sabato 22 agosto 2015

La "sfortuna"

Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 
Gv 6, 69

Capitano periodi in cui gli eventi negativi sembrano perseguitarci. Vediamo tutto nero e non coltiviamo nessuna speranza per il futuro. Rischiamo di portare questo pessimismo anche nella sfera religiosa. Dio è quello che mi deve fare "la grazia". E quando non arriva, un altro muro su cui sbattere arriva inaspettato.

Ecco perché molte folle all'improvviso non seguono più Gesù. Vogliono il pane per sfamarsi. Fin quando gli è dato, seguono il nazareno. Ma quando questi si presenta come un cibo diverso, quello che dona la vita vera, rimangono delusi e vanno alla ricerca di altro.

Deluso rimango anch'io: quando voglio che le cose vadano in un certo modo; quando voglio che gli altri rispondano alle mie attese; quando pretendo che Dio assecondi questo modo di fare, quasi che dovrebbe vendicare le mie sconfitte. Poca cosa.

Mi accorgo, nella mia "sfortuna", di pretendere cose futili, o di raggiungere quell'obiettivo che soddisferebbe in parte la mia sete di vita. Gesù vuole donarmi altro. E' quella vita che dura, diversa da mete mondane. Lui va oltre e non si ferma. Vuoi andare via anche tu? Vorrei, ma dove troverei un altro Cristo?

domenica 16 agosto 2015

Felicità piena

Siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi fra voi con salmi, inni, canti ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

Ef 5, 20



Qualche settimana fa durante la preghiera al grest parrocchiale abbiamo riflettuto sulla felicità. Ognuno ha detto la sua su come la cerca. Io ho ricordato quel breve periodo in cui la cercavo nello sballo notturno del sabato sera. Mi piaceva andare in discoteca con gli amici e stordirmi con la musica alta, non con altro per fortuna. Ammetto che la felicità la trovavo, ma era momentanea.

Il giorno dopo svaniva e mi lasciava più vuoto che prima, con la testa stordita. Sì, trovavo la felicità, ma per poche ore. E per averla dovevo ritornare in quelle piste da ballo dove ognuno si contorceva da solo al martellante ritmo della musica dance. Una di queste serate capitò un anno proprio la vigilia di ferragosto in un locale sul mare. Infatti, la mattina ero già sulla spiaggia, come uno zombi, pronto per la tintarella.

In realtà, devo ammettere che quei pochi anni in cui ho cercato così la felicità erano un modo per ribellarmi ad un certo stile di vita che mi ero imposto nell'adolescenza. Tante cose me le sono autoimposte con eccessiva severità. Altre le ho evitate perché già allora pensavo al sacerdozio ed ero convinto che tante cose le dovessi cancellare dalla mia vita, se veramente volevo varcare la soglia del seminario.

Adesso ci rido sopra, ma sono contento di aver vissuto così. Sono convinto che la felicità non viene dalla severità o dallo sballo ma da un certo equilibrio che ogni giorno cerchi di trovare. L'ago della bilancia a volte pende da un lato a volte da un altro, ma sei tu che "pesi" le tue giornate e gli dai una direzione. Il consacrarsi a Gesù, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, ci aiuta proprio a dirigerci verso quell'ambita meta che è la felicità piena.


  
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sabato 15 agosto 2015

Una stella



 L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Lc 1, 42

Colei che sale al cielo è il modello e l’arrivo del nostro cammino terreno. Come una stella splende nel cielo. Creatura speciale che già gode la sua umiltà, è segno del nostro progredire nella fede. Sul suo esempio anche noi vogliamo essere servi di Dio ed annunciatori della sua Parola di salvezza.

venerdì 14 agosto 2015

Dio è amore

 COLLETTA

O Dio, che nel Cristo tuo Figlio

rinnovi gli uomini e le cose,

fa’ che accogliamo come statuto della nostra vita

il comandamento della carità,

per amare te e i fratelli come tu ci ami,

e così manifestare al mondo

la forza rinnovatrice del tuo Spirito.



Gesù è tradito e rinnegato tuttavia si sente glorificato nell’amore del padre. Nel suo cuore c’è solamente amore. Anche e soprattutto per chi lo odia e lo condanna a morte. Parole di perdono per loro. Sì, Dio è amore. Non sa fare altro che amare. Questo il grande dono che fa a noi.

Se siamo sul serio disposti ad accoglierlo, il Signore ci guiderà in questa strada. Siamo consapevoli di essere indegni, presi come siamo da glorie umane; tuttavia riconosciamo la sua caritatevole grandezza. Questo è l’unico modo per osservare il suo grande comandamento di amarci gli uni gli altri. In questa relazione c’è Dio. 

Non in involucri esteriori che saziano la nostra sete di apparenza. Essi non rendono il vero culto all’Amore, ma lo offuscano e lo schiavizzano alle logiche umane. Che il Signore ci insegni ad essere una vera comunità freterna fondata sull’amore per essere nel mondo quell’acqua viva che disseda in eterno.

giovedì 13 agosto 2015

Pane vero


Il pane vero disceso dal cielo e' per noi Cristo. Egli e' la carne che che ci assimila a Lui. Alimenta il nostro profondo desiderio di essere uomini autentici. A differenza dei cibi di questo mondo fa crescere in noi la vita vera, quella che dura. Riconosciamoci  desiderosi di questo alimento mettendo da parte la sazieta' effimera che viene dalle cose terrene.

mercoledì 12 agosto 2015

Come bambini



La condivisione e' la parola chiave del vangelo di oggi. La fame nel mondo, per Gesu', si puo' vincere se chi crede in Lui mette a disposizione quel poco che ha. Come quel bambino che da' i suoi cinque pani e i due pesci. E dovremmo farci tutti piccoli per entrare nel regno di Dio. Solamente cosi' ci riconosceremo amministratori dei tanti doni che Dio Padre ci fa e non padroni assoluti di un patrimonio da difendere. Essendo cosi' custodi, tutti avranno il proprio pane in abbondanza, e ne avanzera' anche.