martedì 12 dicembre 2017

Alba


Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)


L'alba del Regno di Dio è presente nella storia. E' Cristo con la luce della sua resurrezione dai morti. Essa è come un germoglio che fa presagire l'arrivo dell'estate. Per questo la Parola di Gesù rimane in eterno e già oggi produce frutti in chi l'accoglie con fede.

domenica 10 dicembre 2017

La gratuità di un gesto

2a domenica di avvento - anno B

«Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc 1, 8).

I gesti inaspettati sono quelli più apprezzati. Ti riempiono di meraviglia. La freschezza della gratuità che trasmettono è proprio come un Vangelo: una lieta notizia. Tramite essi, infatti, percepisci la concretezza di un bene che ti apprezza per quello che sei. Proprio come Dio ama.

Avverto questo, in particolare, quando qualcuno mi cerca per salutarmi, sapere come sto, senza chiedermi nulla in cambio. Un abbraccio, un sorriso sincero. Quando arrivano questi doni, sento una profonda indegnità. Non lo merito, ma mi riempiono, mi danno fiducia, mi rinnovano.

Mi aiutano ad appianare quelle barriere che si innalzano dentro di me e che spesso mi bloccano. Ammetto che diversi sono i "Giovanni battista" che mi preparano all'incontro con Gesù, l'autore della vita. Senza il suo amore non avrei nessuna forza che mi spinga ad annunciare il Vangelo.

Potrei parlare solamente di me. Sarebbe veramente pochissimo o nulla. Tuttavia insieme alle mie comunità rivivo il mio battesimo nello spirito. Verso il quale sono continuamente orientato dall'invito del battista: il Regno di Dio è vicino convertiti!

mercoledì 6 dicembre 2017

Mercoledì della I settimana di Avvento

La Parola si fa Carne


Is 25,6-10   Salmo 22   Mt 15,29-37
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani

La nascita di Gesù nella mangiatoia prefigura la sua missione: farsi cibo per l'umanità. E' la Parola che si incarna per saziare la fame dell'uomo; quella profonda che nasce nell'intimo. Fame di sete, di giustizia, di un mondo più vero, di un senso che orienti. Questa necessità è colmata dalla compassione di Cristo.

Il suo amore sazia e perdona. Come Figlio di Dio può eliminare il male presente nel cuore. Così tutti possono rialzarsi e riprendere il cammino con la sua guida. Egli, infatti, è il pastore bello che indirizza verso pascoli rigogliosi e fresche acque; Egli realizza la profezia di Isaia, eliminando per sempre la morte fisica e spirituale.

Noi, suoi discepoli, siamo invitati a seguire il suo esempio dando noi stessi da mangiare alle folle bisognose. Il nostro esistere è un continuo rinascere nella logica dell'amore vero. Condividendo quel poco che abbiamo riconosciamo i carismi dello Spirito e li spezziamo per gli altri. Comincia così ad intravedersi quel Regno iniziato con la Resurrezione.

martedì 5 dicembre 2017

Martedì della I settimana di Avvento

Beati gli occhi che vedono

 Is 11,1-10   Sal 71   Lc 10,21-24
Gesù esultò nello Spirito Santo

Nel vangelo di oggi troviamo una beatitudine particolare: Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Essa riassume l'atteggiamento base per accogliere il Messia. Infatti, se gli occhi non sono illuminati dallo Spirito non hanno la capacità di accogliere il Regno. Egli dona sguardo limpido per scrutare in profondità e scorgere ciò che è offuscato dall'apparenza.

La vista umana è concentrata perlopiù sul negativo o sulla superficialità. In questo modo si valuta l'immediatezza che non dura, spesso tenebrosa e senza luce di speranza. L'occhio oculato, invece, scruta l'invisibile, che è nascosto, ma pur presente ed incisivo. Forse troppo banale perchè faccia notizia; tuttavia lievito di rinascita.

In questo modo si da valore a tutto il messaggio delle beatitudini evangeliche. Esse sono quelle piccole luci che fanno vedere la presenza di Gesù nella storia. Egli si incarna nell'umanità percorrendo la via dell'umiltà e della concretezza quotidiana. Così è stata la sua nascita storica, così è la sua venuta nei nostri cuori, se con umiltà sanno accoglierlo e testimoniarlo.

lunedì 4 dicembre 2017

Fiori recisi


Fiori recisi ammantano le strade.
Segnano il cammino
di vite spezzate.
Belle, variopinte, fragranti,
distrutte da un crudele destino,
proseguono verso un luogo di riposo
in attesa di una perenne bellezza
che nessuno potrà spezzare.
Sarebbe stato più bello
vedere i fiori nel loro splendore
in quel luogo dove erano nati.
Ma è così: adesso sono recisi
e presto appassiranno.
Rimane un vago ricordo
che colora gli occhi di attesa
e meraviglia per quanto ancora
potremmo accogliere e custodire.

domenica 3 dicembre 2017

L'ora di Gesù

1a domenica di avvento - anno B

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino (Mc 13, 35)

Il tempo passa con frazioni oggettive. L'orologio va avanti sempre allo stesso modo: ore, minuti, secondi. Tuttavia la nostra percezione lo rallenta o lo velocizza. Ci sono ore che durano un'eternità e minuti che passano in un attimo. Quando passo bei momenti, in compagnia o da solo, tutto va via in un lampo.

Invece le cose noiose ed impegnative, la sofferenza o i momenti negativi rallentano incredibilmente anche i secondi. Guardi continuamente l'orologio ed è peggio. Il vangelo di questa domenica consola. Infatti, l'evangelista Marco afferma che Gesù arriva in ogni momento della notte per donare la sua luce. La sua presenza c'è in ogni istante.

Soprattutto nei momenti bui, proprio quando il tempo non passa mai. Quando attraverso queste fasi di sconforto melmoso, mi aiuta pensare a ciò che farò dopo. Se incontrerò qualcuno, se farò una passeggiata, se guarderò un film. L'attesa illumina quella noia se la offro per un obiettivo. In questo vedo l'ora di Gesù.

Soprattutto perché pensare con fede alla sua presenza mi apre alla speranza di un domani senza affossamenti. Egli mi aiuta a non sentirmi solo, ma orientato con l'umanità verso una novità di luce infinita. E se ho bisogno di parlare con qualcuno delle mie ombre lo faccio per liberarmene. Se, poi c'è chi nel silenzio mi affianca con il calore della sua presenza, meglio ancora. E' sempre l'ora di Gesù.

giovedì 30 novembre 2017

SANT'ANDREA, APOSTOLO – Festa

Apostolato


Rm 10,9-18   Sal 18   Mt 4,18-22
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono

La chiamata di Cristo è tramite l'ascolto della Parola. Essa è la guida che introduce nel mistero del messia e ne rende partecipi. Rispondere alla vocazione è invito alla missione. La Parola, infatti, si diffonde con l'annuncio. Esso avviene soprattutto con la testimonianza: i gesti parlano più delle parole. In effetti, è proprio grazie all'apostolato che si avverte la chiamata di Cristo.

La festa dell'apostolo Andrea lo ricorda. Egli è chiamato da Gesù per una missione: essere pescatore di uomini. Ad una condizione: seguire il Maestro. La conversione, dunque, è la base di ogni sequela. Prima di tutto Dio deve avere il primato nel cuore. L'incontro con Lui cambia tutto. E va coltivato giorno per giorno, crescendo nell'amicizia con Lui.

Un cammino progressivo che illumina e trasmette gioia. Essa è la base di ogni apostolato. Con questa lampada Andrea, dopo la resurrezione di Gesù, ha infiammato i cuori di chi ha incontrato. Come la nostra vita lo è stata grazie a diversi apostoli che abbiamo conosciuto. A sua volta noi siamo chiamati ad essere tali. Facendo trasparire il grande amore che Dio ha per l'umanità.

mercoledì 29 novembre 2017

Mercoledì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Persecuzione


Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28   Dn 3   Lc 21,12-19
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto

Il Vangelo è sempre perseguitato. Essere cristiani non è facile. Sembra più utile puntare la vita su altro. In effetti, l'apparenza è questa. Tuttavia essa è sconfitta dal prevalere del più forte o da un cuore insoddisfatto, pur pieno di tante cose. Gesù per primo è perseguitato ed ucciso. E dà a noi, suoi discepoli, una chiara testimonianza ed un forte incoraggiamento a perseverare.

Esso si fonda sugli impulsi dello Spirito. Seguirli è raggiungere quella fortezza interiore che si tramuta in testimonianza. Ecco perché il nazareno invita a non avere paura perché, appunto, è lo Spirito che guida. Non è necessario preparare grandi discorsi o avere eccellenti conoscenze. Occorre affidarsi a questo amico Soccorritore che è continuamente accanto a noi.

Così, troveremo incoraggiamento nelle paure e sostegno nella prova. Consapevoli che il vero amore è quello che dura per sempre ed è una roccia solida su cui fondare l'esistenza. In questo l'esempio di tanti martiri per la fede sostiene. Molti hanno perso la vita per il vangelo, per questo tesoro prezioso, e ci invitano a continuare con fermezza il nostro cammino.

martedì 28 novembre 2017

Martedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Il tempo
 

Dn 2,31-45   Dn 3   Lc 21,5-11
Non sarà lasciata pietra su pietra

La linea della storia si evolve in un continuo e veloce progresso. Aumentano i vantaggi per l'umanità; con essi si perpetuano ingiustizie a danno dei più deboli. Come restano le guerre e le povertà. Lo stesso ecosistema è sempre più malato.  Si pensa che tutto presto debba finire. Quando?

Anche a Gesù i contemporanei pongono la stessa domanda. Egli invita a non scoraggiarsi ed a continuare ad impegnarsi per il regno di Dio. Non si sa quando avverrà la fine dei tempi. Tuttavia sappiamo come incaricarci nel nostro piccolo per cambiare le cose.

Al termine dell'anno liturgico la riflessione sulle cose ultime non deve scoraggiarci. Anzi, è sprono per un impegno a costruire un mondo più giusto. Realizzando le beatitudini evangeliche ci impegniamo a far crescere il regno di Dio, confidando nella sua piena realizzazione.