venerdì 31 gennaio 2014

Presentazione del Signore

Commento vangelo Lc 2, 22-40


San Giovanni Bosco


Regno che cresce


2 Sam 11,1-4.5-10.13-17; Sal 50; Mc 4, 26-34
L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa


Spesso ci rammarichiamo perché non vediamo i risultati dei nostri sforzi. Pensiamo di aver sbagliato tutto perché i bilanci non tornano. Da un punto di vista mondano è un giusto ragionamento. Non, però, nella mente di Dio. Il suo regno cresce indipendentemente dai nostri sforzi, dai nostri meriti, ma per sua natura, perché è frutto dell’Amore. Noi siamo chiamati a seminare la Parola. Sarà lei a produrre i frutti a tempo opportuno nei cuori delle persone.

È un seme che Dio custodisce. E che con il tempo diventa grandissimo: da un piccolo seme, quasi invisibile, un grande albero che da ristoro a molti. La gratuità è la parola d’ordine di noi che volgiamo essere umili servi della vigna del Signore; la nostra unica ricompensa la soddisfazione di rimetterci alla volontà salvifica del Padre, che non esclude nessuno. 

Il suo è un regno aperto a tutti gli uomini, in particolare a quelli di buona volontà, che vogliono operare il bene su questa terra,a vantaggio di tutti.Gli egoisti, come Davide che pensa a soddisfare la sua passione, sono maledetti, perché impediscono al seme della giustizia di germogliare ed al regno di Dio di crescere nelle spine di questa terra corrotta.

Il pentimento è l’ottimo concime di questo seme eterno: Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro (salmo 50). Ed è l’unica strada per ritornare a Dio ed al suo amore misericordioso, che non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva. 


 PENSIERO DEL GIORNO

Non mandate a domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo. È una vera festa per don Bosco il poter prendere cura delle anime dei suoi giovani
Don Bosco
 

giovedì 30 gennaio 2014

Giovedì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Luce


2Sam 7,18-19.24-29   Sal 131   Mc 4,21-25
La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi


La lampada per illuminare deve essere collocata in un posto alto. Altrimenti non sortisce il suo scopo. Anzi, nessuno la vede ed il buio sovrasta. Così la fede. Non si deve nascondere. Più alta è, più illumina la nostra vita. E' un faro che orienta.

E' un dono di Dio chi si alimenta con la Parola. Essa è come olio per la lampada. Lo Spirito Santo, poi, dà la forza per testimoniarla con coerenza nelle tenebre mondane. La luce della resurrezione di Cristo è il punto di riferimento più alto per la nostra fede.

Lui, con la sua luce, ha vinto definitivamente le tenebre. E' così per noi aperta la speranza della vittoria definitiva. Pur se la fede appare spesso come una flebile luce nell'oscurità più fitta, essa anticipa, oggi, il regno eterno dove per sempre ci sarà splendore di grazia.


PENSIERO DEL GIORNO

La fede nel Figlio di Dio fatto uomo in Gesù di Nazaret non ci separa dalla realtà, ma ci permette di cogliere il suo significato più profondo, di scoprire quanto Dio ama questo mondo e lo orienta incessantemente verso di Sé; e questo porta il cristiano a impegnarsi, a vivere in modo ancora più intenso il cammino sulla terra.
 
Papa Francesco - Lettera Enciclica Lumen Fidei

mercoledì 29 gennaio 2014

Mercoledì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

UNA CASA

 2Sam 7,4-17   Sal 88   Mc 4,1-20
Il seminatore uscì a seminare


Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Così il profeta Natan riferisce a Davide. Questi ne sarà il capostipite. Quest'abitazione Si concretizza nella persona di Gesù. Egli realizza un regno nuovo. Universale. La cui dimora è il cuore dell'uomo.

Proprio lì può avere stabile dimora la misericordia e la giustizia. Cristo la semina nel nostro cuore, sempre. Se siamo disposti a lasciargli dissodare il nostro terreno, il regno può crescere e divenire un grande albero.

E' la gerarchia del nostri valori che deve cambiare. Al primo posto ciò che suggerisce la Parola. Poi tutto il resto. Così la semina abbondante attecchirà sul terreno buono rendendolo pienamente capace di Dio.


PENSIERO DEL GIORNO

Chi perde l'occasione è come chi lasciò volar via di mano l'uccello che non potrà essere più ripreso


  San Giovanni della Croce

 

martedì 28 gennaio 2014

Mistero d'amore

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre. Ricòrdati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.
Sal. 24

Aprire una finestra, contemplare un panorama, è come immergermi nel mistero. Lo assaporo, cerco di farlo mio, lo interpreto nel tempo e ne parlo. Anche con i disegni ed i colori. E' un enorme fascino che mi pervade e mi rende creativo. Tutti doni della misericordia di Dio. Spero che il Signore si ricorderà, veramente, sempre di me e nella sua bontà mi soccorra; per rendere sempre vivo in me il mistero del suo Amore.

San Tommaso d'Aquino


Fratelli e sorelle


 2Sam 6,12-15.17-19   Sal 23   Mc 3,31-35
Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre


Nel regno di Dio una nuova prospettiva avvolge i discepoli di Cristo: essi non sono più fratelli e sorelle secondo la carne ma in una fratellanza universale, dove Dio è l’unico Padre. Non vigono legami di sangue ma vincoli di solidarietà fraterna che spingono alla comunione e al rispetto di tutti.

Gesù considera fratelli, padri e madri chi fa la volontà del Padre, in particolare chi si fa piccolo per riconoscere il primato del suo amore misericordioso. Lui, il Figlio di Dio, appunto questo testimonia nella sua vita. Rispetta il padre e la madre terreni, ma li riconosce come collaboratori, anch’essi, del progetto di Dio che vede in Lui l’unico mediatore della nostra salvezza.

Proprio il suo sacrificio ci permette di vivere da fratelli per farci ritornare al progetto originario di Dio, dove prevale unicamente la legge dell’amore. In questa, come cristiani in particolare, dobbiamo crescere come forte segno di unità nel professare la fede nell’unico Padre di tutti che ci ha creati per amore.

Dobbiamo lasciarci prendere da quest’afflato divino ed innamorarci della sua presenza, così come è stato per san Tommaso d'Aquino, di cui oggi facciamo memoria. Egli non si è risparmiato per amore di Dio. Ha dedicato la sua vita alla preghiera ed alla riflessione teologica.

Che il suo esempio possa essere di incitamento anche per noi nel vivere oggi il vangelo e testimoniarlo come fratelli nell’amore vero e misericordioso.


PENSIERO DEL GIORNO

Quando la fede non coincide con la ragione bisogna astenersi dal dare ragione alla fede

San Tommaso d'Aquino

lunedì 27 gennaio 2014

Le periferie


Gesù lascia la sua casa per iniziare a predicare. Al primo posto il regno di Dio. Conversione è appunto cambiare le proprie abitudini. Quelle che ci fanno rimanere nella comodità.

Il vangelo è scomodo e lo troviamo in posti dimenticati da tutti. Lo era Cafarnao, ritenuta città impura. Gesù va proprio lì. Anche oggi Dio è in tanti posti emarginati, in tante persone "strane".

Per questo Gesù ci invita a lasciare le reti che imprigionano nella monotonia di una vita già fatta. A mettere da parte quel passato che pesa come una zavorra. Per spiccare il volo verso nuovi cieli e terra nuova, dove ha stabile dimora la giustizia e la misericordia. 


PENSIERO DEL GIORNO

Vedete, noi siamo qui, allineati su questa grande idea: quella della nonviolenza attiva. Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà. Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati

don Tonino Bello

Neve in cima

 


Come panna la neve imbianca queste cime. Appare anche come zucchero filato su dei panettoni natalizi. Pervade un senso di gelo. Speri che i semi nascosti spuntino. E facciano affiorire l'estate bella e soleggiata. Per gedere le belle giornate: prati fioriti e cieli azzurri.

sabato 25 gennaio 2014

Una scelta matura

III Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Mt 4, 12-23


Quando si diventa adulti si lascia la propria casa.  Con essa le certezze di chi pensa a te. Da quel momento prendi in mano la tua vita e liberamente fai le tue scelte. Questo non significa tagliare completamente i ponti con la propria famiglia, ma inquadrarla in nuovi orizzonti.

Mai verrà meno il riconoscimento per quanto hanno fatto per noi i nostri genitori. La loro premura dovrebbe essere, infatti, quella di lasciar percorrere ai propri figli la loro strada. Non facendo mancare il sostegno dovuto, seppur in scelte non condivise.

Io ho lasciato i miei genitori tempo fa. Vivo da solo con le mie responsabilità di parroco. Tuttavia la mia casa è pur sempre un punto di riferimento. Così, nel mio giorno libero vado dai miei e passo la giornata con loro. La mia cameretta da studente è ancora lì che mi aspetta.

Gesù fa la stessa scelta. Quando inizia la sua vita pubblica, lascia il suo paese, Nazareth, e sua madre per trasferirsi a Cafarnao. Cambia luogo e casa per dedicarsi alla sua missione. La madre di certo non lo abbandona, anzi lo segue fino alla croce. Ma in modo diverso.

Cristo stesso afferma che sua madre, i suoi fratelli, le sue sorelle, suo padre... sono tutti coloro che ascoltano la Parola e la mettono in pratica. Già. Perché così ci riconosciamo tutti figli di un unico Padre, membri della grande famiglia dell'umanità. Dio al primo posto.

Conversione di San Paolo, Apostolo - Festa



Il converso


At 22,3-16   Sal 116   Mc 16,15-18
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo

Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome. Così dice il Signore di Paolo di Tarso, il grande persecutore, negli Atti degli apostoli. Egli si fida di lui, lo conosce e sa che la diffusione del vangelo può avvenire tramite questo fariseo della scuola di Gamaliele. 
  
Incredibile la sua conversione! All’improvviso vengono meno tutte le sue sicurezze e non vede più; il potente ha bisogno di aiuto. Sulla via di Damasco il Signore lo acceca con la sua chiamata e gli indica le persone adatte per condurlo alla fede. Il perseguitato diventa il Signore della sua vita! 

Al punto che Paolo inizia a predicare egli stesso il vangelo di Cristo, morto e risorto, a cominciare dalle scuole farisaiche, da cui proviene. Per poi rivolgersi ai gentili, dei quali è definito apostolo, per lo zelo della sua predicazione, che notiamo nelle lettere che ci ha lasciato. Tutto frutto di un incontro

Non dovrebbe essere anche per noi così? Se veramente accogliamo Gesù nel cuore, Egli sul serio ci guiderà verso la piena realizzazione di noi stessi. Anzitutto ci donerà la conversione per credere al vangelo e testimoniarlo nella nostra esistenza, come Paolo. Forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre, ci ricorda il salmo 116. Questo dovremmo raccontare a tutti, soprattutto a chi è in difficoltà e fa fatica ad incontrare il Signore.

giovedì 23 gennaio 2014

Giovedì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

 Unità



 1Sam 18,6-9; 19,1-7   Sal 55   Mc 3,7-12
Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse


Le folle che toccano Gesù per essere guarite rappresentano noi che oggi lo cerchiamo. Lo tocchiamo nella Parola e nell'Eucaristia. Lì parla a noi che desideriamo essere purificati dal nostro egoismo. Desideriamo amare come Lui ama noi.

Gli ostacoli sono molti. Nel cuore si cristallizza la mentalità del mondo con la sua logica di violenza. Interessi personali a discapito del bene comune e dell'amore condiviso, lievito per il regno di Dio. In questo abbiam bisogno di essere purificati dall'incontro con Cristo.

In questa settimana stiamo pregando per l'unità del cristiani. Senza conversione essa non è possibile. Perché deve anzitutto partire dal nostro cuore per poi diffondersi nella chiesa e nel mondo. In tal modo unità è sinonimo di amore vero testimoniato nel servizio.


PENSIERO DEL GIORNO

Più si è uniti al prossimo, più si è uniti a Dio. … Voglio ricordare un’immagine significativa che si trova nei Padri della Chiesa. Supponete un cerchio tracciato per terra. … Immaginate che questo cerchio sia il mondo; il centro Dio; e i raggi, le diverse vie, i diversi modi di vivere degli uomini. Quando i santi, desiderosi di avvicinarsi a Dio, camminano verso il centro del cerchio, si avvicinano gli uni agli altri, più si avvicinano a Dio. … Così è la carità.

Doroteo di Gaza

mercoledì 22 gennaio 2014

Mercoledì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Il più forte

1Sam 17,32-33.37.40-51   Sal 143   Mc 3,1-6
È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?


Gesù spesso ci invita ad essere scaltri e furbi. Non, però, per procurarci la disonesta ricchezza o nel sopraffarre gli altri, ma nel guadagnare un tesoro nel cielo. Esso è fatto di tante opere di carità verso i fratelli. In questo Dio aiuta e sostiene.

Come per il piccolo Davide che riesce a vincere il grande filisteo con la sua fionda. Come le tante persone che affrontano grossi problemi con poche risorse. Come noi se amiamo di cuore ed in tante situazioni testimoniamo la certezza di essere amati da Dio.

Un amore che libera e rende forti. Un amore che supera le barriere di tradizioni stantie. Che lascia il dover fare per aprirsi alla gioia della condivisione incondizionata. Questa logica della gratuità supera ogni barriera ed abbatte i muri può robusti.


PENSIERO DEL GIORNO

Agisci con la migliore competenza e diligenza, come se tutto dipendesse da te. Ma insieme confida nella forza e nell'aiuto di Dio, sapendo che tutto ti è donato da lui

S.Ignazio di Lojola


martedì 21 gennaio 2014

Sant'Agnese

Vivere per Dio

 
 1Sam 16,1-13   Sal 88   Mc 2,23-28
Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!


Sant’Agnese è il simbolo della fede cristiana: chi affida la propria vita a Cristo, infatti, si arricchisce della stessa purezza e della stessa trasparenza interiore testimoniate dalla giovane martire (M. Liut). Questa citazione dice bene la portata di questa martire.

Lei ha scelto la verginità per il regno dei cieli. Per questo ha dato la sua testimonianza di sangue. E' appunto per il Dio della vita, il nostro sposo, che anche noi dovremmo vivere. Non al primo posto precetti e decreti, ma l'amore verso Dio ed il prossimo.

Pure il rispetto del sabato ha il secondo posto rispetto a questo grande comandamento. Perché, ci ricorda Gesù,  il sabato è stato fatto per l'uomo  e non l'uomo per il sabato! Tutto è a servizio dell'uomo e se ben usato è lode a Dio. 


PENSIERO DEL GIORNO

Se siete stati nutriti da Dio nella preghiera, dovreste essere in grado di dare l'olio della tenerezza e il vino della compassione a tutti quelli che incontrate

Catherine de Hueck Doherty




lunedì 20 gennaio 2014

Lunedì della II settimana del tempo ordinario (Anno pari)




Sacrificio di lode


1Sam 15,16-23   Sal 49   Mc 2,18-22
Lo sposo è con loro


Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Questi versi del salmo 49 richiamano l’attenzione sul vero culto che fa piacere a Dio. Non tanto il sacrificio di tori ed agnelli, quanto la lode ed il sacrificio della propria vita, con le sue gioie e sofferenze.

Questo è vero ancora di più con la venuta del Messia, perché Egli ha eliminato una volta per tutte gli antichi sacrifici offrendosi Lui stesso a Dio Padre per il nostro riscatto. E noi, uniti a Lui, offriamo il nostro cuore con le sue intenzioni ed i suoi propositi.

Gli otri nuovi e la nuova stoffa, di cui oggi parla il vangelo, si riferiscono appunto a questo: alla vita nuova del vangelo che Gesù ha inaugurato con la sua morte-resurrezione. La vita divina non è più lontana da noi, ma è nel nostro cuore; non più come un riflesso della condizione paradisiaca ma come una viva realtà che ci fa tempio del Dio vivente.

Con l’obbedienza alla sua voce, possiamo vivere questa misteriosa verità come una condizione fondamentale della nostra esistenza, la quale ci permette di vivere felici, perché pieni di quella gioia vera che viene dall’alto.

I digiuni ed i sacrifici hanno valore solamente se orientati all’incontro con Cristo, la base della nostra fede. Gesù, uomo-Dio, è l’unico mediatore che può innalzarci alle altezze del cielo e farci vivere già, se non pienamente, nel Paradiso.

Che questo incontro possa rinnovarsi tutti i giorni del nostro soggiorno terreno. 

Una tiepida carezza



Un vento caldo
questa sera accarezza
il mio volto.

Lo sguardo vaga lontano.

L'oscurità della notte
mi risucchia in antiche emozioni.

Sepolte nel tempo
riecheggiano fresche.

A dirmi del momentaneo
riflesso di attimi.

Come immerso
in un dardo 
di profondi abissi;

rapito da remote estasi
ed oculati arrugginiti
passi di memoria.

Mi tuffo
nel placido tepore notturno.

Ed odo ritmi
ondeggianti.

Sono alla ricerca di
limpide melodie.

Il balbettio del cuore
forse mi risponde.

Perlomeno, mo placa.


mercoledì 15 gennaio 2014

Notturno


Acrilico su tela 25x35. L'antico borgo di Castelfranci (Av) in notturno


All'imbrunire cambia la scena attorno a te. Le ombre si allungano, la luce artificiale fa capolino. Il tepore del sole si raffredda e l'umido si intensifica. Dentro di te hai voglia di raccoglierti. Ti rannicchi in posizione fetale per un po' di calore. Cerchi pensieri caldi e rasserenanti. Il da farsi è un piacevole tintinnio nella calma in cui ti rifugi. Ed intanto la notte avanza, ma senza paura. Perchè il cuore è ricco di luce.
 
 

Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario



Giornata tipica


1Sam 3,1-10.19-20   Sal 39   Mc 1,29-39
Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie

Gesù comincia la sua attività messianica attuando ciò che i profeti dell’Antico Testamento avevano detto di Lui: guarendo e sanando tutti per il bene comune.La sua giornata tipica è proprio quella di essere continuamente a contatto con le folle per portare loro la salvezza.

Come per la suocera di Pietro. Affetta da febbre è guarita da Gesù e subito si mette a suo servizio. Ecco il senso della guarigione evangelica: riavere la possibilità di rialzarsi e riprendere a vivere per disporsi a servizio di Dio e del prossimo. Rispondendo così alla chiamata divina.

Ma, oltre queste attività esteriori, importante per Gesù è il colloquio con il Padre nella preghiera. Passava lungo tempo, soprattutto di notte, in meditazione per capire la volontà di Dio Padre ed attuarla nella carità.

La vocazione di Samuele, nella prima lettura, ci ricorda appunto che Dio non può parlare al nostro cuore se non ci rendiamo liberamente disponibili a collaborare con Lui. Parla Signore che il tuo servo ti ascolta, la risposta di questo giovane, è di emblema per tutti noi cristiani. 

Se vogliamo metterci alla sequela del nazareno, dobbiamo saper ascoltare la voce del Padre che sempre di dice di rivolgerci a Lui per avere la forza di rispondere alla chiamata e, nello Spirito, essere eucaristia vivente, nella forza dell’amore vero ed oblativo.

La nostra preghiera sia allora, con il salmo 39:
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo.



PENSIERO DEL GIORNO

Il Padre ha detto una sola parola: suo Figlio. E la dice sempre, in un eterno silenzio. E’ nel silenzio che l’uomo la deve ascoltare. La cosa più necessaria per avanzare nelle vie di Dio è far tacere il proprio desiderio e la propria lingua di fronte alla grandezza di Dio, che preferisce a tutte le parole il silenzio dell’amore

San Giovanni della Croce