mercoledì 24 maggio 2017

Frutti

 
Sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria,stregonerie,inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere.

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza,dominio di sè.

(Gal 5, 16-25)


Spine o fiori. Questo possiamo trovare nel nostro giardino. Dipende da come lo coltiviamo; da che fiori piantiamo. Se non lo trascuriamo sicuramente ci saranno fiori belli e rigogliosi. Se lo lasciamo da solo, senza cura, nascono erbacce e spine. Brutte da vedere. Che lo Spirito ci aiuti a far germogliare il bene che Dio ha seminato nel nostro cuore. Per una vita ricca di amore da donare.

martedì 23 maggio 2017

Sensazioni




Come vento che accarezza la pelle
in formidabili formicolii,
le emozioni toccano
le corde del cuore.
Pizzichi di intuito
si mescolano ad una ragione
china, arrendevole.
Non puoi pensare,
ma godere quella melodia
che si scrive
nelle righe vuote
di un foglio che si apre al sospiro.
Piacevoli battiti
scandiscono i ritmi
di un mistero che sfiora.
Sei ancora lì disteso nel tuo sogno.
E quando l'evanescenza risucchia,
resta la profonda sensazione
di aver toccato il cielo.

sabato 20 maggio 2017

Il soccorritore

6a domenica di Pasqua - anno A
"...e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre..." (Gv 14, 15)

Quando sono in difficoltà mi rivolgo a chi può soccorrermi. Non sempre, infatti, riesco da solo a risolvere i problemi. Come quello che mi ha spento il computer tempo fa. Chiamo un amico che è bravissimo. Individua il problema  e lo risolve. Spesso questo capita anche a livello spirituale o pastorale. E' necessario il confronto con il vescovo o con chi è più esperto di me per trovare soluzioni che equilibrano la comunità e le indicazioni diocesane.

E quante volte è lo Spiriro Santo che mi soccorre! Questo avviene soprattutto quando so di fare la cosa giusta, ma mi manca il coraggio. Quello slancio interiore per librare le ali e spiccare il volo. Il Paraclito è continuamente con noi. Quando lo invochiamo fa sentire dolcemente la sua presenza ed incoraggia a seguire ciò che è buono, bello, vero per tutti.

E' un grande dono che Gesù ci ha lasciato. Non mi sento solo quando nel cuore si accende la luce della sua presenza. Un Consolatore che indica la strada tracciata da Cristo come l'unica via della vera felicità. Che aiuta a combattere le tentazioni tenebrose del mondo, chiuse in un orizzonte individualista.

Le scelte evangeliche costano. Ma tutte portano alla comunità con la quale si cammina. Ed è proprio a questa nostra casa che conduce lo Spirito nel suo illuminare la ragione riempendola di speranza. Il mio computer funziona grazie al mio amico. La mia fede è viva in virtù dello Spirito, che con la sua dolcezza mi si affianca e con il suo ardore mi incita ad essere eucaristico in tutto quello che faccio.

mercoledì 17 maggio 2017

Ardore del cuore



Benedetto colui che viene nel nome del Signore. 
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina
(Salmo 117)

Siamo nel tempo di Pasqua. Il Signore Risorto appare agli apostoli nel suo corpo glorioso. Tommaso non crede se non tocca con mano. Quante volte anche noi vorremmo una fede certa, da toccare. Ma non è così. Possiamo certo vedere ed ascoltare il Risorto ma con gli occhi della fede. Egli parla con la Parola, è presente come cibo nell’Eucaristia; come persona nei fratelli. In tanti modi è presente affinchè anche noi come Tommaso possiamo affermare: “Mio Signore e mio Dio”. Quell’ardore del cuore che la Scrittura ci fa provare, dovrebbe tramutarsi in fede viva che orienta i nostri sensi alla realtà che ci circonda. Perchè lì è la sua impronta e la sua presenza.

domenica 7 maggio 2017

Giusto o sbagliato?

4a domenica di Pasqua - anno A


Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore" (Gv 10, 7).

Se mi vedesse il medico! Dice un mio amico quando esagera nel mangiare cose che deve evitare. Ha più paura del rimprovero del dottore che della sua salute a rischio. Già, ci vuole sempre un qualcuno che ci dica quello che devi fare. Come se da soli non riuscissimo a capirlo. A volte è un modo per mettere a posto la coscienza; mi dicono che posso, allora...

Di sovente delle persone mi chiedono se possono o no fare una determinata cosa. Spesso sono sciocchezze; tuttavia hanno bisogno di una conferma, quasi per placare l'ira di Dio! D'altronde prima facevo anch'io così. Non muovevo una foglia se prima non chiedevo alla guida spirituale.

Infatti, un giorno il sacerdote mi disse: guarda che puoi capire da solo ciò che è giusto o sbagliato. Il fatto è che avevo paura di sbagliare e mi sentivo indegno di accostarmi all'Eucaristia, pur andando a messa ogni domenica. Ero chiuso in tanti recinti e non me ne accorgevo. Soprattutto quello del legalismo e del ritualismo. Quasi che tutto doveva essere perfetto.

Pensavo che Dio esigesse questo da me. Ero in un recinto e non riuscivo ad uscirne. In questa domenica Gesù si paragona a quella porta che fa uscire dal recinto verso la libertà. Una parola grossa. Richiede l'esercizio di una ragione illuminata dalla fede. La responsabilità di una coscienza matura. Cristo ci vuole adulti nella fede: quanto è difficile!

mercoledì 3 maggio 2017

La sapienza




Stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
Sap 7, 10
Ci si affanna per tante cose. Si possiede tutto e si pensa di aver raggiunto un traguardo. Tutto passa. Il sipario calerà sugli scenari di questo mondo succulento. L’illusione del benessere si frantuma con la caducità della vita. Ciò che resta si ferma nell’intimo. Invisibilmente cresce se parliamo con noi stessi e ci apriamo alla sapienza di Dio. Essa può dare sapore e luce a tutti i sacrifici ed alle gioie raggiunte. Perché ci apre agli altri e rimane in eterno.

domenica 30 aprile 2017

Un cuore caldo


3a domenica di Pasqua - anno A
 
"Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?" (Lc 24, 28).

C'era un imitatore di Alberto Sordi molto bravo. Lo seguivo con piacere. Quando, però, l'attore è venuto a mancare, l'artista non ha voluto più imitarlo. Lo stesso è capitato a me nel mio piccolo. Emulavo quasi sempre un personaggio del mio paese quando ero con amici. Dopo la sua improvvisa morte non l'ho più fatto.

E' come se ora avvertissi una presenza diversa. Ho un ricordo nuovo di quella persona. La sento più vicina a me. Quell'imitazione non rende più l'idea di quello che è. La immagino serena, tranquilla, finalmente, dopo una vita travagliata. Sono contento di sentirla così nel mio cuore. Esso è riscaldato da questa consolazione di una vita che continua, ma trasformata.

Una conferma, questa, che mi avvicina ai discepoli di Emmaus. A loro arde il cuore quando Gesù gli spiega la Parola. questo gli permette di andare oltre il sepolcro e scorgere una presenza diversa di Gesù. Egli è il risorto, il Vivente, presente nella Parola che vivifica e nel pane spezzato. Gli orizzonti si allargano. Si va verso un futuro diverso, pieno e definitivo.

Così anche in loro è avvenuto un passaggio: da ricordi puramente mondani ad una nuova prospettiva di vita oltre la morte. Il mio cuore arde ancora di più. Gesù è la resurrezione e la vita; chi crede in Lui ha la vita eterna. La mia speranza è più forte. Si ancora a Cristo e mi fa vincere ogni paura. Mi vedo dunque navigare verso il porto della salvezza. Egli mi guida.

domenica 16 aprile 2017

Prospettive

Domenica di Pasqua - anno A

Il Signore è davvero risorto. Alleluia. (Lc 24,34)

Diverse sono le prospettive con le quali puoi ammirare un oggetto od un paesaggio. Di fronte, di lato, dall'alto. Ognuna ha un fascino particolare rivelando tratti specifici e sfumature di colori. Le attrattive possono essere diverse. Difficile, però spiegare, perché la scelta cade su un particolare piuttosto di un altro.

Ognuno ha la sua sensibilità. Soprattutto la sua ispirazione. Se ragioni troppo rischi di inaridire quel piacevole rivolo che tocca l'animo. Come se scoprissi una sorgente primitiva nel cuore, confermata da particolari attimi. Lo stesso con le persone. Con alcune si prova un fascino particolare, una sintonia a pelle.

La prospettiva del sepolcro vuoto ha pure molte sfumature. Umanamente direbbe poco. Parlerebbe solamente di un corpo sparito, rubato da qualcuno. Seguendo il percorso della Scrittura, invece, si entra in una dimensione di fede. Essa guida nel mondo di Dio, nella sua storia di salvezza per il bene del mondo. Un percorso che interpella ogni credente.

Cristo vive per sempre, non muore più. Propone a tutti questa rinascita interiore. Noi cristiani dovremmo spesso sperimentarla con la guida delle Scritture. Passare continuamente dalla morte del peccato, della chiusura in noi stessi alla gioia dell'amore accolto e donato. Solamente così possiamo testimoniare il Risorto e renderlo presente: con un cuore capace di amare.