martedì 29 dicembre 2015

Mistero antico e nuovo


1Gv 2,3-11   Sal 95   Lc 2,22-35
 Luce per rivelarti alle genti

In questi giorni dell'ottava di Natale, la liturgia introduce nel mistero della nascita di Gesù. Un mistero antico e nuovo. Antico perché Dio è amore e si rispecchia nel cuore dell'uomo. Nuovo perché trova nell'incarnazione la sua piena manifestazione. Come luce di amore che rischiara le tenebre del cuore angosciato.

Il Natale c’inviata a saper accogliere tale luce. Il fine è di abbandonarci al Figlio per lasciarci guidare nella via della misericordia. Da soli non possiamo migliorare. Ecco, dunque, questa novità da accogliere. Essa può trasformare il nostro cuore e vincere le tenebre con il suo brillare. Proprio come il sole dirada le tenebre.

In questo modo passeremo dal guardare disattento al vedere in profondità. Allora, come Simeone al tempio di Gerusalemme, sapremo scrutare in quel semplice bambino quella luce vera. Quella che desidera il cuore per trovare la sua pienezza. Il cuore, infatti, non trova pace nell'apparenza. Ma in quell'essenziale che spesso è nascosto.

lunedì 28 dicembre 2015

A Nazareth



La famiglia di Gesù vive a Nazareth. Una borgata dove egli è custodito dai suoi genitori per circa trent'anni. Poche notizie ma utili di quest'infanzia. Gesù cresce in sapienza età e grazia. Nell'ordinario di una vita comune fatta di lavoro, preghiera, tradizioni. E' lì che Gesù matura la sua chiamata. Così è per noi. Non c'è nessun miracolo straordinario che può stravolgerci. Solo la presenza di persone che Dio ci dona con la quali accogliere il Natale del Signore. Egli nasce insieme alla nostra vera umanità ed il profondo desiderio si seguire il disegno di Dio. Nelle piccole cose si realizza in noi la grandezza di Dio. 

domenica 27 dicembre 2015

Una culla

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2, 52).

La festa di oggi, quella della sacra famiglia, mi ricorda ancora la fragilità di Gesù. Egli, vero uomo e vero Dio, come ognuno di noi nasce in una famiglia. Ha bisogno della premura dei sui genitori. Soprattutto nelle fasce. Lì è totalmente protetto da Maria e Giuseppe. Un Dio che si consegna all'umanità con la sua stessa carne e nel comune destino, compresa la morte.

Oggi il vangelo afferma che il ragazzino Gesù era sottomesso ai genitori. Come è importante l'ascolto! Poteva fare di testa sua. Invece ubbidisce. Ed è proprio così che scopre la sua vocazione, che da adulto realizza: quella di mostrare al mondo il volto di Dio come Padre.

Ricordo la mia fanciullezza. Spensierata, allegra, spesso fatta di birichinate e capricci. Quante volte ho fatto arrabbiare i genitori; in quante occasioni uscivo e non tornavo e loro non sapevano dov'ero. Poi l'adolescenza con i forti ed inquietanti interrogativi. La fermezza della testimonianza, il richiamo ai valori vissuti sono stati argini fondamentali per il mio fiume in piena.

Poi la maturazione di una scelta che, per forza di cose, mi ha allontanato da casa, come un uccellino che spicca il volo. Pure io, come Gesù al tempio, mi sono confrontato con persone esperte che mi hanno seguito nel mio cammino, fin quanto ho detto di sì alla strada che ho individuato come chiamata di Dio e la seguo tuttora.

giovedì 24 dicembre 2015

Maria


Maria è l'arca della nuova alleanza. Nel suo grembo la Parola si fa carne ed entra nella storia. Elisabetta esulta di gioia nell'accogliere il germoglio della giustizia e della pace. Le promesse di Dio si realizzano. Tuttavia se Cristo non germoglia altrettanto nel nostro cuore la pace messianica è utopia. Lo Spirito può fecondare anche la nostra vita. E far nascere oggi l'era messianica. Siamo convinti che possa realizzarsi nel nostro nulla? Che il sì di Maria ci sia di sostegno.  

sabato 19 dicembre 2015

La Parola

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto (Lc 1, 45)

La parola “data” ha una certa importanza. E’ fondamentale nella fiducia. Alla parola, dice sempre un mio amico quando organizziamo qualcosa. Un sì sulla parola. Spesso parlo, e non mi accorgo che anche il mio dire può essere sacro. Quando si parla sul serio, ci si affida a qualcuno. Non c'è bisogno di nessuna firma e di alcun contratto. La parola è parola.

Tanto più per Dio. La sua è una Parola che si realizza sempre. Quando meno ce lo aspettiamo constatiamo la fedeltà del suo amore. La Parola si realizza nella nostra storia. Ci rende felici. Più ne facciamo esperienza e più cogliamo quest’aspetto. Le nostre fugaci parole spesso ci allontanano dall'essenziale. Perché sono espressione di un'illusione.

Quando ci facciamo male ce ne accorgiamo. E ritorniamo a quella Parola che è sempre lì. Non cambia. Perché Dio ci ama sul serio, non per una parola detta male, per sbaglio. E' così. E se lo sperimento, è per me una grande gioia da annunciare. Come quella che Maria proclama a Elisabetta. La Parola è carne nel suo grembo. La promessa di Dio si realizza.

E la gioia della Madonna è una lode alla grandezza di Dio. Egli, nella sua tenerezza, si fa vicino agli uomini. Non per accomodarsi nei loro comodi ed ipocriti salotti, ma per mostrare il volto di un amore altro, ma vero e concreto. L'amore di Dio mi prende e mi trasforma in qualcosa di grande. Posso allora meravigliarmi di tutto e scoprire di avere un cuore tenero, capace di innamorarsi

giovedì 17 dicembre 2015

Feria propria del 17 Dicembre

La storia

 
Gn 49,2.8-10   Sal 71   Mt 1,1-17
 Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide

La storia in cui Gesù si incarna è fatta da santi e peccatori, eroi e disfattisti. E' la nostra storia con i suoi alti e bassi. Questo il senso della genealogia che oggi propone il vangelo. Proprio nel nostro mondo imperfetto viene Dio. Preparargli la strada non è dunque cercare la brillantezza della perfezione, ma lasciarlo entrare nella nostra vita, così com'è.

E' una storia che comincia con Abramo ed arriva fino ad oggi per trovare in Cristo il suo compimento. Lui la meta per migliorare i nostri sentieri, dove spesso ci smarriamo. E dove la sua misericordia ci trova e ci redime. Per questo Giacobbe invita i suoi figli all'ascolto. Come siamo invitati noi.

All'ascolto della Parola che lo Spirito feconderà nei cuori docili. Affinché possa nascere ancora una volta il re della pace per portare al mondo l'amore. Quello che viene dall'alto e si fa storia. La nostra storia: piccola e grande al cospetto di Dio.

lunedì 14 dicembre 2015

Il battista


La figura del battista indica in Gesù l'agnello di Dio. Con la testimonianza di vita e la predicazione. Infatti egli lascia  la casa di suo padre per vivere nel deserto. E fare dell'essenziale lo stile della sua vita. Unito ad una preghiera nutrita dal silenzio profondo. Con la predicazione invita alla conversione. Per passare attraverso le acque del battesimo e' necessario cambiare mentalità. Così le valli, i monti ed i colli saranno eliminati dalla misericordia che, se accolta, si fa tenerezza per noi e per gli altri.

venerdì 11 dicembre 2015

Venerdì della II settimana di Avvento

Stupore


Is 48,17-19   Sal 1   Mt 11,16-19
Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell’uomo

Come bambini viziati rischiamo di non essere mai soddisfatti. Giudicando gli altri, non apprezzando noi stessi e quello che si fa, mostriamo di non sapere quello che realmente vogliamo. Tutto va male? Siamo noi ad avere gli occhi appannati ed a vedere il male ovunque.

Lo stupore è ucciso da tutto questo. Esso, che è la base della nostra fede, non emerge. Se è il buio che prevale come ci si può stupire delle bellezze che ci circondano? Come si può apprezzare la tenerezza di un Dio che si fa uomo? Se non si è capaci di commuoversi per la bellezza, la gioia del vangelo non è accolta.

Ecco allora la necessità di lasciarsi benedire dalla Parola. Essa può trasmetterci tutta la passione che viene da Dio. Se la facciamo nostra saremo benedizione per gli altri. Perché porteremo loro la follia di un Dio che non si stanca di amare. E che continua ad essere presente nelle piccole cose, anche se storte, che ci circondano. 

giovedì 10 dicembre 2015

Autunno


Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze

salmo 130

Mi basta contemplare le meraviglie della natura; ammirare ciò che mi circonda. Immergermi nei colori…lasciarmi prendere dal calore dell’autunno, con tutto il suo fascino. Vivere così il quotidiano. Per lodare Dio e sentirmi sempre una creatura amata e desiderata.

lunedì 30 novembre 2015

Alba definitiva


COLLETTA

O Dio, che vegli sulle sorti del tuo popolo,
accresci in noi la fede
che quanti dormono nella polvere si risveglieranno;
donaci il tuo Spirito,
perché operosi nella carità
attendiamo ogni giorno
la manifestazione gloriosa del tuo Figlio,
che verrà per riunire tutti gli eletti nel suo regno.


Il cimitero è il luogo della speranza. Lì i corpi mortali riposano in attesa della resurrezione finale. Quando pensiamo ai nostri cari defunti un luogo ci aiuta. Ma essi non sono la. Vivono in una dimensione diversa, eterna, dove solamente con l’orazione possiamo arrivare. Tramite essa, uniti in Cristo, con loro preghiamo il Padre in un unico grande coro.

Come è bello credere che non tutto finisce. Risorgeremo al modo di Cristo. Tutto tornerà in vita ed avrà un senso. I nostri ricordi più belli avranno un senso pieno e saranno più completi. Nulla finisce, anche se tutto è un passaggio. In viaggio corriamo verso la meta,  sempre pronti per attendere la venuta definitiva del Figlio dell’uomo, all’orizzonte di un’alba che non ha fine.

domenica 29 novembre 2015

Prove d'esame


State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo (Lc 21, 34-36).

Serate insonni quando dovevo studiare per un esame. Notti da incubo pensando a come essere pronto per un'ipotetica domanda. Eppure sapevo che il riposo è importante per qualsiasi tipo di prova. Quello che è fatto è fatto. Solamente tirar fuori quello che hai dentro. Un passaggio dal non concettuale ad un organico logico e conciso.

Proprio l'avvento mi fa venir in mente tutto questo. Prepararsi per accogliere una persona. Quanto tempo perso per un esame! Tuttavia rimane l'afflato impetuoso e passionale del dover affrontare un evento. Ho fatto lo stesso per accogliere l'evento della Pasqua? Mi preparo per questo? Forse sorvolo. Gli esami m’insegnano ancora qualcosa.

Non è scontato prepararsi. Ci vuole tempo, dedizione, impegno e passione. Se veramente voglio Gesù nella mia umanità, farò in modo di incontrarlo. Con sacrificio. Come quelle nottate alla vigilia dell'esame. Starò attento e con lo sguardo alto avrò fiducia di quel Dio che Egli mi propone: Un Dio misericordioso, il contrario di quello che spesso penso e vivo.

Chi può indicarmi la via se non Cristo? Essere pronto ad accoglierlo nel quotidiano, forse questo mi manca. Devo studiare! O imparare ad aprirgli le porte del mio cuore. Senza riserve. Scrollarmi di dosso le inquietudini della vita. Tanto esse passano; quello che resta è proprio Lui: quel Dio Trino che esiste tanto quanto vivo del suo amore nel relazionarmi con i fratelli.

sabato 28 novembre 2015

Arcobaleno


Acrilico su tela 50x70, anno 2009. In una giornata di pioggia accarezzata da tenui raggi solari, ho immaginato l’arcobaleno sul mio paese.

venerdì 27 novembre 2015

Verso la meta


I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; 
coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre. 
Dn 12, 3

Gli alti e bassi della vita, le delusioni, le cadute, ci scoraggiano. Difficile in queste situazioni proiettarsi in una dimensione duratura, senza sofferenza. Ma la speranza che viene dalla resurrezione di Cristo è un forte dono per noi. Disponendoci ad accoglierlo, vedremo il paradiso come una meta certa. Essa già esiste, ma non è ancora del tutto presente nel nostro cuore. Qui, ora, siamo chiamati a lodare il Signore nella croce. Impossibile per la nostra fragilità, ma non per Dio. Affidandoci a Lui avremo la forza per combattere e raggiungere il premio.

giovedì 26 novembre 2015

Neve in cima




Caro diario,

                   stamattina ho visto la neve sulle cime delle mie montagne. Mi sono così accorto che l'inverno è arrivato. Non solo, ma che il Natale è ormai vicino.

E' più bello vivere questo periodo con il freddo e la neve. Speriamo che arrivi presto anche alle nostre quote!

Sarebbe bello vivere la vigilia di questa festa tanto attesa con la neve. E' tradizione ormai che sia così, anche se da qualche tempo le cose sono cambiate e, qualche volta, abbiamo vissuto questa festa con un bel sole. Buono solo per chi ama la tintarella in montagna.

mercoledì 25 novembre 2015

Mercoledì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Sconfitti


Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28   Dn 3   Lc 21,12-19
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto

Siamo invitati ad andare oltre l'apparenza della storia. Le sue contraddizioni esprimono infatti solamente la superficie. Essa crolla in tragedie che indicano una fine imminente. Ma ciò che finisce è una scena. Quella costruita su logiche di interesse dove l'orgoglio prende il posto di Dio. Anzi rischia di essere divinizzato. Proprio di questo parla Daniele nella prima lettura.

Egli, profeta, interpreta gli apparenti segni di un regno che sta svanendo. Un regno che si è costruito su un desiderio di conquista che è divenuta sopraffazione ed ingiustizia. Per questo crollerà e sarà diviso. Oltre la distruzione, però, il Dio della vita continua ad operare. Ed a proporre il suo disegno di un regno pacifico e non violento.

lunedì 23 novembre 2015

Il nostro re


Il regno di dio si realizza nella storia per portare a tutti la verità' dell'amore. Attraverso la nostra testimonianza rendiamo vero il nostro cuore facendolo palpitare sulle onde di cristo. lui il nostro re nel servizio.
 

domenica 22 novembre 2015

Chi di spada ferisce...


Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». (Gv 18, 37) 




... di spada perisce. Eh sì. In tante occasioni. A volte banali. E si perisce perché altri usano la tua stessa spada, che si ritorce contro come un boomerang. Condiziona a tal punto la tua vita che cresce, diventa man mano più affilata ed alla fine ti taglia e ti distrugge. Recide la tua capacità di voler bene e di fare opere buone. Lo scopo per cui sei nato. 

Poco tempo fa ho visto un film su un grande antiquario. Ricchissimo ed espertissimo nel fare aste a suo vantaggio. Tuttavia sentimentalmente solo. Una casa incantevole, una collezione di icone grandiosa. Ma era solo. Consumava i suoi pasti in un osteria. Lo servivano a puntino. Gli festeggiavano persino il compleanno con il suo dolce preferito.

Con la sua stessa astuzia è tratto in inganno. S’innamora di una donna in apparenza fragile e malata, in realtà un'esperta attrice. Complice un suo amico, lo stesso esperto in cose antiche. E lo ingannano con la sua stessa spada. Alla fine è più solo che prima e senza la sua collezione. Una grande, inaspettata ferita. Sedotto con la sua stessa arma.

Può capitare a tutti nella semplicità in cui viviamo. La nostra stessa arma di battaglia può essere circuita e usata contro di noi. Ecco perché Gesù ci invita a trovare la verità nella nostra vita. Quella che dura per sempre. Per essa non ci vuole nessun’arma. Solamente il coraggio di trovare in noi il grande tesoro di una vita spesa per gli altri ed illuminata dal vangelo.   

sabato 21 novembre 2015

Dileguarsi


Mi dileguo.
Si scioglie l'involucro del mio io.
Come nebbia
penetro nelle parti 
e le avvolgo.

venerdì 20 novembre 2015

Una forte presenza



Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore

Salmo 17


Una roccia è dura. Difficile da scalfire e distruggere. Così la presenza di Dio nella nostra vita. Se ci aggrappiamo a Lui non crolleremo. La nostra vita si edifica su fondamenta solide. Che nessun nubifragio potrà distruggere.

mercoledì 18 novembre 2015

Uniti nell’amore



Rm 12, 1-2.9-18; Sal 39; Mt 5, 13-16
Voi siete luce del mondo

Sale della terra e luce del mondo. Elementi della terra che ci ricordano la testimonianza del nostro essere cristiani. Siamo chiamati a collaborare con Dio ed a rinnovare la faccia della terra. Tutto inizia nel giorno del nostro battesimo quando ci siamo trasformati in nuove creature. Come l’inizio di un cammino ci siamo avviati alla sequela di Cristo per rendere più solida la nostra fede.

lunedì 16 novembre 2015

La ricompensa dell'inutile




Il Signore rimane fedele per sempre

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri

Salmo 145


Come servo inutile rivedo la mia giornata e vedo il segno di una Presenza. Una luce invade la memoria e mi proietta nell’umiltà. Tante volte mi sono ribellato e ho sperimentato l’abbandono. Ma ora mi rasserena il flebile lavorio che offro a Dio. Un piccolo tocco che troverà in Lui senso e ricompensa. E mi conforta sapere che se ci sarà ne saremo tutti partecipi in eterno e per sempre.

domenica 15 novembre 2015

Cos'hai?



I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre (Dn 12, 3).

Tanti sono i veli che possono offuscare le tue giornate. Quelli che ti fanno vedere tutto buio. A volte sciocchezze. Altre volte pensieri del passato o eventi negativi. Basta che qualcuno ti dica cos'hai? E tu già cominci a riemergere da quel buio. Il fatto che una persona ti prenda in considerazione aiuta. Non sono angeli quelli che ti si affiancano nel cammino?

Non esseri spirituali ma amici, conoscenti. Gente comune. Ancora di più quelli che ti fanno da guida indicandoti quella via d'uscita che desideri tanto. Ricordo proprio quel giorno quando il petto mi stringeva ed un nodo allo stomaco mi chinava. Riuscivo solamente a piangere. Quello mi riusciva bene. Cos'hai? Mi disse un amico.

Mi colpì il tono di voce, anzitutto. Dimostrava attenzione e non banalità. Quell'ipocrisia che in tanti vedevo, soprattutto in chi mi diceva che c'erano altri peggio di me. Sì, ma io stavo male! E quella persona mi mise nella condizione di poter esprimere quello che provavo. Era interessata a quello che dicevo, anche se balbettavo senza senso. Mi ascoltava.

Quel giorno per me fu un nuovo inizio. Ritrovai in me forza e coraggio per continuare la mia vita. Ringrazio Dio perché: Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo (Mc 13, 25). E so che lo farà sempre. Oggi provo ad essere un angelo. Quando non lo sono, cerco un angelo per rivivere quel giorno e ricominciare. Sempre.

sabato 14 novembre 2015

Madonna del Soccorso


Acrilico su tela 50x70, anno 2009. Rifugio del popolo castellese è la Madonna del Soccorso. Questa chiesa si trova nella parte bassa del paese. E’ la prima tela in cui uso colori tenui del tramonto con ombre lunghe e consistenti.

venerdì 13 novembre 2015

Venerdì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Immagine di Dio 


Sap 13,1-9   Sal 18   Lc 17,26-37
Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà

La contemplazione delle bellezze del creato può essere una delle vie che conduce a Dio. Un'armonia così bella non poteva nascere da sola. Qualcuno l'ha pensata. E' quello che ci narra la Scrittura nella Genesi. Dio è l'autore di tutto il creato. In esso l'uomo e la donna assumono un posto speciale perché sono, addirittura, immagine di Dio.

giovedì 12 novembre 2015

Un eremita matto


Caro diario,

diverso tempo fa ti ho parlato dell'isola che non c'è. Uno splendore. Lì tutti i sogni si realizzano. Persino quelli più impossibili. Questa sera mi viene in mente una delle tante isole remote. Inesplorate in qualche angolo dell'oceano. Mi immagino in qualche angolo. Magari in una grotta. Barba lunga, abiti consunti, testa matta.

mercoledì 11 novembre 2015

Mercoledì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari) - SAN MARTINO DI TOURS, vescovo - Memoria

Guariti

Sap 6,1-11   Sal 81   Lc 17,11-19
 Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero

Dieci lebbrosi sono guariti dalla malattia. Ma solamente uno si salva. Perché rende grazie a Dio. Ecco allora che la salvezza si connota come un ritrovare se stessi e la propria armonia. In essa la presenza di Dio. Solamente Lui può orientare la vita in modo pieno in suo Figlio. Egli è morto per portare nel mondo il vero amore, quello che è sempre tale e non segue le mode del momento.

Quante volte vogliamo da Dio solamente la guarigione fisica. O altra cosa di ordine puramente contingente. Lui vuole donarci di più. Spesso non lo capiamo. Anzi, ottenuta la grazia, andiamo via per ritornare in un ulteriore momento di difficoltà. Ma che serve quel contentino che non dura per la vera vita?

La sapienza di Dio può sul serio guarire il cuore ed aprirlo ad orizzonti più ampi. Quelli del saper dire grazie, del perdonare, del donare se stessi. Allora certo che voglio essere guarito. E non avrò paura di nulla, se non della solitudine del non sentirsi amati da Dio. Della disperazione del non vedersi accolti dalle braccia della sua misericordia.

lunedì 9 novembre 2015

Nuovo culto



Il culto del tempio antico è offrire animali come vittime sacrificali. Nel nuovo tempio è Cristo che si offre al Padre come espiazione per i peccati. La nostra fede di battezzati ci unisce a Lui. Per questo Gesù invita a donare tutta la vita. Nel nascondimento e nel poco che possiamo. Senza ipocrisia ma con piena fiducia in Lui.

domenica 8 novembre 2015

Ho già dato

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». (Mc 12, 44)

Quando vestivo in giacca e cravatta uscivo per dare. Tornando a casa, la sera, a volte qualche cliente chiamava a ora tarda. Per oggi ho già dato, dicevo tra me, allora agente di commercio. E spegnevo il telefono. Il giorno dopo richiamavo. Tipico atteggiamento professionale.

Nello stesso periodo facevo teatro amatoriale con gli amici. Lì saltavano gli orari. Soprattutto il fine settimana o alla vigilia della rappresentazione. Non esisteva un già dato perché il tempo sembrava poco. Sfuggiva. Non si guardava l'orologio. In un attimo si faceva tardi.

Da attori si era scenografi, da dilettanti scrittori di farse, da persone comuni a registi. Volevi dare di più perché c'era il bello dello stare insieme. Il gusto di un'amicizia. Un progetto comune da costruire con il proprio sudore. Con piacere e con divertimento.

La mia vita di fede per troppo tempo si è basata sul già dato. Una volta finiti i miei obblighi stavo apposto. Oggi, per fortuna, non è ritagliata in alcuni momenti della giornata. Al contrario è immersa in Cristo e nella chiesa. Ci sono ancora quei momenti, ma come confessione di stanchezza o scoraggiamento.

Proprio la vedova di oggi mi consola. Quel poco (tutto) che ha lo offre. E nulla gli manca. La vedo spesso quando mi smarrisco. E penso che se è poco quello che posso donare, riguarda  comunque con quel Tutto che ho nel cuore. Questo mi basta. Soprattutto quando offro la mia pochezza.

sabato 7 novembre 2015

Bruma che si dirada



Nel bosco ci sono molti alberi; ma ognuno ha il suo colore, la sua forma, la sua linea. Nella bruma mattutina puoi adocchiare uno scorcio dove gli arbusti ti conducono.

Lo scruti ed in penombra ammiri una parte di te. Che non solo in un albero particolare, ma nel tuo alveo scorre verso l’infinito.

E’ la tua memoria che Dio illumina, accompagnandoti in sentieri di pace che Egli ti dona. La notte è più serena pensando ad un domani più luminoso.

venerdì 6 novembre 2015

Via riviera sul Calore

Acrilico su tela 30x40, anno 2009. Una stradina che si affaccia sul fiume Calore. Da lì ho dipinto questa tela. Il mio paese è adagiato su di una collina. La parte più antica è aggrappata alla roccia. In alto vi era un castello. Penso che questa stradina lo costeggiasse nella parte inferiore. E’ proprio un balcone che da sul fiume. Oggi un moderno belvedere in cemento armato che ha calpestato le vecchie case in pietra. Questo lo scherzo della modernità. 

giovedì 5 novembre 2015

Il male che non vedo



Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.
Salmo 18

La misericordia di Dio arriva nelle profondità incomprensibili del nostro essere. Al punto da toccare quella tenebra che non gestiamo. Quel qualcosa non pienamente integrato con noi stessi che emerge inconsapevolmente.
Veramente la forza di Dio può tanto. Mi conforta saperlo e trovarlo proprio lì, dove ho bisogno di Lui. Egli mi conosce fino in fondo e mi capisce. Sa come consolarmi. Con la sua legge mi indica la giusta direzione.

Per questo non temo la valle oscura e quel “male” che non voglio. Alzando le mani verso di Lui, offro tutto me stesso. Soprattutto quelle parti “irrisolte” e ancora non dissodate dalla Parola.

mercoledì 4 novembre 2015

Fratellanza


Rm 13,8-10   Sal 111   Lc 14,25-33
 Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

Domenica abbiamo riflettuto sull'essere beato. Gesù ci indica la strada della vera felicità. Per noi cristiani è accogliere da Lui il dono della pace. Questa si può vivere incarnando nella nostra storia il suo modo di amare. Egli ne è la strada e la guida.

Per essere veramente tale, occorre dargli il primato nel nostro cuore. Il vero culto a Dio è proprio vivere con Lui un forte legame nuziale. Esso supera tutti i vincoli carnali per aprire a una fratellanza universale. In essa tutti ci riconosciamo figli di Dio e in questo fratelli che camminano in un'unica direzione.

Beato l’uomo che teme il Signore / e nei suoi precetti trova grande gioia, ci ricorda il salmo 111. La felicità è appunto in quell'amore accolto e donato. Come Cristo, anche noi siamo beati se amiamo senza misura e senza pretese ma in un modo totalmente gratuito. Perché così fa Dio con tutti gli uomini.

martedì 3 novembre 2015

Bivio



Un bivio è sempre una scelta.
Diverse strade da percorrere.
Ma una è la tua.
Quella da costruire
e modellare
seguendo un tracciato.
Ne intravedi la luce
ne assapori il sospiro.
Ti immergi, allora,
in una passione
scandita da battiti.

lunedì 2 novembre 2015

Sacerdote credibile


Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.

Eb 4, 15


Quando ci soffermiamo sulla passione di Cristo le nostre idee un po’ si confondono. E’ difficile vedere lì la sua regalità divina. Tuttavia proprio da questo nasce la sua credibilità.
Egli prima di noi ha attraversato la via dolorosa e si è immerso nella morte. Tranne il peccato, tutta ha condiviso della nostra condizione umana, per poterla offrire al Padre.
E’ un sommo sacerdote che parla per esperienza. Per amore ha compiuto il primo passo verso di noi. Per amore chiede il ricambio, conducendoci per mano verso la via della luce.

domenica 1 novembre 2015

Che Dio mi aiuti

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro (Mt 5, 1).

In ordine pane in disordine fame. Questa la frase che mia madre ha ripetuto mentre si riordinava un deposito in campagna. Un incredibile accumulo di roba ammassata. Non sapevi più quello che avevi. Cose comprate a doppio e topi nascosti in un angolo remoto indisturbati. Quanto è vero che l'ordine è pane!

Ordine come attenzione, cura, calma meticolosa e quotidiana. Invece nella fretta butti lì le cose rimandando al domani. Fai così ogni giorni fin quando non ti ritrovi con l'acqua alla gola. Qualcuno allora deve aiutarti. Da solo non ce la fai. Che stress! Eppure bastano pochi gesti abitudinari per non finire nel baratro.

Macché. Te lo ripeti sempre. Ed ogni volta tutto si rimanda e tutto finisce nel buttare lì le cose senza criterio. Ho pensato molto in questi giorni alla vita spirituale. Eh già. Se non la curi diventa come quel deposito in subbuglio: hai tante ricchezze ma non le vedi. Allora immagino i santi proprio come coloro che sanno mettere ordine.

La grazia di cui ho più bisogno è proprio quella di mettere ordine in me stesso. Per non dimenticare chi sono. Per non trascurare la dignità delle persone che incontro. Per tutto quello che ho da fare. Beato me se sempre saprò riordinare con la buona luce i miei desideri più profondi. Che Dio mi aiuti!

sabato 31 ottobre 2015

Sabato della XXX settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

Apparenza


Rm 11,1-2.11-12.25-29; Sal.93; Lc 14, 1.7-11
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Ambire ai primi posti è un piacere molto ricercato per chi ama l’apparenza e l’onore riconosciuto. Molti lo pretendono e lo ottengono. Ma quando non sono più nessuno perdono il privilegio.

Il Signore, al contrario, ci invita a essere umili e a non ricercare onori e ricchezze. Se ci affidiamo a Lui, Egli ci ricompenserà e ci esalterà al tempo opportuno. Non per formalismo o apparenza, ma per rispetto della nostra dignità.

Affidarsi a Dio ricompensa. Ma non subito. Anzi, sembra di essere esclusi dalla logica mondana e, spesso, bisogna subire l’ingiustizia. Una parola “grande” con la quale occorre lottare con la pazienza e la perseveranza. Soprattutto con la fede in Dio.

venerdì 30 ottobre 2015

giovedì 29 ottobre 2015

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Chi ci separerà?


 Rm 8, 31-39; Sal.108; Lc 13, 31-35


A piena voce ringrazierò il Signore,
in mezzo alla folla canterò la sua lode,
perché si è messo alla destra del misero
per salvarlo da quelli che lo condannano

 Sal.108


Questo versetto del salmo 108 mi aiuta ad entrare nelle letture di oggi. Si parla della premura che Dio ha per noi e del modo col quale la mostra: la condivisione.

Egli divide con noi la condizione umana, anche nella realtà più terribile della sofferenza e della morte. Gerusalemme indica, appunto, il luogo del martirio dove Gesù, e tanti profeti prima di Lui, ha offerto la sua vita al Padre per la nostra salvezza.

mercoledì 28 ottobre 2015

Il mare mi piace


Caro diario,
                   ormai l'estate è finita da un po'. Nostalgico, tra giornate corte ed uggiose, affermo che tra le tante cose che preferisco c'è il mare. Mi piace la spiaggia, il profumo di salsedine, il sole, tuffarmi nell'acqua salata. Soprattutto amo osservare il mare, con i suoi colori, nella varie ore della giornata.

Al mattino, quando ancora non c'è nessuno, mi culla quella bruma piacevole con colori da favola. La tranquillità si sposa bene con questo panorama. Se il mare è calmo tutto vi si specchia, in particolare il cielo terso e rosaceo del sole che appena spunta.

martedì 27 ottobre 2015

Martedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

LA SPERANZA


Rm 8,18-25   Sal 125   Lc 13,18-21
 Il granello crebbe e divenne un albero

L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio (Rm 8, 19).

Attendiamo cieli nuovi e patria nuova dove sarà piena la gioia di essere figli dell’unico Padre. Questa è la speranza. Soprattutto in questo periodo in cui ci avviciniamo alla ricorrenza dei defunti.

Come quando si attende il momento di ricevere un regalo. Non si vede l’ora, si sta in ansia, soprattutto i bambini, sapendo di ricevere qualcosa di importante che esprime l’amore dei genitori o di una persona umana. L’attesa è veramente utile per scoprire la bellezza dei rapporti umani!

lunedì 26 ottobre 2015

Lungo la strada


Lungo la strada possiamo smarrirci o fermarci per chiedere aiuto. Diverse sono le persone che possono aiutarci. Anche Gesù' e' disposto a farlo. Può rimetterci in piedi sollevandoci dalle nostre cecità'. Ci farà' ritornare sulla strada smarrita che e' quella del perdono e della riconciliazione per farci camminare spediti verso l'incontro con Dio, nostro padre.

domenica 25 ottobre 2015

Il positivo

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!» (Mc 10, 51).


Apriamo gli occhi! Così mi dice sempre un amico a mo’ di saluto. Come a dire: tante belle cose. Un augurio scherzoso a saper ben guardare per cogliere il positivo. Soprattutto nel mio cuore. Poi nella mia vita. Utilissimo per me che spesso scruto solamente i miei lati oscuri, quelli che mi bloccano. Che mi buttano ai margini della strada per chiedere l'elemosina di qualche contentino.

Credici! E' quello che mi ripeto spesso. D'altronde è la chiave di svolta per seguire la Luce. Le cadute, i lati negativi, le brutte figure sono utili per tendere la mano a chi ti può sollevare. A chi ti sprona per toglierti il vecchio mantello di una vita mediocre. Quella che è mortificata da false attese o da obiettivi talmente alti da essere irraggiungibili.

Potrei all'improvviso cantare come Bocelli o scrivere come Umberto Eco? Assolutamente no. Tuttavia nel mio piccolo posso fare molto. Anche solo donare un sorriso. Ed è bello saperlo scorgere. O vedere le persone che ti sostengono, che ti sono amiche dandoti quel taglio quotidiano del tuo vivere che fa "qualità". Sì, vorrei sempre poter aprire gli occhi come Bartimeo ed osservare quel lato della medaglia che sa di vita piena e vissuta.

sabato 24 ottobre 2015

Sabato della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Fico sterile


Rm 8, 1-11; Sal.23; Lc 13, 1-9
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo

Il vangelo odierno ci ricorda che il Signore è paziente e misericordioso. Egli aspetta che il peccatore ritorni a lui per donargli la vita. Come il fico che non porta frutti da tre anni e che il contadino è ancora disposto a concimare nella speranza che porti frutti.

Così Dio fa con noi. Ci dona continuamente lo Spirito affinché la nostra parte carnale possa trasformarsi in spirituale e portare frutti di vita eterna. Quello spesso Spirito che ha risuscitato Gesù dai morti, dà vita alla nostra carne mortale.

Così di giorno in giorno ci rinnoviamo e cresciamo nell'amore in attesa della resurrezione finale, quando i corpi di tutti gli uomini torneranno a vivere per sempre al cospetto di Dio. Nel frattempo lo Spirito ci dà la forza per compiere il bene che desideriamo e per allontanarci dall'egoismo.