giovedì 31 luglio 2014

Giovedì della XVII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Il vasaio


La prima lettura di oggi, tratta dal libro del profeta Geremia, presenta Dio come il vasaio e la casa di Israele come un vaso di argilla da plasmare. Il popolo ebraico è ribelle e non ascolta l’invito di Geremia di abbandonarsi al Signore e lasciarsi cambiare. Anzicchè come vaso di argilla esso si mostra dura cervice, immobile.

Nel regno di Dio non c’è posto per chi rimane fermo nei propri principi. Esso, infatti, è per chi si lascia guidare da Dio; per chi collabora con Lui nella edificazione di opere di bene. Da soli non possiamo fare nulla, abbiamo bisogno del suo aiuto. Per questo è indispensabile riconoscere l’autorità di Cristo e dei suoi ministri, nel predicare il vangelo.

Spesso è scomodo, perchè richiede tante rinunce. E rischiamo anche noi di essere duri e di rifiutare Gesù, mettendolo in secondo piano. La parabola delle reti gettate, di cui il nazareno parla oggi nel vangelo, indica la grandezza della pazienza divina. Il quale non condanna nell’immediato, ma dà sempre nuove possibilità di salvezza fina a quando, alla fine dei tempi, i suoi angeli non getterenno le reti.

Allora Dio, giudice supremo, separerà i pesci buoni da quelli cattivi. Sicuramente i buoni saranno quelli che si sono lasciati modellare dallo Spirito Santo.

Fedeltà


Illusioni


Caro diario,

                  spesso mi capita di avere delle illusioni. Sia nella cose che vedo, sia nelle persone.

Quando vedo delle immagini mi illudo di vedere delle forme. Come nella foto di copertina. Lì mi sembra di vedere una grande tartaruga.

Nella foto qui accanto, invece, lì in alto, intravedo la vergine di Lourdes con santa Bernadette. E' molto affascinante con quei giochi di luce, nonchè per il panorama montano.

Quelle guglie rocciose appaiono proprio come due statue.

Il cielo, un forte invito alla contemplazione che ti invita ad innalzare lo sguardo.

Nella foto qui sotto, invece, in lontananza, la montagna sembra il profilo di Mussolini con l'elmo in testa.

Nell'altra foto, altrettanto suggestiva, quella nuvola appare proprio come un cane da caccia che salta.

Certo, tutto questo è spiegato dalla psicologia delle forme, la qualle afferma che la mente associa quello che vediamo a delle figure che ha nella memoria che ci permettono di interpretare la realtà in un certo modo.

L'importante è non lasciarsi condizionare.
 
Similmente, però, questo fenomeno, delle volte, accade anche con le persone.

Allora rischio di vederle per quello che non sono. Di farmi un'idea sbagliata di loro, in positivo o in negativo.

Spero, anche in questo caso, di non lasciarmi ingannare dalle apparenze ma di seguire i giusti tempi per conoscere me stesso e chi mi sta accanto.


lunedì 28 luglio 2014

Siate misericordiosi

Camaldoli, novembre 2011



Il calare della notte oscura tutto. Non si vede. La luce è la sola che può illuminare e dare vita ai colori. Così vedo la misericordia di Dio.

Egli ha sempre cura di noi,  soprattutto nelle situazioni di peccato e di tenebra. Lui sa come soccorrerci e donarci la luce. Non una luce monotona, ma variopinta, come quella che segna l’aurora ed il tramonto. O il chiarore della luna, quando è alta.

Dio sa di cosa abbiamo bisogno e ce lo procura. Ci chiede di fare altrettanto per i fratelli. Che il Signore ci conceda di rispondere a questa chiamata.

mercoledì 16 luglio 2014

Mercoledì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


I piccoli



Is 10,5-7.13-16   Sal 93   Mt 11,25-27
Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli


I piccoli sono i privilegati da Dio. Essi sono gli ultimi sulla terra, ma i primi nel suo regno di giustizia e di amore. Non si vantano di nulla, sanno riconoscere il primato di Dio, che chiamano padre

Gli rendono lode per tutto, anche nella sventura e nella persecuzione. Sanno di non essere abbandonati.Perdonano di cuore, come Gesù ha perdonato ed amato. Accolgono il suo amore che risana il cuore e poi donano quello che hanno ricevuto.

I piccoli non amano la superbia. Si ritengono inferiori a tutti e tutti ritengono maestri di vita. Accolgono il misero e l’indifeso e vedono in esso il volto di Cristo. Non giudicano, ma cercano di capire ed ascoltano chi ha sbagliato ed è da tutti additato.

Amano il silenzio per ascoltare la voce di Dio. Mettono la Parola al primo posto, perchè da essa attingono la sorgente della loro umiltà.


PENSIERO DEL GIORNO

Per entrare nel Regno dei cieli bisogna avere sentimenti grandi, immensi, universali; ma bisogna sapersi accontentare delle piccole cose, degli impegni comandati dall’obbedienza, della volontà di Dio come si esprime nell’attimo che fugge, delle gioie quotidiane offerte dalla Provvidenza; bisogna fare di ogni lavoro, per quanto nascosto e modesto, un capolavoro di amore e di perfezione.

Giovanni Paolo II

martedì 15 luglio 2014

Frutti di conversione


 COLLETTA 

Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito
 la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola,
 che continui a seminare nei solchi dell'umanità, 
perché fruttifichi  in opere di giustizia e di pace
 e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno.


La Parola scende nei nostri cuori per irrigarli e far germogliare il bene. Non torna a Dio senza aver prodotto dei frutti di conversione. E' come una semina abbondante. Essa va in tutti i terreni e dove non attecchisce attende. Perche' sa che il cuore dell'uomo e' terreno buono e fertile. Tuttavia inquinato da sassi, spine e zizzania. La Parola vuole dissodarlo per renderlo libero di amare.

Martedi della XV settimana del tempo ordinario - anno a - San Bonaventura

Lastricato

 
Is 7,1-9   Sal 47   Mt 11,20-24 
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi. 

Un terreno coperto da un fitto lastricato non può produrre frutti. Perchè mai il seme potrà cadere nell'humus per germogliare e portare frutto. E' quando siamo troppo sicuri di noi stessi e delle nostre certezze per permettere alla novità del seme della Parola di attecchire nel cuore.

Per questo motivo le città che visita Gesù non accolgono il suo messaggio, nonostante i molti prodigi compiuti. Si trovano bene nel lastricato delle loro tradizioni. Camminano comodi e spediti. Ma il terreno buono è ignorato. Lì il vangelo vorrebbe arrivare.

Può capitare anche a noi di stare tranquilli sulle poltrone del nostro cristianesimo assuefatto. Dobbiamo scrollarci dalle false attese e dai pregiudizi per metterci in cammino. Lasciare così lavorare il seme della Parola nel terreno buono del nostro cuore. La novità non ha nulla a che vedere con la staticità.


PENSIERO DEL GIORNO


Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere

Gandhi

lunedì 14 luglio 2014

Il Dio di ogni consolazione

Camaldoli novembre 2011






In ogni mia afflizione c’è il desiderio ardente di essere consolato da Dio. Nessun’altro può farlo. Soprattutto nei riguardi delle ansie pastorali per i miei fedeli.Do tanto ma forse è poco e mi affliggo per le persone che si allontanano da Dio. Io stesso, a volte, mi dirigo verso altre patrie.

E la consolazione di Dio arriva con la sua pace, la sua serenità, il calore del cuore. Anche attraverso persone concrete, che mi incoraggiano con la loro presenza e la loro vita.

Vorrei capire sempre di più me stesso per andare loro incontro. Per accogliere ed assere accettato con il fardello delle mie fragilità. Per questo vedo nella debolezza la mia forza. Se sono vuoto e carente Dio può riempirmi con la forza del suo amore.

domenica 13 luglio 2014

Crescita

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! (Mt 13, 16-17).


Per dissodare un terreno ci vuole lavoro e pazienza. Togliere pietre ed erbacce. Spianare e fare i solchi. Arare bene la terra. Seminare ed aspettare che piova. Concimare ed attendere della neve per far penetrare. Tante cose condite con ottima pazienza.

L'agricoltore sa bene il lavoro che ci vuole. Rende bene paragonare la nostra vita a delle spighe. Esse devono crescere. Per questo hanno bisogno di cure ed attenzioni. Ognuno di noi sa quanto sia importante la formazione e l'età dell'incertezza, che oggi ci fa vivere nelle sicurezze conquistate.

Scelte mirate ed oculate, insaporite da sconfitte e delusioni, costruiscono la spiga della nostra vita. Per me credente un tocco fondamentale lo ha sicuramente la sapienza della Parola. La mia "spiga" ne attinge parecchio. 

Largamente Dio semina nel nostro campo. Spesso trova ostilità, ritrosie e resistenze. Lui vuole tirar fuori la parte migliore di noi. E non si stanca di farlo. Sa che la nostra terra buona è fatta per Lui. Per accogliere la sua Parola che vivifica. 

giovedì 10 luglio 2014

Giovedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Gratuitamente




Os 11,1-4.8-9   Sal 79   Mt 10,7-15
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date


La mentalità economica e di profitto nella quale viviamo, rischia di farci dimenticare l’importanza del dono gratuito.Per ogni cosa che facciamo desideriamo un tornaconto, anche solo come un piccolo riconoscimento per quello che facciamo.

Oggi Gesù ci ricorda, anzitutto, che tutto quello che riceviamo è suo dono. In particolare la vita e la salvezza che viene da Lui. Essere suoi discepoli è riconoscere questo aspetto: Dio ci ha creati gratis, senza pretendere nulla; neanche il ricambio di questo grande amore.

Con la sua immensa potenza, potrebbe pretenderlo. Ma non lo fa perchè Egli è misericordia infinita, il cui unico limite è la nostra libertà.Spesso, infatti, rifiutiamo il Cristo, proprio come i suoi compaesani; nonostante avremmo tanti motivi per accettarlo. Primo fra tutti l’aver condiviso la nostra condizione umana, eccetto il peccato.

Lasciarlo entrare nella nostra vita è permettergli di operare dei miracoli di conversione che ci consentano di vedere il mondo con i suoi occhi e con la sua logica di amore. Solamente in queto modo anche noi diventeremo dono gratuito per gli altri, così come Lui ha donato per noi la sua vita.


PENSIERO DEL GIORNO

Ognuno di noi è stato scelto attraverso un incontro gratuito perché si renda egli stesso incontro per gli altri. È dunque per una missione che siamo stati scelti.
 
Giussani

mercoledì 9 luglio 2014

Mercoledì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Il seme

Os 10,1-3.7-8.12   Sal 104   Mt 10,1-7
Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele


Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà; dissodatevi un campo nuovo, perché è tempo di cercare il Signore, finché egli venga e diffonda su di voi la giustizia. Bella questa frase di Osea che oggi ci proprone la liturgia.

Chi semina secondo la Parola annunciando la misericordia di Dio, raccoglierà pace e giustizia. Non è semplice. Bisogna credere nella potenza della Parola. Porterà frutto pure tra sassi e spine. La nostra vita dovrebbe essere semplice ed umile: allora loderemo Dio in ogni momento.

Quando sopraggiunge la vanagloria del mondo, saranno altri gli altari a cui ci rivolgeremo. Come è successo al popolo ebraico, che abbandona il culto del vero Dio per rivolgersi agli dei pagani. Certo risultati immediati. Ma che ne sarà delle esigenze più profonde del nostro cuore?


PENSIERO DEL GIORNO

La superstizione, l'idolatria e l'ipocrisia percepiscono ricchi compensi, mentre la verità va in giro a chiedere l'elemosina.

Lutero

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/verita-e-menzogna/frase-7043>

martedì 8 luglio 2014

Martedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Operai


Os 8,4-7.11-13   Sal 113B   Mt 9,32-38
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!


Gesù opera tanti prodigi per le folle. Ma ad un certo punto non riesce a dar ristoro a tutti. Lui il Figlio di Dio! La messe è molta ma gli operai sono pochi. Afferma. Invitando a pregare il padre affinché mandi operai per la messe. E qui subito pensiamo ai ministri ordinati.

Non solo. E' la chiesa tutta chiamata in causa. Chi è battezzato ed accoglie il messaggio evangelico è parte attiva della chiesa. Nel suo specifico è chiamato ad essere operaio del vangelo. Per soccorrere gli sfiduciati ed i bisognosi.

Tutti possiamo operare nel mondo portando la misericordia di Dio. Facendolo incontrare a chi ancora non lo ha conosciuto. E' il mistero della chiesa. Il Signore l'ha voluta per essere nel mondo segno del suo amore. Quella luce che allontana dalle tenebre degli idoli per aprire alla vita vera.


PENSIERO DEL GIORNO

La Chiesa siamo tutti! Tutti! Dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa, e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù, che ha percorso una strada di spogliazione, Lui stesso. E’ diventato servo, servitore; ha voluto essere umiliato fino alla Croce. E se noi vogliamo essere cristiani, non c’è un’altra strada. 

Papa Francesco

lunedì 7 luglio 2014

Chi si umilia sarà esaltato


Camaldoli, novembre 2011

Camminando trai boschi di questo luogo e calpestando le foglie autunnali, mi sento proprio come loro: humus. Terra, polvere…un eterno divenire tenuto in essere dal soffio dello Spirito che continuamente mi dà vita e mi sostiene. Sarei un nulla, come sabbia al vento, altrimenti.

Non avrei nulla da offrire se non la mia pochezza. Questa sì che la dono, ma a Dio. Lui mi trasforma continuamente, plasma la mia argilla; le dà energia e la rende umile. Vorrei che fosse sempre così. Da un lato il riconoscermi una strumento nelle sue mani, dall’altro lodarlo in eterno per le sue meraviglie, sopratutto per quelle che compie nella mia vita e nella mia storia.

Tutto è da Lui e per Lui. Ne sono felice.

Piccoli


 
COLLETTA 

O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l'eredità del tuo regno, 
 rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del Cristo tuo Figlio, 
 per portare con lui il giogo soave  della croce
 e annunziare agli uomini la gioia che viene da te

I piccoli hanno un cuore mite ed umile. Essi cercano quel messia che cavalca l'asino, che spezza l'arco dei forti per formare un regno di giustizia e di pace. Saremo piccoli se ci lasciamo guidare dallo Spirito per allontanarci dall'orgoglio della sopraffazione. Saremo piccoli se vivremo nel quotidiano la nostra scelta di essere cristiani. Li' dove non ci sono applausi ma solo fatica ed oppressione. Gesu' ci dara' ristoro.

domenica 6 luglio 2014

Ruderi

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (Mt 11, 25).


Capita di vedere dei resti di costruzioni antiche. Case, paesi, conventi abbandonati. Parlano di un passato, di una storia. Hanno una vitalità da riprendere e riproporre. Ancora oggi parlano.

Infatti, alcuni luoghi sono rinati grazie alla presenza di qualcuno che ci ha creduto. Persone che si sono trasferite in quei posti per vivere una spiritualità. Uno stile di vita. La gente li va a trovare e trova pietre vive.

Conosce la storia di quei massi e la personalità di chi lo abita, che rende colorate quelle pietre. Così è stato nella nostra diocesi per l'abbazia del Goleto. Un monastero fondato da San Guglielmo da Vercelli ed abbandonato a fine ottocento, per la soppressione.

Un mocanco di Montevergine, altro monastero fondato dal santo, decide di trasferirsi lì nella seconda metà del novecento. Vive in quel luogo la sua quotidianità, fatta di preghiera e lavoro. L'ho incontrato che avevo cinque o sei anni.

Ricordo una montangna di massi e lui a lato che ci accoglieva. Oggi lui non c'è più ed in quell'abbazia non ci sono cumuli di massi. E' stata ripresa e riportata alla luce. E' il centro spirituale della nostra diocesi e si vive l'aria della semplicità.

Non sono persone come questo monaco ad essere quei piccoli di cui Gesù parla nel vangelo? Bisogna credere nei banali gesti quotidiani, senza stancarsi. Allora accadranno cose straordinarie. Rivivremo noi, la nostra comunità ed i nostri luoghi.

giovedì 3 luglio 2014

La stanza dell'allegria



Mi avvio in una stanza del mio essere che sa di compagnia. Non si può gioire senza amici. Vedo questo luogo pieno di luci colorate e di musica. Gente che balla, altri dietro tavoli imbanditi di ogni ben di Dio.

Quanti motivi per gioire! Una festa di cresima, per esempio. Come quella di una mia parente, quando ero piccolo. La particolarità è che allora si festeggiava in casa.

Il salotto diventava la sala da ristorante. I cuochi i familiari, dall'antipasto al dolce. Quella casa di campagna quel giorno divenne una reggia. Noi che eravamo piccoli, damigelli in festa.

La festeggiata sembrava una sposa. Con un vestito ricercato, il trucco ben fatto e qualche gioiellino: era un amore. Avevo sì e no circa sei anni e me lo ricordo benissimo.

Si era in aperta campagna. Ancora meglio. Noi furbetti giocavamo nell'aia. Ci rincorravamo in quello spiazzo. Poi qualcuno si nascondeva e dovevamo trovarlo. Persino nell'orto. Credo che qualche piantina finì male, visto le urla di mio zio.

Non solo. C'era una macchina parcheggiata in discesa, doveva essere di mio padre. Era aperta. Mio cugino ed io vi entrammo. Ad un certo punto via il freno a mano! E la macchina comincia a muoversi. Fortuna che ce n'era un'altra dietro a fermarla.

A quel punto immagino che la festa per noi due finì. Visto che non ricordo più nulla. Solamente un mucchio di "palate" e due vite salvate.

mercoledì 2 luglio 2014

Mercoledì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


L’uomo al centro



Am 5,14-15.21-24   Sal 49   Mt 8,28-34
Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?

Episodio strano quello che oggi il vangelo ci propone. Gesù libera due indemoniati e manda gli spiriti impuri in duemila porci che si gettano nel mare. Per questo i mandriani chiedono a Gesù di lasciare la loro città. Come dargli torto?

Tuttavia una lettura più approfondita del testo può aitarci a capire meglio. Infatti, dietro alla lettera c’è una simbologia che l’evangelista richiama. Anzitutto, i maiali per gli ebrei sono animali impuri, come sono immondi gli spiriti del male.

Secondo, il mare, la profondità degli abissi, è il luogo dove Satana è spofondato nel libro dell’Apocalisse, dopo la sua sconfitta definitiva. Inoltre, esso simboleggia la sconfitta degli egiziani, che annegano nel mar Rosso.

Elementi che definiscono la figura di Cristo. Egli ha pieno potere sulle forze del male ed è venuto sulla terra per la salvezza dell’uomo. A costo di far annegare una mandria di maiali! Qui ci poniamo un profondo interrogativo: noi siamo capaci di mettere sempre al primo posto, nel nostro agire, la dignità dell’uomo? Rispettiamo il prossimo?

Quando dobbiamo mettere mano al portafoglio o rinunciare a qualche interesse, non è semplice. Ci accorgiamo che al posto dei porci il demonio oggi si nasconde in tante altre cose: il denaro, i beni materiali, le affezioni disordinate, l’economia….

E’ necessario che Gesù entri nel nostro cuore per liberarci dalla tenaglia del nemico. Egli ha il potere di farlo.Ma anche noi, come i mandriani, possiamo elegantemente mandarlo via. Ed Egli se ne andrà altrove. Rispetterà la nostra libertà. E noi continueremo a vivere un cirstianesimo di facciata.


PENSIERO DEL GIORNO

Bisogna avere il cuore pieno di Dio, come un fidanzato della donna che ama.

Guy de Larigaudie

martedì 1 luglio 2014

Personaggi



Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. 
Salmo 33

Tanti personaggi famosi influenzano la nostra vita. Sono per noi punti di riferimento. Li stimiamo per quello che dicono o fanno. Oggi ci chiediamo: Gesu' e' uno di loro? Oppure ha il primo posto nella nostra vita? Chi e' Lui per me? Se come Pietro anche noi lo riconosciamo come il Messia  nella fede allora saremo pietre vive nel grande edificio della chiesa. Egli cambiera' il nostro cuore rendendolo capace di gesti d'amore, come il suo.