lunedì 30 giugno 2014

Lunedì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Le vie del Signore



Am 2,6-10.13-16   Sal 49   Mt 8,18-22
Seguimi


Seguire Gesù è rispondere ad una chiamata. Dire di sì o di no ad una strada già tracciata per noi. Questa è la scelta. Occorre solamente una risposta libera, che sappia esprimere la fiducia in Dio, nella sua provvidenza. Egli è il Dio della vita e ci condurrà per sentieri di vita.

La disponibilità deve essere totale. Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo, ci ricorda oggi il Cristo. Altrettanto il discepolo deve mettere al primo posto il Regno, non le sue esigenze personali, le quali rischiano di soffocarlo.

Tante cose da fare: precetti, devozioni, formule di preghiere, tradizioni… rischiano di farci morire se non facciamo attenzione. La libertà è saper scegliere in ogni momento ciò che lo Spirito ci suggerisce.
Questo è l’unico modo per vivere nella libertà la vocazione.

Ascoltare la voce del vangelo. Questa la cosa essenziale. Spesso però ascoltiamo altre voci che vengono da tante norme e precetti che ci ingabbiano e non ci fanno vivere. Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora, afferma il salmo 49.

E lodare Dio è offrire a Lui la nostra vita nel seguire le sue vie segnate nel mondo e nella storia. Soprattutto nel rispetto della dignità umana e nella promozione dei deboli e degli indifesi.

domenica 29 giugno 2014

In solitudine

CHI SONO IO PER TE?

Le scelte fondamentali le prendi da solo guardandoti allo specchio. In quei momenti sembra che tutti non ti capiscano. Persino i migliori amici risultano lontani ed assumono posizioni assurde. Ma tu intravedi quella strada.

In dialogo con la parte più profonda di te stesso continui a scommettere ed  a seguire il tuo desiderio. Non sai come, ma senti che ce la farai. Avverti comunque una serenità di fondo. Ma devi dare una risposta. A te stesso o a Dio.

E' la domanda che Gesù rivolge ad ogni suo discepolo: chi sono io per te? Prima o poi bisogna rispondere ed accogliere una chiamata: seguimi. Lì non c'è nessuno che può parlare per te. La risposta è tua. Solamente tua.

A me è capitato in un momento determinante della mia vita. Tutti mi contrastavano, dai superiori al vescovo. Persino il padre spirituale. Veramente non potevo contare su nessuno. Mi accorsi che era giunto il momento di credere di più in me stesso. 

Lo feci. Ma prima di tutto mi trovai per la prima volta solo con Dio. In quel contesto mi accorsi che gli dovevo una risposta più matura. E lo feci fidandomi di Lui. Qualunque cosa tu voglia lo farò contando unicamente su di te. Così tradussi la mia preghiera.

A distanza di tempo, ora che vivo nella scelta sacerdotale, ringrazio il Signore per avermi portato in quel deserto. Evvero, alla fine mi sono ritrovato vicini tutti; ma più di ogni altro ho ritrovato me stesso ed il mio rapporto don Dio, sempre costante.

venerdì 27 giugno 2014

SACRATISSIMO CUORE DI GESU’ (ANNO B)


Nel cuore di Dio

Dt 7,6-11   Sal 102   1Gv 4,7-16   Mt 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore


Il nostro Dio non è impassibile alla nostra sorte. Anzi ci ama a tal punto da mandare sulla terra il suo Figlio unigenito Cristo Gesù. Così l’amore di Dio si è incarnato nella storia mediante il cuore di Cristo. Se veramente vogliamo bene ad una persona dobbiamo farla entrare nel nostro cuore. Non bastano i sentimenti e gli apprezzamenti. Il vero bene c’è sempre, anche nelle avversità.

Gesù ci porta tutti nel suo cuore. La sua predicazione dimostra questa premura; nonchè il suo sacrificio vespertino sulla croce, dove Egli diviene vittima di espiazione per i nostri peccati. Da soli non possiamo raggiungere Dio. Il cuore di Cristo ci riporta a Lui.

Mediante lo Spirito Santo, che ci è dato in dono, possiamo accogliere le effusioni di questo cuore ed incarnarle nella nostra vita. Anzitutto accogliendo Gesù come una persona da amare, non solo come un Dio da onorare. Poi dimostrando verso i nostri fratelli quello stesso amore che sperimentiamo verso Dio.

Allora anche in nostro cuore sarà misericordioso e compassionevole come il cuore di Gesù. Perchè sarà Lui stesso a trasformarlo ed a renderlo sempre più simile al suo.


PENSIERO DEL GIORNO

Non è mai arido il cuore dell’uomo che ama il suo prossimo e si prodiga per gli altri. 

Alessia S. Lorenzi

giovedì 26 giugno 2014

Il castello


Il castello di Quaglietta (Av). Acrilico su tela 50x60. Anno 2014.

Giovedì della XII settimana del Tempo Ordinario (anno pari)

ROCCIA SOLIDA


Da dove deriva l'autorità se non nel mettere in pratica ciò che si predica? In Gesù questo è evidente. Egli dice e fa, a differenza dei farisei e degli ipocriti. Propone una strada che per primo percorre: compiere fino in fondo la volontà di Dio.

Egli è l'unica roccia solida sulla quale costruire un'esistenza riuscita. Non tiene una bella casa costruita sulla sabbia. Seppur la più bella del mondo. Regge invece un edificio edificato sulla roccia. O che sia una reggia o un misero pagliaio. Regge perché c'è la roccia.

Così la nostra vita se guidata da Gesù. Se riconosciamo in Lui l'unica guida sicura non affonderemo nelle tempeste della vita. Vedremo oltre il palmo del naso e della dura sofferenza, la certezza della sua resurrezione e di una predicazione autorevole a favore dei bisognosi.


PENSIERO DEL GIORNO

Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.
 
Alessandro D’Avenia

mercoledì 25 giugno 2014

Freschezza



Vorrei che i pentagrammi della musica mi trascinassero non nei soliti stratificati pensieri, ma in qualcosa di diverso. Che sia un alba o un tramonto; una quiete o una tempesta. Purchè trascini laddove la novità è di casa e la freschezza l'aria da respirare.

Tu mi scruti e mi conosci


Camaldoli novembre 2011

Il Signore sa tutto di me. Egli mi conosce nell’intimo e vuole aiutarmi a crescere. In questo monastero i ritmi della preghiera sono lenti e cadenzati. Goccia dopo goccia, aiutano a far entrare la Parola nel cuore. Dio non ha fretta nel farci conoscere il suo amore. Anzi! Ci dà tutto il tempo per entrare nella sua dimensione, che è calma e quiete. Ed è l’unico modo con il quale il nostro cuore può sintonizzarsi con Lui.

domenica 22 giugno 2014

Vivere

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)


Più ti tuffi nella vita più la vivi. Senza tanti perché che ti ingabbiamo in scelte preconfezionate. Quando hai il coraggio di seguire  quello che senti sei libero di volare dove vuoi e di fare nuove scoperte. E il mondo si arricchisce della tua originalità.

Il preoccuparsi dell'immagine da dare agli altri mi ha molto condizionato. Ho tenuto nascosto per molto tempo le mie passioni. Quelle che mi rendono colorata la vita. Le ho tenute solamente per me. In tal modo non mi hanno permesso di crescere e di farmi conoscere per come sono.

Ancora la paura è quell'atavico sentimento che spesso mi blocca. Mi fa diventare pietra. Ma io cerco la vita, quella vera, quella che va vissuta senza condizioni. E rischio molto, rispetto a prima. Oso fare scelte sentite con persone che incontro nel cammino. Spesso più libere di me. Che bello!

Pure l'eucaristia assume un volto nuovo. Non un Dio che si ingabbia in un pezzo di pane, ma un Signore che diventa quel cibo da assimilare. Quello che ti consente di amare sul serio e con gioia vivere la tua vita. Un Dio che si mette alla pari per portarti nel suo mondo di vita piena.

Le celebrazioni gioiose, sentite, esprimono proprio quest'accoglienza di un Dio che è con noi. E' parte della nostra esistenza. Una vita che vuole migliorare portandola più in alto possibile dalle chiusure di questo mondo e dalle sue paure. Per questo Gesù non ha temuto di perdere la vita; di donarla per noi.

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

La nuova manna



 



Dt 8, 2-3. 14-16; Sal.147; 1 Cor 10, 16-17; Gv 6, 51-58

Il popolo ebraico, vagante nel deserto, riceve dal Signore la manna per sfamarsi. Ognuno ha una quantità sufficiente di questo pane del cielo. Ma la fame ritorna. Gesù ha donato ai suoi discepoli un nuovo pane: quello che sazia per sempre e che dona la vita eterna, dove non c’è più fame.Un nuovo patto, un nuovo rito: l’Eucaristia.

«L’uomo non vive soltanto di pane, ma l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore» (Dt 8, 14). Sì, da Dio è venuto questo grande dono che è suo Figlio stesso, nuova manna che nutre il suo popolo.«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6, 51). La manna diventa carne, nutrimento per l’uomo, che anela ad una vita piena, ricca dell’amore divino.

La manna è il continuo sacrificio del Figlio che per noi si offre al Padre. E noi insieme a lui, sin dal giorno del battesimo: «Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane» (1 Cor 10, 17).Eucaristia, allora, è rendimento di grazie a Dio Padre, insieme al Figlio, per tutti i benefici che riceviamo nella nostra vita, anche per la sofferenza e la persecuzione, perché è lì che partecipiamo delle sofferenze di Cristo e con Lui attendiamo la resurrezione.

Anche noi passiamo continuamente attraverso le acque del mar Rosso per liberarci dal peccato e passare alla vita nuova in Cristo Signore che ha vinto la morte. Egli è vero cibo e vera bevanda per alimentare in noi la pienezza della vita. E noi lo gridiamo al mondo perché la gioia è grande. Dio è con noi, è in mezzo a noi. La nostra fede si esprime in una lode perenne a Lui che non c’ha rimasti soli, ma ci ha lasciato suo Figlio per condurci a Lui.


PENSIERO DEL GIORNO
 
L’Eucaristia è la meta di un lungo cammino. Confessare umilmente le nostre lacune o anche semplicemente le nostre incertezze e difficoltà, è il primo passo da compiere per riscoprire l’inesauribile ricchezza di questo mistero. 

Card. Carlo Maria Martini

venerdì 20 giugno 2014

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

Commento vangelo Gv 6, 51-58


Venerdì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Luce degli occhi

 2Re 11,1-4.9-18.20   Sal 131   Mt 6,19-23
Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore


Dagli occhi traspare l'animo di una persona. Se vedi che sorridono, essa è positiva e serena. E trasmette voglia di vivere. Se, invece, sono spenti allora emanano tristezza. E diventi pure tu ombrato. Sì, gli occhi sono lo specchio dell'anima.

Gesù ci invita a riempire il cuore di cose che durano. Valori che egli ha testimoniato con la sua vita. Valori del Regno di amore e di pace che Egli ha proclamato. Misericordia, perdono, amore al prossimo, porgere l'altra guancia. Luce per il nostro spirito.

Se invece ci lasciamo prendere dalle cose del mondo e facciamo di esse l'unico motivo di vita, sarà la tenebra ad avere la meglio. Perché la scena di questo mondo passa, non è fatta per l'eternità. E' fugace, insieme ai valori che propone. E non dà felicità.

PENSIERO DEL GIORNO

 Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi
 
 Antoine de Saint Exupéry

giovedì 19 giugno 2014

Giovedi della XI settimana del tempo ordinario (anno pari)

Battiti


Sir 48,1-14   Sal 96   Mt 6,7-15
Voi dunque pregate così

La preghiera cristiana non è fatta di formule. E' un continuo dialogo con Dio. Ogni momento, ogni attimo. Una sintonia continua nella quiete e nella tempesta. Lo stesso la tenebra è condivisa, con la certezza che Dio è con noi nella persona del Figlio. Questa preghiera esprime la presenza del Signore nel cuore.

Un cuore infiammato d'amore per un Dio che ama. Prima che noi nascessimo già eravamo nei suoi pensieri. E' un amore che per sua natura cambia la vita e la rende più piena e gradevole. So per chi vivo. Il Padre nostro così deve essere pregato; proprio per esprimere quello che viviamo.

Lo recitiamo troppe volte senza far attenzione alle parole ed alla nostra interiorità. A volte contiamo quante volte recitarlo e rischiamo di fermarci alla formalità. Ogni sua parola che entra nel nostro cuore ne cambia i battiti. Ci aiuteranno a capire se le nostre corde sono sintoniche con Dio-Amore.


PENSIERO DEL GIORNO

La preghiera non richiede di interrompere il lavoro, ma di proseguire il lavoro come se fosse una preghiera. Quel che conta è essere con Lui, vivere in Lui, nella sua volontà.

Madre Teresa

Ruderi

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato

 


I ruderi del castello medioevale di Senerchia (Av). Acrilico su tela 40X50. Anno 2013

mercoledì 18 giugno 2014

Mercoledì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Le intenzioni del cuore

2Re 2,1.6-14   Sal 30   Mt 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà


Gesù raccomanda di fare il bene nel segreto, senza essere ammirati o cercare approvazione. Penso a chi si trova in situazioni estreme. Vicino ad un malato terminale, a persone diversamente abili, ad anziani che hanno bisogno di continua assistenza.

Un lavorio costante di pazienza e compagnia. Nel silenzio di tanti perché. Ma con amore. Quello che il Signore raccomanda a chi lo segue sul serio. L'importanza, allora, dell'intenzione del cuore. Dio conosce bene i suoi segreti. E sa come riempirlo.

Le apparenze di questo mondo possono solamente in parte sopperire alle esigenze del cuore. I plausi finiscono presto e ci rimangono soli nelle croci da portare. Il Signore no. Egli è sempre con noi nella persona del Figlio che per primo ha preso la sua croce.


PENSIERO DEL GIORNO





Sussurro del vento



Nel silenzio una sola voce,
un solo sussurro.
Quasi un placido estatico ululato.

martedì 17 giugno 2014

Martedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


I nemici




1Re 21,17-29   Sal 50   Mt 5,43-48
Amate i vostri nemici


Gesù completa quanto manca all’antico testamento con la sua testimonianza di amore. Essa va al di là della morale farisaica. Non mette nessun paletto alla parola prossimo. Ma include tutti gli uomini. Anche i nemici.

Questo è il banco di prova per noi cristiani. E’ la meta che siamo chiamati a raggiungere con l’aiuto di Dio. Non amare solamente chi ci vuol bene, ma soprattutto chi ci odia e ci fa del male. Dobbiamo amare i nostri nemici.

Si completa così il comandamento dell’amore. Ed in questo non siamo soli. Nel nostro cammino di graduale crescita interiore Gesù ci è vicino e ci sostiene.E’ la sua mediazione che garantisce la crescita del regno.

Occorre però, da parte nostra, la condivisione della sua amicizia. Egli non ci ha nascosto nulla e si è fatto uno di noi per parlarci alla pari. Ancora oggi la sua presenza è tra noi nell’Eucaristia, Parola incarnata e sorgente dell’amore vero.

Riconoscendo di essere peccatori, progrediremo nella via della salvezza se, illuminati dallo Spirito, ci lasciamo alimentare da Lui per divenire perfetti e misericordiosi come lo è il Padre nei cieli.


PENSIERO DEL GIORNO
 
Rimanere fedele alle verità che il cuore e l'anima ti stanno dicendo potrebbe non convenirti, in questo mondo così formale e cerimonioso. Ma se hai il coraggio di ascoltarli troverai qualcosa di intimamente molto prezioso. Verità e convenienza non sono mai andate molto d'accordo. Abbi fiducia nel tuo coraggio.


 Osho

Il sangue non è acqua



Il sangue non è acqua. Pulsa nelle vene come la tua vita. Nasconde una storia, delle pulsioni che parlano. Te ne accorgi quando prende la testa con la sua forza irruente. Non ragioni più. E' un atavico orgoglio che prende il sopravvento. E' quando, per esempio, non ti senti rispettato: quel quancuno che ti passa avanti, o un amico che ti gira la faccia. Allora ti accorgi di quanto sei sanguigno.

lunedì 16 giugno 2014

SIATE PERFETTI


...COME E’  PERFETTO IL PADRE VOSTRO  CHE E’ NEI CIELI


Camaldoli novembre 2011

Questo luogo immerso nel verde della montagna, anticipa la realtà futura.

Lì saremo beati per sempre. Qui un anticipo di quella felicità, come un dito puntato al cielo. Un luogo per ritrovare te stesso, raggiungere la sorgente del cuore e dissetarsi.

Non posso che lodare Iddio per essere qui, in pace e serenità, lontano dagli affanni del mondo. Questa pace ora la godo e spero sia così anche nei prossimi giorni.

Alcuni disagi mi riportano all’essenziale, come la mancanza del cellulare (non c’è linea) o del caffè espresso (mi devo accontentare di quello americano). Di tutto si può fare a meno, non della presenza del Signore! 

L’unica che può saziare, come me in questo momento.

Relazione




COLLETTA

Padre, fedele e misericordioso,
che ci hai rivelato il mistero della tua vita
donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
sostieni la nostra fede
e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
perché riuniti nella comunione della tua Chiesa
benediciamo il tuo nome glorioso e santo.


Trinita' mistero di amore che trova espressione nel figlio che muore per noi sulla croce.  Il nostro e' un Dio uno e trino perche' ama. Non c'e' amore vero senza relazione. E Dio ha tanto amato il mondo da mandare suo Figlio. Per amore. Questa la carta di idendita' del nostro Dio. Possiamo somigliare sempre di piu' a Lui se accogliamo in noi l'immagine del Figlio unigenito e la facciamo crescere. Lo Spirito e' il lievito di un amore sponsale si' profondo ed unico. Esigente. Ma ne vale la pena. 

sabato 14 giugno 2014

Gocce di infinito

SANTISSIMA TRINITA'

Ci sono attimi che vorresti durassero in eterno. Quando godi l'amicizia di una persona; nel respirare aria fresca sul balcone; ascoltare la musica che ti piace; tuffarti nel mare. Sono piccole gocce di infinito. Ti aprono il cuore in una dimensione che pensavi non esistesse.

Faccio di tutto per catturare queste piccole farfalle. Nel comunicarle mi accorgo che non sono solamente mie. Devono volare per loro natura verso un cuore come il mio. Così planare in quell'infinito, senza inizio e senza fine, da dove provengono.

La mente si perde in queste cose. E' più il cuore che naviga placido in ciò che è imprendibile. Irrazionale. Ma reale. E' nel sangue, nel DNA di una vita frizzante, vivace, imprevedibile. In questo sogno spesso penso di essere da solo. Tranne quando incontro quel chi, rarissimo, che lo percepisce a tatto. 

Chi è come te non delude. E' una fiamma ovunque pronta a riscaldare il ghiaccio dei tuoi no e dei tuoi perché. O insensati volteggiare di fantomatici pensieri. Tu sei così, ti dirà. E questa è la tua vita, proseguirà, e' la tua storia, il tuo mondo. Devi esserci per come sei.

Questa particella di uomo che si perde nell'infinito, è qualcuno. Forse è quello che mi direbbe anche il mio buon Dio, uno e trino. Mi direbbe quello che lui stesso è: un mistero di Amore. E l'amore si vive. Nell'aria ossigenata trova la sua forza vitale, quella che ogni giorno respiriamo.

SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A -

Commento vangelo Gv 3, 14-18


venerdì 13 giugno 2014

Tuono



Riechieggiano i rumori.
Rimbombano nella paura
di una quiete distrutta.
Restano nella memoria.
Risuonano a eco.
Ritornano a mo'
di assordante tamburo.
Ridicolo pensare di annullarti.
Rimani nel tumultuoso attimo.

Sant’Antonio di Padova, sacerdote e dottore della Chiesa – Memoria


I “massimi” del Regno




1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32
Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio

La Parola è contraria alla logica di questo mondo e ci propone una nuova mentalità basata sulla legge dell’amore vero. Essa prevede sacrificio, conquista, rinuncia, persecuzione, sofferenza; il tutto per la ricerca del bene comune e non degli interessi personali.

Collaborare con Dio è trovare la propria vocazione nella storia, che Egli sempre ci indica. Così è stato per Antonio da Padova. Egli aveva tanti progetti. Voleva fare il missionario in Africa. Pur non essendoci riuscito non abbandona il suo proposito di dedicare la sua vita al vangelo, divenendo un insigne predicatore.

Il suo modello Cristo. In questo ci edifica un brano dei suoi sermoni:
Cristo, che è la tua vita, sta appeso davanti a te, perché tu guardi nella croce come in uno specchio. Lì potrai conoscere quanto mortali furono le tue ferite, che nessuna medicina avrebbe potuto sanare, se non quella del sangue del Figlio di Dio. Se guarderai bene, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità umana e il tuo valore… In nessun altro luogo l’uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della croce (Sermones Dominicales et Festivi III, pp. 213-214). 



PENSIERO DEL GIORNO

Ciò che gustiamo nella contemplazione di Dio si accenda di calore nell’amore del prossimo. Solo così il nostro volto risplenderà come il sole

Sant'Antonio da Padova

giovedì 12 giugno 2014

Borgo Senerchia

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato


Acrilico su cartoncino telato (24×30). E’ il borgo antico di Senerchia (Av). Un luogo disabitato ma affascinante. E’ aggrappato ad una valle attraversata da un fiumiciattolo. Anno 2012.

Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Sorgenti

1Re 18,41-46   Sal 64   Mt 5,20-26
Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio


Il salmo sessantaquattro parla di una terra da dissetare con acqua che solamente Dio può dare. Essa rappresenta il nostro cuore in cerca di sorgenti pure. Pozzi ai quali il Signore indirizza con la sua Parola. Cristo il punto di riferimento.

Così prepari la terra: ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle, la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Un agire provvido. Dio Padre non abbandona i propri figli. Gli concede il necessario. Anzitutto la salvezza mediante suo Figlio. Poi i beni materiali.

Tuttavia l'acqua è il simbolo dello Spirito, di cui domenica scorsa abbiamo celebrato la Pentecoste. Esso rinnova continuamente la faccia della terra ed il nostro cuore. Fa germogliare il seme della Parola e produce frutti di carità. Essi danno pienezza di sazietà a chi dona ed a chi riceve.


PENSIERO DEL GIORNO

Come il tabernacolo senza l'Eucarestia è vuoto, così l'anima nostra senza lo Spirito Santo è vuota e senza vita

P. David De Angelis

mercoledì 11 giugno 2014

Vivere per Dio


Un'idea di amore


AMO L'IDEA DI AMARTI



Mi colpisce questa frase che ho sentita in un film. Sembra rilegare l'amore nei confini d un'idea irrealizzabile. Esprime bene, d'altronde, il personaggio che la pronuncia alla sua donna, che ha solo usato per rincorrere degli ideali.

Infatti, cerca di simulare la vita di altre coppie rubandone l'identità, come un grande scenografo o uno scrittore di storie. Il suo dramma è che non le scrive, ma le vive nella realtà, a mo' di film.

Alla fine è ucciso, rinnegato dalla sua donna, che riconosce la vacuità del suo inutile amore.

martedì 10 giugno 2014

Martedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Testimonianza luminosa
 

1Re 17,7-16   Sal 4   Mt 5,13-16
Voi siete la luce del mondo


Il compito di una lucerna è quello di ulliminare una stanza quando è notte. Per cui deve stare in alto, altrimenti illumina poco e male. Così deve essere la nostra vita. Proprio come una luce, alimentata da Dio, che sta in punti alti per illuminare le tenebre del peccato e permettere a tutti di lodare Iddio.

E’ Cristo che attira al Padre con la sua morte-resurrezione. Noi siamo suoi collaboratori. Continuamente attingiamo la fede dalla Parola e dall’Eucaristia; sempre la mostriamo agli altri con le opere di carità fraterna.
Trasmettiamo così quella gioia unica e piena che Egli ci dona. Come afferma il salmo 4: Hai messo più gioia nel mio cuore di quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza.

Sì, il mondo è pieno di gioie effimere che vengono dai beni materiali. Sembrano riempire ma lasciano amaro in bocca perchè non sono durature. Ciò che, invece, viene da Dio rimane in eterno. Anche se richiede sacrificio e fiducia nella sua benedizione. 

Così come avviene per la vedova di Sarèpta, di cui parla la prima lettura. Questa donna, pur avendo poco olio e farina, prepara da mangiare ad Elia fidandosi della provvidenza divina, che non la delude. Altrettanto per noi. Se ci lasciamo illuminare dalla luce della resurrezione, il nostro cuore sarà pieno di Dio, sì da aprirci alla condivisione del poco che abbiamo.

domenica 8 giugno 2014

IL PARACLITO



OMELIA DEL 02.06.2011

 


Non vi lascerò orfani dice il Signore

Questa espressione l’abbiamo già ascoltata domenica scorsa, sempre tratta dal vangelo secondo Giovanni. Gesù annuncia che non ci lascerà soli in quanto ci invierà il Paraclito, lo Spirito Santo, il Consolatore, Colui che ci guiderà alla verità tutta intera. Un discorso che i discepoli di allora non capivano. Anche noi, oggi, molte cose di cui Gesù parla nel vangelo non possiamo capirle. 

Almeno che non  facciamo spazio dentro di noi a questo Consolatore, che Egli ci ha donato e che noi abbiamo ricevuto nel giorno del battesimo, in particolare con la cresima, quando abbiamo confermato la nostra fede. 

Lo Spirito di Dio è colui mediante il quale la persona di Gesù, il figlio di Dio che è morto e risorto duemila anni fa, è presente in mezzo a noi anche questa sera, che celebriamo l’Eucaristia

venerdì 6 giugno 2014

Domenica di Pentecoste - anno a -

Commento vangelo Gv 20, 19-23


Venerdì della VII settimana di Pasqua


Mi ami tu?





Il Vangelo oggi ci propone la vocazione di S. Pietro, il primo papa.Gesù chiama quest’apostolo attraverso tre domande quasi simili: ‹‹mi ami tu?››. Come mai gli rivolge per tre volte la stessa domanda? Ci chiediamo.

In realtà sono delle richieste progressive che invitano Simone a seguire intimamente Gesù, fino alla donazione della vita. Mi vuoi bene in modo generico, come tutti, o mi voi bene al punto da restarmi fedele fino alla morte? Da un amore di amicizia si passa ad un amore agapico.L’apostolo risponde: ‹‹››.

Questa dinamica riguarda anche la nostra vocazione, che passa attraverso una gradualità di risposta. Gesù può essere per me una persona come tutte le altre, quasi un estraneo. Oppure può essere un amico marginale. O la persona più importante della nostra vita: il mio Signore ed il mio Dio che occupa il primo posto del cuore.

Questo avviene per opera dello Spirito Santo che apre il cuore ad accogliere la presenza del Signore. È grazie a Lui se noi, come Pietro o l’apostolo Paolo, possiamo proclamare che Gesù è il nostro.A noi il sì, come risposta.

Signore tu ci conosci e sai che ti vogliamo bene. Fa in modo che il nostro cuore sia sempre pronto a rispondere alla tua chiamata.Come Paolo, anche noi sappiamo che lo Spirito ci suggerirà le parole giuste per esprimere la nostra fede, sopratutto verso chi ci perseguita. 

Chiediamo la grazia, in questa eucarestia, di saper rispondere alla nostra chiamata e di saper leggere il nostro cuore, per vedere se veramente Cristo ha il primo posto o un ruolo marginale. Che il nostro sia un sì sincero che sappia testimoniare sempre questa fede, soprattutto nei momenti di difficoltà.


PENSIERO DEL GIORNO

A volte ci sembra cha Dio non risponda al male, che rimanga in silenzio. In realtà Dio ha parlato, ha risposto e la sua risposta è la croce di Cristo: una parola che è amore, misericordia, perdono

Papa Francesco

giovedì 5 giugno 2014

Terrazze



Terrazze all'antico borgo di Quaglietta (Av). Acrilico su tela 40X50

Giovedì della VII settimana di Pasqua


Una cosa sola



At 22,30;23,6-11   Sal 15   Gv 17,20-26
Siano perfetti nell’unità

La preghiera sacerdotale di Gesù si specifica in una forte richiesta di unità: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. L’unità è la testimonianza più forte che noi cristiani possiamo dare.

La storia ci tramanda molte divisioni. Anche le nostre comunità rischiano di dividersi. La nostra preghiera diventa allora più forte e corale. Soprattutto nel superare le difficoltà e trovare delle soluzioni che consentano sempre di mettere Dio al primo posto.

Egli è uno in se stesso e può farci dono di questa unità. Nel suo amore il nostro cammino, guidato dallo Spirito, andrà spedito verso la via del bene. Tenendo fisso lo sguardo su Cristo che ha vinto il peccato e la morte.

Per questo gioisce il mio cuore/ed esulta la mia anima;/anche il mio corpo riposa al sicuro,/perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,/né lascerai che il tuo fedele veda la fossa (salmo 15).


PENSIERO DEL GIORNO

Perché ci sia vera unità, questa deve sopportare la tensione più pesante senza spezzarsi

Mahatma Gandhi

mercoledì 4 giugno 2014

In apnea


Caro diario,
                        quando ho la testa piena mi faccio un bel bagno caldo. 

Mi lascio rilassare dal tepore dell'acqua e butto la testa giù in apnea. E' come calarmi in un'altra dimensione.

I rumori esterni sono rarefatti e le bollicine dell'aria col il loro glu glu liberano tante innominabili sensazioni. Vengono dal remoto. Quasi da un epoca dove il fondo marino è la mia casa. 

Già, mi sento come un pesce. Dire più un mollusco rinchiuso in una conchiglia che di tanto in tanto si apre.

I colori sono quelli smeraldo e azzurrini con fasci di luce giallastra, che squarciano l'acqua salata e la fendono in obliquo. Poi le alghe. Verdi, rosse, alcune bluastre. E schiere di pesciolini che accarezzano il mio glu glu.

Di qui ricordi ovattati di un passato che non fa più paura. Anzi diventa parte di me. Da mollusco che sono, lo assorbo e me ne nutro.

Poi, butto la testa fuori dall'acqua. Ho bisogno di respirare. Ciò che invade i miei polmoni è aria nuova. Come la mia mente rinfrescata e le mie emozioni ammorbidite e più vere.

Mercoledì della VII settimana di Pasqua

Intercessione perpetua


At 20,28-38   Sal 67   Gv 17,11-19
Siano una cosa sola, come noi

Il vangelo propone anche oggi la preghiera sacerdotale di Cristo. Egli la rivolge al Padre prima di morire. E’ una preghiera eterna che il Cristo sempre rivolge a nostro favore. Egli è il nostro mediatore. Intercede a nostro favore per farci rimanere nell’amore che Egli stesso ci ha donato.

Egli si preoccupa affinchè noi , suoi discepoli, possiamo sempre essere guidati dalla Parola per camminare nella luce della verità. La tenebra è in agguato. Lui lo sa. Siamo come percore in mezzo ai lupi. Ma Egli, mentre intercede per noi, invia lo Spirito.

Lo Spirito è vita nell’amore. E per questo dona la forza necessaria per affrontare l’avversario e testimoniare con franchezza l’adesione a Cristo. Lo Spirito è guida nella persona dei ministri istituiti, ai quali Paolo esorta: Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio.


PENSIERO DEL GIORNO

La preghiera non è un ozioso passatempo per vecchie signore. Propriamente compresa e applicata, è lo strumento d'azione più potente

Gandhi