il verde dell’estate. E' uno dei miei primi lavori.



martedì 29 settembre 2015

SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

Arcangeli


Dn 7,9-10.13-14; Sal 137; Gv 1, 47-51
 Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo

Di solito raffiguriamo gli angeli come delle persone giovani, o bambini, con delle ali. In realtà essi sono degli esseri spirituali che la bibbia presenta come messaggeri di Dio. In particolare i tre arcangeli sono proposti in base alla loro missione. San Michele ha il compito di indicarci il primato di Dio, combattendo contro satana; San Gabriele annuncia il disegno di Dio sulla nostra vita; San Raffaele è la guida verso il Signore nel pellegrinaggio di questa terra.

lunedì 28 settembre 2015

Lunedì della XXVI settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

               I bambini                                         
  Zc 8, 1-8; Sal.101; Lc 9, 46-50
 Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande

I piccoli sono i primi nel regno dei cieli. Non chi assume sentimenti di vanagloria per farsi superiore agli altri. Questo è il regno. Non c’è nessuna logica di sopraffazione e di rivalità, ma l’unica voglia di sentirsi figli amati dall'unico Padre. Che ci tratta tutti allo stesso modo, senza preferenze.

domenica 27 settembre 2015

Tagliare

Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue». Mc 9, 47-48

Ultimamente coltivo la passione per il giardinaggio. Le piante hanno bisogno di molta cura. Ogni giorno devi seguirne la crescita ed intervenire in vario modo. Come il taglio dei rami secchi. Proprio ieri ho potato due piantine che stavano per seccare e non me ne ero accorto. Ci vuole tanta pazienza. Ma alla fine i risultati sono gratificanti.

Vedo la mia vita interiore simile a queste piante. Se la curo allora fiorisce e porta frutti. Altrimenti si imbruttisce e rischia di seccare, sprecando la grandi opportunità che la vita mi offre. Il fuoco della Geenna, di cui Gesù oggi parla nel vangelo, è appunto un richiamo ad una vita che rischia di bruciarsi. E' gettata nell'immondezzaio. 

Gesù vuole aiutarci a gettare nell'immondezzaio non la nostra vita ma ciò che non ci aiuta a vivere pienamente. Ecco il senso delle immagini forti che usa. Tagliare ciò che non serve è eliminare ciò che viene dagli impulsi dell'egoismo e che si esprime con le nostre membra. Nel cuore è la radice. Ed è lì che la Parola vuole intervenire per fare luce ed indicare la giusta strada per la salvezza.

sabato 26 settembre 2015

I giganti dell'aria


Caro diario,
         
                  ammirando il bel panorama delle mie zone, mi sono accorto che è molto deturpato. Ci sono dei giganti dell'aria che lo rendono innaturale. Sono pale eoliche che negli ultimi anni hanno montato per produrre energia pulita. Sono contento che in questo modo si riduca l'inquinamento, ma sembra, comunque, una violenza al paesaggio.

venerdì 25 settembre 2015

Venerdì della XXV settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

Tempio vivo


Ag 2, 1-10; Sal.42; Lc 9, 18-22

Il tempio del Signore a Gerusalemme era magnifico. Ma spesso perdeva il suo splendore a causa dei peccati degli israeliti, che trascuravano l’orfano e la vedova. La profezia di Aggeo parla di un tempio nuovo e spendente. Mai visto prima. Gli israeliti si devono preparare per accoglierlo.

È il tempio vivente nella persona del Messia, che Dio manda nel mondo per redimerlo mediante la costruzione di un edificio spirituale di cui tutti possono fare parte. Noi ci siamo sin dal giorno del battesimo,  quando siamo diventati pietre vive di un grande edificio spirituale che p la chiesa e che abbraccia tutto il mondo. Ma la pietra deve rimanere sempre viva.

giovedì 24 settembre 2015

Uno zaino


Ecco, lo zaino è pronto:
aspetta di essere riempito.

Tante cose
vorresti riporre 
per partire.

Ma non è un oceano
quel piccolo contenitore.

mercoledì 23 settembre 2015

Sepolcro nuovo




Lamentazioni  3, 17-26  Salmo 129   Gv 19, 38-42

Il corpo di Gesù è riposto in un sepolcro nuovo, ben unto con oli aromatici. Una grande quantità di mirra aloe e cassia. Proprio quegli oli che si portavano agli sposi il giorno delle nozze, a quei tempi. Una sepoltura che per l'evangelista Giovanni è una festa nuziale.

Quelle nozze che Cristo celebra definitivamente con la sua chiesa. Il sepolcro è preludio delle nozze eterne sigillate con la resurrezione a vita eterna. Lì è l'amore ad essere definitivo. Quello che Egli stesso ha donato come stella fulgente. Un astro nelle tenebre del mondo.

martedì 22 settembre 2015

Generazione



Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto
Salmo 77


Dio ci dona tanto. Interviene nella nostra storia. Spesso non ce ne accorgiamo. Vogliamo che sia Lui a risolvere i nostri problemi. I nostri padri ci hanno insegnato, invece, che Dio sostiene e benedice i nostri sforzi, ma non si sostituisce alla nostra responsabilità. Insieme a noi fa la storia e ci aiuta a raccogliere i frutti. Dona speranza quando ne abbiamo bisogno. Nutre con le sue parole quando siamo sfiduciati. Riempie il cuore di cibo eterno. Speriamo di poterlo sempre raccontare ai nostri figli.

lunedì 21 settembre 2015

SAN MATTEO, Apostolo ed Evangelista - Festa

Il pubblicano



Il Signore Gesù rivolge la sua predicazione ai peccatori e tra loro sceglie i suoi collaboratori. Rivoluziona il modo di fare dell’epoca che riconosce nei peccatori persone impure da non frequentare. Inoltre Cristo va verso di loro, non aspetta di essere cercato. Si reca nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei vicoli, nelle case…dappertutto per rintracciare discepoli e collaboratori.

sabato 19 settembre 2015

Sposi

Quando gli sposi celebrano le loro nozze si donano l'un l'altro reciprocamente.  E'quanto Cristo chiede a noi discepoli. Per Lui e per la chiesa, dove siamo  chiamati a vivere questo amore che viene da Dio. Crocifiggiamo dunque il nostro amor proprio per risorgere in questa vita nuova.

domenica 13 settembre 2015

Sofferenza

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà». Mc 8, 34-35
Mc 8, 35


Sono rimasto sbalordito quando una persona ad un convegno mi ha detto di volere abbassare i gradi delle sue lenti per essere più vicina alle sofferenze di Cristo. E' stato anche difficile dirle qualcosa. Quando si è intrisi di quel tipo di spiritualità che ti fa credere che più soffri e più sei vicino a Dio, tutto si riduce ad una serie di mortificazioni, croci procurate per essere sempre sul calvario.

D'altronde per molto tempo pure io ho vissuto così la mia fede, soprattutto in Quaresima. Ma farsi del male no! Che senso ha se Dio vuole il nostro bene? Lo stesso dolore va inserito in questo disegno. E di dolori la vita già ne dà tanti. Quando Gesù dice di prendere la nostra croce si riferisce principalmente alla sofferenza di lasciare da parte i propri interessi per abbandonarsi totalmente a Lui.

In questo caso la croce è il tornaconto. E' necessario crocifiggerlo per mettersi alla sequela del nazareno e lasciarsi guidare nella via dell'amore. Questo è molto più insidioso e difficile di tante mortificazioni esteriori. E' un cammino che richiede attenzione quotidiana. Soprattutto nel vedere se il centro dei nostri interessi è veramente Dio. 


giovedì 10 settembre 2015

Fiducia che cova

Le giornate uggiose ti trascinano nel baratro. Lì vedi buio e depressione. Non hai forza per venire fuori. Ti sembra un pessimismo cosmico. La sensazione è quella. Alzando la mano avverti la forza; attendi che sia più forte, come quei pigri raggi di sole. Ma quando saranno alti un’energia nuova ti prenderà, quella che la fiducia teneva stretta nel tuo cuore.

martedì 8 settembre 2015

Natività della Beata Vergine Maria

Perché sono nato?
Mi 5,1-4   Sal 12   Mt 1,1-16.18-23
Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo

Ci troviamo sulla terra e ci chiediamo: da dove vengo? Perché sono nato? Il caso potrebbe dare una risposta plausibile, ma non sufficiente per noi credenti.  La festa della natività di Maria vergine ci viene in aiuto. Essa ci ricorda, anzitutto, che la Madonna è nata per una scopo ben preciso: portare nel mondo l’autore della vita, Gesù, Figlio di Dio.

Da sempre Dio l’ha pensata per questo. Il verbo eterno si è incarnato nella storia grazie a questa magnifica donna che ha detto di sì al disegno di Dio, permettendo allo Spirito di concepire nel suo grembo. Anche noi veniamo dalla mente di Dio e nasciamo per un suo disegno di amore, al quale ci chiama come collaboratori. Sin dal battesimo siamo solidali con la resurrezione di Cristo, il quale illumina sempre più questo progetto.

C’è una strada di salvezza tracciata per noi. Ogni giorno dobbiamo sceglierla e seguirla con sacrificio. Così come Maria ha accolto il mistero di essere Madre di Dio, lo ha condiviso con Giuseppe ed ha lottato per realizzarlo. Sapendo che il Signore non l’avrebbe abbandonata. La via, infatti, spesso è insidiosa ed oscura. Ma la luce di Cristo è lì a guidarci se con fede la scorgiamo e la seguiamo.

lunedì 7 settembre 2015

Dialogo


Essere in ascolto della Parola ci permette di pronunciare con le labbra belle parole, intrise della sapienza di Dio. Siamo invitati ad aprire le porte del cuore a Cristo. Egli può dare piena luce al nostro cammino ed illuminare la nostra ragione. Cosi nel dialogo troveremo sempre le giuste parole per diffondere concordia e serenità. 

domenica 6 settembre 2015

Fuggire

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
Mc 7, 32-35

La sensazione di fuggire, scappare via in un luogo lontano, spesso ti prende. Vorresti evadere in un mondo ideale dove trovarti a tuo agio. Poi rimetti i piedi a terra e ti accorgi che il Signore ti ha messo nel posto giusto. Quello pensato da Lui. Lì devi giocare la tua vita. E' bello avere lo sguardo proiettato in avanti, ma se è troppo evasivo rischia di farci diventare sordi e muti, come quello che oggi il vangelo propone.

Si rischia di turarsi le orecchie dinanzi alla Parola che vivifica con la forza dello Spirito. Quando ero in seminario avevo nostalgia di casa; a casa nostalgia del seminario. Dovevo ritrovarmi, soprattutto il fine settimana, e resettare quei sentimenti che sviavano dalla dura fatica della crescita. La Parola si incarna nel confronto, nel dialogo con l'aiuto di ci fa da guida.

Proprio la condivisione spirituale ti permette di crescere nella fede. In seminario me l'anno insegnata ed è stato duro mettersi in gioco alla luce della Parola. E' difficile dare qualcosa di tuo. Ma non impossibile. Se apri le orecchie ed il cuore a Cristo prima o poi parlerai. Perché si tratta di un incontro che trasforma la vita e non puoi tacere dinanzi ad un miracolo così grande che solamente Dio può donarti.

venerdì 4 settembre 2015

Chiave




Chiave
che spalanca;
brivido
che scatena quiete;
onda
che si placa.
Così quella pace che vorrei.

giovedì 3 settembre 2015

La pace


Le parole del vangelo sono dure tuttavia le uniche che danno gioia al cuore. L'unica cosa che dovremmo cercare e' la pace del cuore. Solo Cristo la può' donare. L'Eucaristia e' offrire a Lui il cuore per farlo riempire di eternità'. La quale nel tempo si incarna nella continua donazione di Gesù' per noi e per il mondo intero. Cosi' possiamo gustare e vedere come e' buono il Signore. 

mercoledì 2 settembre 2015

Mercoledì della XXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Riconciliati


1Cor 3,1-9   Sal 32   Lc 4,38-44
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato


L’autorità di Cristo comanda anche il male fisico. Egli è più grande della malattia e della sofferenza. E’ venuto sulla terra per liberarcene. Tutto questo avviene per riportare l’uomo alla sua vocazione primaria: lodare, servire e riverire il Signore.

La suocera di Pietro, infatti, dopo la guarigione dalla febbre, si mette subito a servire i presenti. Ritorna quello che era. Non c’è più nessun ostacolo che glielo impedisce. Ha ritrovato la sua armonia e con essa il genuino rapporto con Dio.

La missione di Gesù è appunto quella di riconciliare l’umanità con Dio. Riportarla a Lui. Ciò che il male, nelle sue varie forme, vuole impedire. Tutto è di Dio, ci ricorda Paolo nella prima lettura. Noi siamo suoi collaboratori nell'edificare il regno. Ma chi lo porta a compimento è Lui. Noi umili servi che ci abbandoniamo alla sua volontà ed in Lui confidiamo. 


L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo (Salmo 32).

martedì 1 settembre 2015

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)



La via del bene


Dt 4,1-2.6-8   Sal 14   Giac 1,17-18.21-22.27   Mc 7,1-8.14-15.21-23

Chi resta saldo e puro dinanzi a Dio è chi fa il bene e si allontana dal male. I dieci comandamenti servono proprio ad indicare la via del bene che il cuore, indurito dal peccato, ha smarrito.
Tuttavia accanto ad essi, gli ebrei codificano tante altre norme, più di seicento, al punto da offuscare il vero senso del decalogo e ridurre tutta la morale ad una scrupolosa osservanza di precetti.