venerdì 31 ottobre 2014

Venerdì della XXX settimana del Tempo Ordinario (anno pari)

Freschi


Fil 1,1-11   Sal 110   Lc 14,1-6
Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?


Gesù compie un miracolo di sabato per dimostrare che glorificare Dio non è un lavoro ma una cosa da fare sempre, senza paure. Mi viene in mente quando Lui stesso afferma: se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli. Noi che siamo fissi su alcune cose, perdendo l'obbiettivo del cammino, dovremmo ricordacelo spesso.

Se non abbiamo la libertà per esprimere la lode a Dio, ma ci lasciamo condizionare da cose non essenziali, siamo molto vicini ai farisei e poco a quei bambini additati da Gesù. La nostra fede stanca rischia proprio di pretendere alcune osservanze ed il rispetto di tradizioni. Ma che ne è del nostro amore verso Cristo?

Ci siamo dimenticati che l'amicizia con Lui per forza di cose libera e purifica, non rende schiavi. Soprattutto stimola la fantasia nel trovare nuove vie per vivere la fede nella carità e nella speranza. Lo Spirito che Lui ci dona ci guida nella via dell'ispirazione innovativa, che ogni giorno vuole un fiore nuovo. Noi invece ci accontentiamo di fiori finti!

PENSIERO DEL GIORNO

La Chiesa è un capolavoro, il capolavoro dello Spirito, il quale infonde in ciascuno la vita nuova del Risorto e ci pone l’uno accanto all'altro, l’uno a servizio e a sostegno dell’altro, facendo così di tutti noi un corpo solo, edificato nella comunione e nell'amore. 

Papa Francesco

giovedì 30 ottobre 2014

Belvedere

Acrilico misto olio su tela 20x40, appena terminato. Affascinate panorama del mio paese, Castelfranci (Av).


Work in progres:

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Un abito
Ef 6,10-20   Sal 143   Lc 13,31-35
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

Per qualsiasi cosa c'è un abito diverso. Per la sera, la domenica, una cerimonia, il lavoro, da lutto.... Un abito ci distingue ed esprime i nostri sentimenti ed il ruolo che abbiamo. San Paolo ci ricorda che è così pure per la fede. E' necessaria, afferma, l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo.

Le tentazioni sono subdole e feriscono le parti più deboli della persona. Solamente Dio può aiutarci con i doni della sua grazia.  Continua l'apostolo: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace.

Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. Un abito dunque che ci fortifica per seguire la via di Dio allontanandoci dalle tentazioni tenebrosi del male.

 PENSIERO DEL GIORNO

Credere non è altro che, nell’oscurità del mondo, toccare la mano di Dio e così, nel silenzio, ascoltare la Parola, vedere l’Amore.

Benedetto XVI - Discorso 23 febbraio 2013

mercoledì 29 ottobre 2014

Una sana malinconia


Caro diario,

                         oggi una sana malinconia mi pervade. Ho pensato alla morte. A questa vita che è solo un passaggio. Alle cose che, pur belle ed affascinanti, finiscono nel nulla dopo un lento decadimento.

Non lo dico con pessimismo, ma con quella riflessione pacata che mi riporta alla realtà delle cose e me la fa accettare. In passato non riuscivo a farlo e tutto finiva in gola con un respiro singhiozzato.

Il senso del vuoto aveva invaso le mie ossa e, se avessi potuto scegliere, avrei detto di sì al nulla definitivo. Oggi non è così.

Questa mestizia alimenta una energia di fondo che con il tempo ho conquistato. Mi sento energico, motivato, pronto a vedere uno spiraglio di luce in quello smarrimento che mi pervade. Ma non mi prende perché lotto e cerco la vita.

Stammi bene amico!

Mercoledì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Obbedienza


 Ef 6,1-9   Sal 13   Lc 13,22-30
Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio

Fare qualcosa con piacere non è un peso. Soprattutto quando si ama e non si avanzano pretese. Allora si ascoltano volentieri le persone che danno delle indicazioni e le si serve nel silenzio. Come se si servisse Dio. Non si cerca l'ammirazione degli uomini ma la volontà di Dio.

La porta dell'obbedienza è stretta perché richiede delle rinunce. Tuttavia ci invita a crescere eliminando tutto ciò che gonfia. La falsità, l'ipocrisia, le facili comodità appesantiscono la vita. La adagiano in ciò che non è vero e giusto, a discapito della misericordia e della carità.

Ascoltare gli altri è veramente un grande gesto di umiltà. Esso ci mette ad uno scalino inferiore per farci apprendere come raggiungere la meta. E ci pone nella condizione di fare agli altri quello che vorremmo sia fatto a noi stessi. Così lievita l'amore che Dio ha seminato nel cuore.

PENSIERO DEL GIORNO

L'umiltà e la semplicità sono le due vere sorgenti della bellezza.
 
 Johann Winckelmann

martedì 28 ottobre 2014

Musica



Ed ascolti la musica che ti piace.
Ti trascina in un incanto:
mistero e piacere.

Un dolce salato
assiepato in un recondito
infinito.

Sensazioni di leggerezza
ed un caldo desiderio
di approdare in 
 sereni lidi.

Mari azzurri
e sole alto
a fendere il retaggio
di monotone giornate.

Lunghi sorrisi,
distesi sguardi,
temporeggiare di abitudini
consolidate in siffatti
arcobaleni.

Non desideri altro:
che il miraggio non tramonti.

SANTI SIMONE E GIUDA


Le colonne




Ef 2,19-22   Sal 18   Lc 6,12-19
Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli

Oggi è la festa dei sati apostoli Simone e Giuda. Il vangelo ci propone la chiamata dei dodici. Dopo una lunga notte di preghiera, Gesù sceglie dodici persone come suoi stretti collaboratori, per l’edificazione del regno di Dio.

La missione che gli affida è quella che Lui stesso ha ricevuto dal Padre: annunciare il regno a tutte le creature. Il luogo pianeggiante, di cui parla il vangelo, indica proprio l’universalità del messaggio di salvezza, alla quale i dodici, in particolare, sono preposti. Andare e battezzate tutte le genti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: questo il mandato specifico.

Mi compisce sempre il riferimento ai nomi degli apostoli. Ognuno è chiamato per quello che è, con la sua identità, il suo mestiere, i suoi doni…senza rinunciare a nulla di tutto questo ma metendolo a servizio di Dio. La frase di Gesù vi farò pescatori di uomini, rivolta ad alcuni di loro, esprime proprio questa realtà. Il Signore ci chiama per come siamo e per quello che sappiamo fare. Però vuole il massimo, con il suo aiuto.

La missione dei dodici richiede il lasciare tutto per il regno dei cieli, per guarire quelle folle numerose che, come in quella pianura, attendono la Parola del Messia per essere guarite dalle loro infermità spirituali e corporali. Gli apostoli sono il fondamento del grande Tempio che è la chiesa. Le dodici colonne su cui esso si poggia. Noi pietre vive, rese tali dal battesimo, chiamate a contribuire all’edificazione di questo edificio, partendo dalla conversione del cuore.

Che il Signore ci sostenga con le sue meraviglie e tramite suo Figlio ci renda sempre più partecipi della sua chiesa per poterlo lodare e ringraziare in virtù dello Spirito che ci ha donato.

 PENSIERO DEL GIORNO
Sempre la chiamata di Dio dapprima distingue, elegge, separa uno dagli altri, poi si mostra come chiamata a favore degli altri.
 Enzo Bianchi

lunedì 27 ottobre 2014

Il puzzle



Il puzzle della vita si compone come un panorama quando hai occhi per vedere le meraviglie che Dio compie. La nebbia spesso non ci fa percepire l'essenziale. Ci fa fermare, a volte sbattere contro i muri di regole e norme. Cio' che conta e' lottare con tutto noi stessi per ritrovare il panorama ed il giusto battito del cuore. In un'armonia che e' presenza di Amore attraverso volti che danno colore al nostro orizzonte.

sabato 25 ottobre 2014

Ripetere aiuta



Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. 
Mt 22, 40

Il ripetere aiuta. Di certo è noioso, ma aiuta a migliorare. Ricordo alle scuole media di aver scritto una frase in inglese non so quante volte. Mi sentii umiliato di una simile punizione, per non averla scritta bene. Ma da allora non commisi più quell'errore.

Lo stesso per gli esercizi di musica. Li ho ripresi da poco dopo molti anni. Dopo varie ripetizioni credi di averli imparati a perfezione. Poi li esegui dal maestro e ti inceppi. E divi ripetere per memorizzare. Studio, studio, molto studio!

Lo dico a me. Perché veramente è l'unico modo per diventare bravi e non dare nulla per scontato. Spesso diciamo: questa cosa l'ho sentita mille volte. Eppure c'è sempre qualcosa che sfugge. Come nel brano evangelico di oggi. Amare Dio ed il prossimo.

Chissà quante volte ce l'hanno detto che è l'essenza del cristianesimo. Sempre le stesse cose. Eppure ancora non so amare come Dio ama. Ancora non ho capito la portata, l'ampiezza e la profondità di quest'unico comandamento. Un po' di esegesi non farebbe male. La ripetizione aiuta, sempre.

 
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In lacrime





Is 25, 6a.7-9  Salmo 22  Mt  11,25-30


Le lacrime fanno parte della nostra vita. Scorrono sulle guance per esprimere sentimenti. Di gioia o di dolore, come quando perdiamo una persona cara. Non sono segno di debolezza ma di un animo molto profondo che vuole offrirle a Dio nella preghiera.

Se non piangiamo come possiamo chiedere a Dio di asciugare le nostre lacrime? Se non avvertiamo la piacevole sensazione di essere consolati, come potremmo consolare? E' un dialogo con Dio che non si interrompe.

Lo stesso la vita del nostro caro defunto, credo sia stata caratterizzata da questa esperienza. Lacrime di gioia per soddisfazioni piacevoli, che solamente le lacrime potevano esprimere. Lacrime di dolore e di sconforto per le umiliazioni della vita che lo hanno segnato.

Avrà pianto anche lui per la perdita di persone care. Adesso che rivolgiamo a Dio preghiere in suffragio della sua anima siamo in comunione con lui. Una comunione che si esprime nell'affidarci a Cristo che di dice: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 

Sì, Signore, abbiamo bisogno del calore del tuo ristoro. Quello che sgorga dalla tua resurrezione e che non avrà fine. E che ci apre alla forte speranza annunciata dal profeta Isaia: il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto.

Noi oggi con la nostra presenza e la preghiera vogliamo confortare i familiari, i parenti e gli amici del defunto. Certi che la morte, il dolore de il lutto sono solo un passaggio verso una realtà definitiva dove il Signore degli eserciti preparerà un banchetto per tutti i popoli.

venerdì 24 ottobre 2014

Venerdì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Una presenza

Ef 4,1-6   Sal 23   Lc 12,54-59
Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?


Siamo bravi nel valutare molte cose che vediamo. Allora prevediamo il sole, la pioggia, la tempesta e la nebbia. Sappiamo come comportarci in determinate condizioni per avere dei vantaggi. Perchè, dunque, non sappiamo vedere la presenza di Dio nella nostra vita?

Eppure il salmo 23 ci ricorda: del Signore è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti. È lui che l’ha fondato sui mari e sui fiumi l’ha stabilito. Tutto viene da Lui ma non ce ne accorgiamo. O pretendiamo di essere i padroni di tutto e di tutti.

E poi ne paghiamo le conseguenze. Occorre che la nostra ragione sia illuminata dalla fede e che i nostri occhi vedano con l'amore che Dio ci dona. Così ci apriremo a quell'orizzonte più ampio che è già nel nostro cuore ma che spesso è sepolto da tante cose.


PENSIERO DEL GIORNO

La prova che una persona ha incontrato Dio non è nel modo in cui parla di Dio, ma nel modo in cui parla delle cose del mondo.

S. Weil

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Commento vangelo Mt 22-34-40


giovedì 23 ottobre 2014

Giovedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

 Il fuoco

Ef 3,14-21   Sal 33   Lc 12,49-53
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione


Il fuoco brucia e riscalda. Brucia tutto ciò che non è buono. Riscalda quando sei preso dal tepore. Gesù usa quest'immagine per parlare dell'Amore che è venuto a portare sulla terra. Esso purifica il cuore dai peccati dell'egoismo e lo rende fervoroso nell'aprirsi al servizio fraterno.

Quest'amore è lo Spirito che Egli ci ha donato. Esso induce a scelte coraggiose. Perchè indica la strada del bene, che si contrappone al male, ed incoraggia a seguirla. Sempre siamo chiamati ad usare la ragione per il nostro discernimento nel seguire la direzione giusta.

In questo rispondere al progetto che Dio ha per noi, il quale dura in eterno. Il disegno del Signore sussiste per sempre, i progetti del suo cuore per tutte le generazioni, recita il salmo 32. Seguire questa chiamata è un continuo fuoco interiore per riflettere ed agire.


PENSIERO DEL GIORNO

Sei forte quando riesci a perdonare chi non merita di essere perdonato. Quando ami qualcuno in silenzio, quando irradi felicità.

Anonimo



Acquarellato

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato 


Acrilico su tela 35x45, anno 2009. E’ un acrilico molto acquoso, dà l’impressione di essere un acquerello. L’ho fatto di getto dal vivo, andando al di là del reale, per lasciarmi trascinare dalla fantasia.

mercoledì 22 ottobre 2014

Eterno movimento


Caro diario,

                   mi vedo avvolto in un eterno movimento. Tutto è un susseguirsi: i giorni, le stagioni, gli anni...e tutto si ripete come una routine. Ti alzi, fai colazione, vivi la tua giornata; poi di nuovo a nanna.

Osservo passivo il fluire del tempo; non ho il potere di fermare il mondo e di scendere chissà dove. Ma immaginiamo che sia così. Dove andrei? Cosa farei? La mia immaginazione ci può arrivare, ma sarebbe un riflesso di quello che vivo.

Allora, se veramente potessi farlo a queste condizioni, io scenderei alla fermata del sogno. Del mio sogno. Un qualcosa di vivo, dove ciò che esiste è un grande giardino da esplorare in cui tutti sono disposi a aiutarti. 

Come un eterno fanciullo, vedrei tutto come un bel gioco, senza dominatori ne vinti, ma dove tutto ha il sapore dell'amicizia. Non vedrei nessuna divisione, nessuna alternanza di stagioni, nessun dolore...tutto sarebbe statico nel suo essere, come se già divenuto o avverato. 

Vedo un sogno, in fondo, non lontano dalla mia realtà.

Se riesco a gioire delle cose belle, a condividere gli affanni ed i dolori; se vedo gli amici che mi circondano e che continuamente cerco, in parte già sono in quel sogno. Lo devo costruire e sempre cercare anche nelle sconfitte, quando l'eterno movimento mi avviluppa nell'oscurità.

La fermata del sogno è di tutti. Ne abbiamo diritto. E ci dobbiamo credere perché non siamo soli.

Mercoledì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Le sorgenti della salvezza



Ef 3,2-12   Is 12   Lc 12,39-48
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto


Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.

Isaia ci ricorda l’importanza di avere Dio come punto di riferimento. Egli disseta l’anima; è acqua che bagna le sue labbra per farle librare di sazietà. Quando si cerca acqua da bere si va alla sorgente. Similmente la fede. E’ gioiosa e limpida se alimentata da una sorgente pura.

Essa per noi è Cristo. Lui ci disseta purificandoci dall’arsura della vita e dalla siccità delle nostre aride fragilità. Soddisfa  la nostra sete di giustizia. Il cuore è pieno di traboccante grazia. Possiamo darne anche ai nostri fratelli. Qui la nostra chiamata a collaborare con Dio per essere rivoli della sua misericordia.

Seguendo lo Spirito, tutto sarà irrorato dalla vita che dura. Quella che riceviamo e doniamo con fede nella carità operosa. Nulla manca a coloro che temono Dio. A placide acque egli sempre ci conduce, dopo aver attraversato valli secche e sassose. La cui esperienza dolorosa tuffa ancora di più nell’acqua ritrovata e conquistata.

Che il Signore possa sempre trovarci pronti per donare la sua bevanda di salvezza e ci dia la grazia di trovarla sempre, anche nelle aridità e nei conflitti interiori.


PENSIERO DEL GIORNO

Essere un piccolo bimbo tra le mani del Signore e dargli la mano ad occhi chiusi, camminando con lui docilmente, senza opporre alcuna resistenza.                                                                          
                                                                                                          Magdeleine di Gesù

martedì 21 ottobre 2014

Martedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Concittadini e familiari


Ef 2,12-22   Sal 84   Lc 12,35-38
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli

Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

San Paolo ci ricorda che, uniti nel battesimo, siamo un grande edificio che ha come pietra angolare Gesù Cristo. Siamo pietre vivificate dallo Spirito, incoraggiate a vivere una missione specifica per far crescere ben salda la costruzione del Tempio di Dio.

Non siamo più lontani da Dio grazie al sacrificio di Cristo. Siamo fratelli e sorelle nell’unico Padre. Questa fede dovremmo alimentare sino al termine di questo mondo, quando tutto sarà trasformato ed entreremo definitivamente nell’edificio eterno.


PENSIERO DEL GIORNO

Come si impara a camminare camminando, così si impara ad amare amando.

San Francesco di Sale

lunedì 20 ottobre 2014

Lunedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Accumulare

Ef 2,1-10   Sal 99   Lc 12,13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?


Accumulare tesori sulla terra rende vana la nostra vita. Essi, infatti, finiscono con la nostra vita terrena. Sono certo utili per una vita dignitosa, ma se prendono il posto di Dio creano solo affanni. Gesù oggi porta l'esempio di un raccolto super abbondante che spinge il padrone a costruire granai più grandi.

E poi godersi la vita. Ma se Dio chiama all'altra vita? Quei beni resteranno sulla terra. Allora conviene accumulare tesori per il cielo. Si tratta di uno stile di vita che rende viva l'immagine di Dio nel nostro cuore ed in quello di tutti gli uomini.

Questo impegnandoci a vivere nel rispetto nostro e di tutti; degli uomini e di quanto Dio ci affida per il bene di tutti. Tutto è suo dono. Dai beni che possediamo alla gioia della conversione, espressione della vera fede. In questa prospettiva non c'è nessuna paura di perdere, solamente la certezza di guadagnare ciò che dura per sempre. 


PENSIERO DEL GIORNO

Il solo tesoro che l'uomo possegga davvero è quello della sua vita interiore; ed e un tesoro che nessuno gl'invidia

Arturo Graf
 

Plasmati d'amore


Il nostro Dio e' uno ma trino. Una forte unione che si chiama amore. Di esso e' impastato il cuore dell'uomo. Siamo plasmati di amore e con amore. Per questo l'uomo e' la gloria di Dio, la sua sublime creatura. Tanto che Cristo ne ha assunto la natura per riportarla al suo originario splendore. Cosi' che Egli e' il nostro modello. Ed e' proprio  lo Spirito che ci incita a seguirlo nella via della carita'. Per portare amore li' dove c'e' odio, violenza e sopraffazione.

sabato 18 ottobre 2014

Captatio benevolentiae





 Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?
Mt 22, 16

Captatio benevolentiae, come tutti sapete, è attirare la benevolenza di qualcuno. In retorica è guadagnare l'attenzione di chi ascolta, per poi andare al dunque. Attirare lo sguardo, l'attenzione, parlando di qualcosa che possa sedurre.

Proprio quello che fanno gli erodiani ed i farisei con Gesù quando dicono: sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Vogliono qualcosa e cercano di ottenerlo con subdoli elogi. Qui, però, è una captatio benevolentiae ingannevole.

Perchè vogliono sentirsi dire qualcosa: si aspettano quella parola per condannarlo. Ma Gesù dimostra sul serio di essere quello che dicono e non si lascia trarre in inganno. Risponde con parole precise, lancia un messaggio chiaro, ma non entra nella gabbia.

Tante volte pure io ho cercato di "accarezzare" per ottenere qualcosa. Ho enfatizzato: sei bravo, sei preparato, hai ottime qualità....al di là dei risultati, magari neanche interessi personali, oggi non mi sento più di fare così. Vado direttamente al dunque puntando sulla fiducia.

Penso che sia la cosa migliore per valorizzare una persona che conosci. Una fiducia, ovviamente, che va coltivata nel tempo. Forse era questo che Gesù si aspettava da quei dottori. E penso sia quello che si spetta da ciascuno di noi.



 
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