martedì 28 aprile 2015

Vita bella



Gesu' pastore buono vuole rendere bella la nostra vita. Ci da' l'esempio: ha cura delle proprie pecorelle donando loro la vita. Se ascoltiamo la sua voce accoglieremo il grande dono dell'amore di Dio. E non lo terremo per noi. Perche' esso fara' luce in noi stessi per donare a sua volta  i doni dello Spirito per il bene di tutti.

domenica 26 aprile 2015

Primavera

Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore  (Gv 10, 15).


La primavera risveglia. Le piante si rigenerano e cominciano a fiorire. Si rifanno i balconi. Tutto riprende vita. Il verde si fa strada tra i rami secchi della potatura. Lo stesso animo umano si apre per nuove esperienze spirituali. Tutto richiama la resurrezione. Dalla morte ritrovare il rigoglio della vita.

D'altronde il ciclo della natura è un continuo morire per rinascere. Il clima della Pasqua è proprio questo. Non avere paura di morire a qualcosa per poi risorgere. Siamo invitati a scelte coraggiose. Senza paure. Ma con la certezza di seguire la voce del Pastore bello che guida a pascoli fiorenti.

Ascoltare la sua voce è fidarsi di Lui e capire la propria chiamata: un dono da accogliere e condividere. Che ne è della mia vita? Me lo chiedo spesso. E nell'aprirmi all'orizzonte della Parola scopro continuamente quel Dio che mi ama all'inverosimile. Non aspetta che io migliori. Già adesso è con me. Mi invita, certo, a migliorare, ma non mi rifiuta.

Allora, devo dire la verità, è proprio perché mi riconosco manchevole in molto che credo in Lui. In quanto so che mi aiuterà prendendomi per mano in mille modi. Pure se mi trovo in quell'esperienza più brutta e buia. Egli è con me, se riesco ad aver fede. Non mi abbandona al mio peccato, ma fa di esso un'occasione di grazia.

mercoledì 22 aprile 2015

Mercoledì della III settimana di Pasqua

 In missione


At 8,1-8   Sal 65   Gv 6,35-40
Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna.

Un amore che dona vita eterna: questo ci regala Cristo se crediamo in Lui. E' la vita stessa di Dio, quella che è da sempre. Oggi può essere nel nostro cuore e nella nostra vita. Questa è salvezza. Le prime comunità l'hanno accolta, vissuta e testimoniata nella croce della persecuzione.

Oggi siamo molto adagiati. Fermi da tanti compromessi di comodo che non rendono evidente la croce che porta alla salvezza. Dinanzi a quale Dio ci inchiniamo? L'Amore passa attraverso la sofferenza, le difficoltà, la persecuzione e va oltre. Non viene dagli agi mondani.

Riscoprire l'ardore della fede primitiva ci è utile oggi dove chi crede è chiamato al primo annuncio in una terra dove la chiesa non abita più da tempo. Essere missionari è riconoscere anzitutto che solamente Cristo può alimentare la vera fede nell'Amore, trascinando nel gioioso mondo di Dio.

PENSIERO DEL GIORNO
 
Nei periodi più oscuri, molto spesso un piccolo numero di donne e di uomini, sparsi nel mondo, sono stati capaci di rovesciare il corso delle evoluzioni storiche, perché speravano contro ogni speranza. Ciò che sembrava destinato alla disgregazione, è entrato allora nella corrente di un dinamismo nuovo.

Roger Schutz

martedì 21 aprile 2015

Martedì della III settimana di Pasqua

 Miracoli

  At 7,51-8,1   Sal 30   Gv 6,30-35
Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo


Sempre alla ricerca di segni e miracoli dimentichiamo che la certezza della nostra fede è nella Parola che ci guida all'incontro vero con il Cristo, Figlio di Dio. Egli vuole la nostra vera felicità, quella che parte dal profondo di noi stessi e che orienta tutta la nostra vita attraverso piccoli gesti quotidiani.

In questo senso, tanti piccoli miracoli avvengono ogni giorno, ma non ci facciamo caso perché cerchiamo lo straordinario. Siamo noi che dobbiamo stravolgere positivamente la nostra storia, sapendo di avere accanto il Signore.  Benedetto il Signore, che per me ha fatto meraviglie di grazia, recita il salmo 30. 

Dovrebbe essere ogni momento la nostra lode. Purché sia la Parola a nutrire la nostra fame facendo crescere la fede nell'amore vero e non in appaganti surrogati. Come Stefano anche noi vogliamo consegnare a Dio la nostra vita, sapendo che Egli è nostro padre, guida sicura verso il porto della salvezza.


PENSIERO DEL GIORNO

I libri, i documenti, i ragionamenti non ci potranno mai convincere e convertire. Ciò di cui c'è bisogno è la luce di una vita, l'irradiamento di un volto, il battito di un cuore: è il dono di tutta una vita.

Maurice Zundel

lunedì 20 aprile 2015

Mani e piedi


Gesu' col suo corpo glorioso mostra le mani ed i piedi per farsi riconoscere. Anche nella dimensione eterna sono presenti i segni del suo amore per noi. Mani e piedi piagati. Mani e piedi che sono andati incontro a tante persone emarginate ed impure proprio per mostrare la misericordia di Dio. Se lo incontriamo sul serio come gli apostoli nel cenacolo faremo lo stesso per i nostri fratelli.

giovedì 9 aprile 2015

Il sogno


Acrilico su tela 30x40. Fantasioso paesaggio ispirato al borgo di Castelfranci (Av).

martedì 7 aprile 2015

Pietra scartata

 

 

 La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d'angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi.

Salmo 117

 

La resurrezione di Cristo resta un grande mistero. Solo lo Spirito ci può introdurre nella dinamica dell'amore. Allora da increduli crederemo alle Scritture. Goccia dopo gioccia renderanno tenero il nostro cuore di pietra. E più amore sgorgherà dai nostri semplici gesti quotidiani.

domenica 5 aprile 2015

E' Pasqua



E' Pasqua!

Ti affacci e vedi nuvole 
e pioggia.

Tra le colline
scorgi il luccichio
delle auto che si arrampicano
nella penombra.

Desideri quella luce
che dovrebbe rifulgere.

venerdì 3 aprile 2015

PASSIONE DEL SIGNORE



Dolore e pathos


calvario.JPG

Is 52,13- 53,12   Sal 30   Eb 4,14-16; 5,7-9   Gv 18,1- 19,42

È il giorno del dolore. Contempliamo gli ultimi istanti della vita di Gesù fino alla morte in croce. Dopo il tradimento, la condanna ed il cammino doloroso è crocifisso. Come un servo sofferente reietto dagli uomini ed abbandonato alla sua sorte. Egli dona tutto se stesso al Padre.

Chinato il capo spirò. Quello Spirito che di continuo è condiviso dal Padre e dal Figlio Gesù lo dona al Padre, mostrando anche lì sulla croce, quell’amore eterno che lega le persone divine della Santa Trinità. Lo Spirito va al Padre e tornerà per risorgerlo dai morti e portare nella vita trinitaria anche il corpo glorioso di Cristo.
Sono momenti forti, carichi di pathos, che la tradizione vive con manifestazioni liturgiche e folkloristiche.Ma al di là del sentimento, siamo oggi chiamati a contemplare il mistero della sofferenza assunto da Cristo, sommo sacerdote, ed offerto al Padre per la salvezza del mondo.

La morte, il lutto ed il dolore sono un passaggio nel quale Cristo patisce con noi le nostre difficoltà. Noi uniti a Lui saremo vittoriosi. Questa la nostra speranza che tiene viva la fede nella Resurrezione e si esprime nella viva carità verso chi soffre.

Questa la nostra preghiera:
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori (salmo 30)


 PENSIERO DEL GIORNO
La Resurrezione è iniziata quando ciò che era di più orrendo diventa sorgente di grazia.
Jean Vanier

giovedì 2 aprile 2015

GIOVEDI SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)



Gesti d’amore




Es 12,1-8.11-14   Sal 115   1Cor 11,23-26   Gv 13,1-15
Li amò sino alla fine

Gesù celebra la sua ultima Pasqua con gli amici più intimi: i dodici apostoli. Il ricordo della liberazione dalla schiavitù egiziana diventa l’occasione per anticipare la sua Pasqua, che è il passaggio dalla morte alla vita. Ciò che sempre deve avvenire nella nostra vita.

Così Gesù si sostituisce all’agnello sacrificale ebraico ed offre se stesso nel pane e vino consacrati, i quali diventano cibo di vita eterna per chi vuole seguirlo fino in fondo.Un cibo che alimenta l’amore vero che viene da Dio e che Gesù dimostra fino all’ultima ora sulla croce. Questo amore si dimostra nei gesti concreti.

Per questo, Egli per primo si mette a servizio nel gesto simbolico della lavanda dei piedi. Come può il Figlio di Dio mettersi il grembiule e lavare i piedi agli apostoli? È la stessa domanda che si pone Pietro. Ma Gesù è venuto per servire, non per essere servito, e per benedire tutti coloro che seguiranno la sua strada.

Egli non ci lascia soli. Si offre al Padre ma rimane nell’Eucaristia. Un grande rendimento di grazie che si realizza nel comandamento dell’amore: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati. 

 PENSIERO DEL GIORNO

La nostra anima è la Sposa dello Sposo immortale. I Sacramenti costituiscono l’unione nuziale: infatti quando noi mangiamo il suo Corpo e beviamo il suo Sangue, Lui è in noi, e noi in Lui.
Sant’Efrem

mercoledì 1 aprile 2015

Mercoledì della settimana santa

Il misero

Is 50,4-9   Sal 68   Mt 26,14-25
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!

L’uomo può uccidere il corpo ma non l’anima. Non può annientare totalmente una persona. Questa è la speranza di chi crede in Dio. Egli farà giustizia e donerà quella vita che sembra essere perduta per sempre. Proprio per questo Gesù, il servo sofferente è andato incontro alla morte. Si è fidato di Dio. Ha accettato le tenebre del tradimento, della sofferenza e della morte. Ha bevuto il calice amaro fino in fondo. L’ha assunto e poi Dio l’ha sconfitto con la luce della resurrezione.

Il gesto di Cristo non è solamente fine a se stesso. Egli ha subito la passione per la nostra salvezza. Ha donato tutto se stesso per ricondurci alla casa del Padre. Un amore supremo che supera ogni egoismo, punto di riferimento per il nostro vivere concreto.

Anche se dovremo affrontare, come Lui, il tradimento, le pugnalate, la persecuzione saremo sicuri della consolazione di Dio che non abbandona il misero e l’afflitto. Certo la croce è dura da portare. Ma la sicurezza di ricevere un beneficio per noi e per i nostri fratelli diventa l’emblema della nostra fede nel Signore morto e risorto per noi.

Gli ultimi istanti della vita di Gesù sono amari. Il male viene fuori nella sua vera natura distruttiva. Ma non è la parola definitiva. Dio è più forte e con sua luce vince l’oscurità e la trasforma. Chiediamo a Dio di saper accettare le zone d’ombra dentro e fuori di noi, per accogliere la gioia della resurrezione come grande dono della sua premura per noi.


PENSIERO DEL GIORNO

All’umanità che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura, il Signore risorto offre in dono il Suo Amore che perdona, riconcilia e apre l’animo alla speranza.

Giovanni Paolo II